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Loki – La recensione del finale di stagione

ATTENZIONE: questo articolo contiene SPOILER sulla 1×06 di Loki

Con soli 6 episodi in totale, Loki è giunto alla sua conclusione: un finale di stagione diverso da quello che ci si aspettava. Molte teorie sono state confermate – prima fra tutte quella riguardante il grande cattivo della serie e, sicuramente, di tutta la nuova fase del MCU – e finalmente il multiverso ha avuto modo di esplodere permettendo così ai successivi prodotti della Marvel (la serie animata What if…? che uscirà ad agosto in primis) di esplorare letteralmente nuove strade e nuove storie.

Un finale che ha sì dato molte risposte, ma che ha creato sicuramente altrettante domande: questa prima stagione avrà compiuto al meglio il compito che le era stato affidato? Subito dopo la messa in onda della puntata si sono moltiplicate su internet opinioni contrastanti riguardo la logicità della storia e, soprattutto, la natura dei rapporti tra i personaggi. Le aspettative dei fan sono state disattese? O erano fuori proporzione sin dall’inizio? Ne abbiamo parlato anche in questo articolo.

Analizziamo con attenzione ciò che è successo nella puntata finale di Loki “Per tutti i tempi. Sempre”.

Finalmente dopo aver smascherato i Time Keepers, dopo aver affrontato il terribile Alioth Loki e Sylvie sono pronti a scoprire chi si cela dietro tutti i loro guai: accolti nella sua dimora da Miss Minutes (che, come immaginato nella seconda puntata, è forse l’unica a sapere tutta la verità) i due si ritrovano faccia a faccia con il grande cattivo di questa serie e, senza mai dirlo direttamente, anche il più grande antagonista della Fase 4.

Nella puntata non viene mai presentato con un nome effettivo, ma semplicemente con un evocativo “Colui che rimane” indicando la sua permanenza e importanza all’interno della Sacra linea temporale. Ciò non ha fermato gli spettatori più attenti dal notare come molte delle teorie e degli easter eggs trovati nel corso della serie fossero effettivamente fondati: ecco quindi l’introduzione di Kang il Conquistatore. O meglio, di una sua Variante.

Jonathan Majors introduce il suo personaggio con uno charme unico: teatrale quanto basta, l’uomo che ha dettato il destino dell’Universo fino a ora sembra tutt’altro che un feroce cattivo. Conosce tutto riguardante i nostri protagonisti, anzi afferma di sapere già come questo incontro andrà a finire, ma ciò non lo esime dall’andare in scena e fare la propria parte. Questa puntata è tutt’altro che adrenalinica, ma dedica moltissimo tempo alle spiegazioni: non solo riguardante la genesi della Sacra Linea Temporale – che si scopre essere in realtà un Universo isolato da questa Variante di Kang per evitare una guerra nel Multiverso -, ma offre anche e soprattutto la possibilità di introdurre questo personaggio così importante nei fumetti.

Che la sua prima comparsa avvenga non in un film della Marvel, ma in una sua serie dimostra l’importanza di Loki in questa fase: molti conoscevano Major in quanto già presentato al pubblico come l’attore che avrebbe interpretato Kang, ma in pochi si aspettavano che comparisse effettivamente in questa serie. Essendo l’antagonista principale del nuovo film su Ant-Man and The Wasp: Quantumania lo rivedremo a breve sul grande schermo in tutta la sua gloria. Per ora, invece, questa Variante sembra subire un destino tutt’altro che felice: viene infatti ucciso da Sylvie per vendetta nonostante avesse offerto a lei e a Loki la propria posizione di onniscenza e di controllo della TVA.

Se questa Variante di Kang è stata la protagonista dell’episodio, possiamo assolutamente affermare che nella serie Loki ha perso il proprio ruolo di protagonista. Nonostante la bravura di Tom Hiddleston, la sua importanza è stata molto ridimensionata per dare spazio ad altre Varianti, tra cui Sylvie. E Croki.

Questo dato di fatto non deve però sorprendere o deludere gli spettatori: d’altronde già dalla scelta di cambiare font per ogni lettera del titolo della serie, gli autori hanno sempre accennato a questa moltiplicazione dei protagonisti. Tutti i Loki che sono stati presentati, tutte le Varianti sono state a loro modo il nucleo centrale del cambiamento del protagonista e i pianeti satelliti della sua storia che, però, riguardava tanto lui quanto tutti loro.

Molto interessante è notare come la coppia Loki – Sylvie si sia trasformata in un nulla di fatto: nonostante il loro rapporto trascendi la semplice amicizia (e, almeno per la nostra versione del Dio dell’Inganno, sembri sfociare in un più complesso rapporto d’amore), per questo personaggio la possibilità di scegliere il proprio destino è sempre più importante. Lady Loki ha infatti una scelta da compiere: uccidere Kang per vendetta e aprire di nuovo la Sacra linea temporale ai problemi del Multiverso oppure accettare la volontà della sua controparte maschile e farlo vivere. Dopo un bacio dato più per distrarre che per la nascita di un sentimento vero e proprio, Sylvie compie la sua scelta con sicurezza.

Il tradimento non arriva certamente come una sorpresa: d’altronde il personaggio di Loki durante i vari prodotti del Marvel Cinematic Universe ha più volte dimostrato la propria capacità di venir meno alla parola data. Ciò che colpisce è l’evoluzione che il protagonista ha affrontato in queste sole 6 puntate: c’è chi in questo cambiamento ha visto una crescita, c’è chi invece ha visto una perdita di spessore, ma sicuramente la strada di redenzione è ormai completa per questa versione del Dio dell’inganno.

loki

Con la morte di Kang si sancisce ufficialmente l’inizio del Multiverso nel MCU, un vero e proprio punto di svolta per tutte le storie che arriveranno nei prossimi anni.

Sebbene molti erano sicuri che questo epocale cambiamento sarebbe stato compiuto da Wanda dopo la trasformazione definitiva in Scarlet Witch, è molto prestigioso invece che questo compito sia aspettato a Loki (o, per essere più precisi, a una Variante di Loki). Ora le linee temporali saranno molteplici, sempre più simili, ma più diverse tra loro e questo apre innumerevoli possibilità: dall’avvento de I Fantastici Quattro alla rivoluzione dei personaggi a cui siamo abituati da più di dieci anni.

Loki negli ultimi minuti della serie sembra infatti arrivare, dopo il tradimento di Sylvie, nella prima delle molteplici timeline che attraverseremo nel corso di questa nuova fase Marvel: non solo Mobius non sembra riconoscerlo, ma la sede stessa della TVA è cambiata. Infatti non presenta più le statue dei Time Keepers, ma solo una mastodontica riproduzione del personaggio di Kang. Con questo finale – e una scena post credit che conferma la seconda stagione della serie – sono molte le domande che attendono ancora una risposta.

Prima fra tutte quella riguardante Renslayer: dopo aver ricevuto diretti ordini da Kang prima di morire (tramite l’aiuto dell’infallibile Miss Minutes) questo personaggio è sparito alla “ricerca del libero arbitrio”, ma questa uscita di scena è tutt’altro che chiara. Si tratta di un buono o un cattivo? Come sarà cambiata la TVA in questa realtà di nuovo collegata col Multiverso? Sfortunatamente queste risposte arriveranno solo con la prossima stagione di Loki, mentre il nostro personaggio preferito comparirà accanto a Doctor Strange e Scarlet Witch all’interno dell’ormai attesissimo film Doctor Strange in the Multiverse of Madness.

E mentre aspettiamo con ansia i prossimi passi in questo unvireso stravolto, la cosa migliore da fare per ingannare l’attesa è rivedere Loki e prestare attenzione a tutti gli easter egg presenti nelle puntate: sono questi dettagli, inseriti come piccoli tesori, che dimostrano quanto la passione dei creatori sia in sintonia con quella dei fan. Si spera soltanto che con la seconda stagione Loki diventi un prodotto più sperimentale, coraggioso e pazzo proprio come dovrebbe essere il suo protagonista.

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