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ATTENZIONE: proseguendo nella lettura potreste imbattervi in spoiler su NCIS: Tony & Ziva.
Se c’era ancora qualcuno che dubitava che NCIS: Tony & Ziva potesse reggersi sulle proprie gambe, l’episodio 8, Fire Sale, ha appena chiuso il dibattito con un EMP ben assestato. Parigi, una convention sulle armi, un drone assassino, un cagnone robotico e un matrimonio mai celebrato che continua a fare male come una ferita aperta. Tutto questo, e molto di più, è racchiuso in una puntata che, dopo una pausa di riflessione, non solo accelera il ritmo della stagione, ma ne ridefinisce l’anima. Perché qui non si tratta solo di smascherare un criminale o recuperare prove compromettenti. Si tratta di capire se due persone, dopo aver perso quasi tutto, sanno ancora fidarsi l’una dell’altra. E se lo spin-off di una delle serie più longeve della TV americana può finalmente diventare qualcosa di suo.
Un’operazione sotto copertura che sa di addio
L’episodio parte in quarta. Tony, Ziva, Claudette e Boris si infiltrano nella convention della Reigning Fire, un evento che sembra uscito da un incubo cyberpunk voluto da un qualche magnate della tecnologia (un po’ come i cattivi di James Bond, per capirci…). L’obiettivo? Recuperare le immagini del drone che ha immortalato Jonah mentre uccideva Henry, l’amico, il testimone di nozze mancato, il pezzo di cuore strappato via a entrambi i protagonisti. La missione è disperata, sì, ma anche necessaria. Non è solo giustizia che cercano, è redenzione. E forse, un modo per dire addio a Henry senza doverlo seppellire due volte.
Il piano è classico NCIS: travestimenti improbabili (Tony con baffi, occhiali da sole e un nome finto da agente segreto anni ‘80), hacking fai-da-te e un’arte della distrazione degna di un illusionista. Ma ciò che rende speciale questa operazione non è la tecnologia o le armi. Semmai il modo in cui la squadra si muove come un unico organismo. Tony e Ziva creano il diversivo, Claudette e Boris si occupano della parte nerd, e ogni interazione, anche la più banale, è carica di significato. Non si tratta più di fan service o nostalgia: è una squadra vera, con ruoli, limiti e complicità autentiche.
NCIS: Tony & Ziva: il matrimonio che non fu

Mentre il caos si scatena a Parigi, la serie ci riporta indietro di cinque anni, al momento in cui Tony e Ziva stavano pianificando il loro matrimonio. E qui NCIS: Tony & Ziva mostra il suo lato più coraggioso: non idealizza l’amore, non lo trasforma in una favola. Lo mostra per quello che è. Complicato, fragile, pieno di bisogni non detti. Tony vuole una festa con tutti i suoi cari, perché per lui, la famiglia è ciò che non ha mai avuto. Ziva, invece, trema al solo pensiero di una folla. Il suo disturbo post traumatico da stress non è un accessorio drammatico ma una presenza costante, un fantasma che le sussurra “non sei al sicuro”.
La scena in cui discutono sulla lista degli invitati è straziante non per il litigio, ma per ciò che non si dicono. Tony non esprime il suo bisogno di celebrazione, Ziva non riesce a chiedere ciò che le serve davvero: silenzio, intimità, protezione. E così, senza urla né drammi, il loro matrimonio si sgretola ancora prima di essere celebrato. Non perché non si amassero ma perché non sapevano ancora parlarsi. Oggi, invece, è diverso. Oggi si ascoltano. E quando Ziva ha un attacco di panico nel mezzo della sparatoria, non è Tony a salvarla ma lei stessa, con la respirazione a scatola insegnatale dal terapeuta. È un momento di forza silenziosa, uno dei più emozionanti dell’intera serie.
Claudette e Boris: il cuore comico (ma non superficiale) dello show
Se Tony e Ziva sono l’anima drammatica di NCIS: Tony & Ziva, Claudette e Boris ne sono il cuore pulsante e, spesso, il polmone comico. La loro missione per clonare la tessera di Freda, ex rivale universitaria di Claudette, è un capolavoro di imbarazzo e tenerezza. L’abbraccio strategico, le frecciatine passivo-aggressive, Boris che difende Claudette con la goffaggine di chi non ha mai imparato a mentire. Sono momenti leggeri, sì, ma mai fuori posto. Anzi, servono a ricordarci che anche in mezzo al caos, esistono il tempo e spazio per l’umanità e per una battuta.
La loro dinamica è l’antidoto perfetto alla tensione crescente, ma non per questo è meno importante. Senza di loro, la serie rischierebbe di diventare troppo cupa, troppo focalizzata sul passato. Invece, Claudette e Boris ci ricordano che questa è anche una storia sul presente. Su nuove alleanze, nuove competenze, nuovi modi di fare squadra.
NCIS: Tony & Ziva: Jonah, Martine e lo specchio distorto dell’amore
Mentre Tony e Ziva imparano a comunicare, Jonah e Martine mostrano cosa succede quando l’amore si trasforma in ossessione. Il loro legame è oscuro, tossico, ma incredibilmente intimo. Quasi uno specchio distorto di ciò che Tony e Ziva sarebbero potuti diventare senza terapia, senza onestà, senza scelte difficili. Il tradimento di Jonah non è solo un colpo di scena: è la logica conseguenza di un rapporto costruito su menzogne e vendetta.
Martine, ferita e sola, diventa una figura tragica. Quando punta la pistola contro Lazar, non lo fa da cattiva, ma da donna che ha perso ogni briciolo di fiducia. Eppure, proprio in quel momento, la serie ci lancia un messaggio chiaro: non tutti i tradimenti sono uguali. Tony e Ziva si sono feriti, sì, ma non si sono distrutti. Hanno scelto di guarire, insieme. Martine, invece, è ancora nel buio. E il suo viaggio, se deciderà di arrendersi, potrebbe essere uno dei più interessanti della stagione.
Il cagnone robotico e l’EMP: trovata folle o geniale? (Spoiler: forse entrambe)

Sì, avete letto bene: un cagnone robotico. Killer, ovviamente. Non un drone, non un esoscheletro, non un banale robot spara-missili. No, no. Aaron Graves decide che il futuro delle armi belliche è… un coso meccanico a quattro zampe con occhi rossi, artigli retrattili e un’inquietante passione per il tiro al bersaglio umano. Sembra l’incubo di un ingegnere che ha passato la notte su Reddit a leggere meme su “armi che non sembrano armi” e ha preso tutto alla lettera.
Eppure, e qui sta il miracolo, funziona. Non nel senso che crediamo davvero che una convention di armi presenti un cagnone metallico con un fucile montato sulla schiena. Funziona perché NCIS: Tony & Ziva ha ormai abbracciato con coraggio un’estetica da thriller tech-noir con un cuore da soap opera post-traumatica, e in questo universo un cagnone robotico non è un difetto narrativo. È una metafora ambulante o meglio, quadrupede. Rappresenta il caos fuori controllo, la tecnologia che sfugge alle mani dei suoi creatori, e soprattutto il modo in cui il passato, proprio come quel canide assassino, ti insegue anche quando pensi di averlo messo in pausa.
E poi arriva l’EMP. Quel caro, vecchio, affidabilissimo reset narrativo che con un colpo solo, spegne il cagnone, i tablet, i telefoni, le prove digitali. E le nostre speranze di vedere Tony e Ziva finalmente scagionati. È un colpo basso, ma geniale. Perché sì, è un po’ un trucco da quattro soldi ma qui viene usato con intelligenza emotiva. Non è solo un ostacolo per la trama. È un promemoria crudele e necessario: non basta rubare un file per fare giustizia. Non basta nascondersi dietro un tavolo rovesciato per sentirsi al sicuro. La vera vittoria non è tecnologica, è umana. E forse, proprio perché tutto è andato in fumo, ora Tony e Ziva dovranno fare l’unica cosa che in passato non hanno saputo fare. Parlarsi davvero, senza prove, senza alibi, senza niente se non la promessa che lei lo ritrova sempre.
NCIS: Tony & Ziva: uno spin-off che non ha più bisogno di scuse
Con questo episodio, NCIS: Tony & Ziva non solo conferma la sua autonomia dalla serie madre ma dimostra di poter offrire qualcosa di nuovo. Una storia d’amore adulta, un’azione intelligente, personaggi che crescono davvero. Non è perfetta perché qualche passaggio tecnologico stride e Jonah potrebbe usare più sfumature ma è viva, vibrante, piena di cuore.
Ora non resta che aspettare le prossime puntate. E se Tony è davvero là fuori sappiamo una cosa per certa: Ziva non si fermerà finché non lo avrà trovato. Non perché è il suo ex, non perché è il padre di Tali, ma perché è la persona con cui ha finalmente imparato a essere vulnerabile, e a non avere paura.
Il gioco è ancora aperto. Le regole cambiano in continuazione. Ma questa volta, giocano insieme. E nel mondo di NCIS: Tony & Ziva, quello è già un vantaggio enorme.







