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Avvocato Di Difesa: né carne e né pesce – La Recensione della serie Netflix che sta scalando le classifiche

In questi mesi la top 10 di Netflix ha visto come protagoniste le più svariate Serie Tv. Stiamo parlando di prodotti appena sfornati capaci di suscitare un certo tipo di curiosità nei telespettatori. Alcune volte, come abbiamo visto con Clark, è finita bene: la serie che dominava le tendenze era valida, interessante, una boccata d’aria fresca. Altre volte, invece, quel posto in tendenza rappresentava soltanto un momento passeggero: presto quella Serie Tv sarebbe andata via di lì per prendere posto all’interno di una fila nascosta, una di quelle in cui finiscono i prodotti che alla fine si rivelano meno interessanti di quel che credessimo. Avvocato Di Difesala nuova Serie Tv Netflix statunitense basata sull’omonimo romanzo di Michael Connelly – sta compiendo lo stesso percorso dominando la top 10 della piattaforma streaming. Ma esattamente a cosa siamo di fronte? Abbiamo appena stretto la mano a un prodotto di cui sentiremo parlare ancora, o a qualcosa che finirà in un inevitabile dimenticatoio? La domanda ci devasta, ma la risposta ancora di più.

Avvocato Di Difesa

Mickey Haller è un avvocato che non pratica la professione da oltre un anno a causa di un brutto incidente. Il brutto però è arrivato dopo: droga, depressione, totale mancanza di stimoli. E’ così che Haller smette di essere uno dei migliori avvocati di Los Angeles per diventare un fantasma, un nome di cui si parla solo al passato. La sua carriera sembra stroncata, nessuno si fida più di lui. Un giorno, però, tutto cambia. Un suo collega perde la vita in circostanze poco chiare lasciando un documento in cui nomina Mickey Haller possessore di tutte le sue cause. Ormai è fatta: l’avvocato di difesa migliore di Los Angeles è pronto a tornare.

Le cause di cui dovrà occuparsi hanno a che fare anche con pezzi grossi, cosa che inevitabilmente porterà Haller all’interno di una fitta rete di intrighi, pericoli e misteri. Detta così, ovviamente, Avvocato Di Difesa sembra una nuova Serie Tv Netflix valida, intrigante, piena di suspense e colpi di scena, ma non è tutto oro quel che luccica.

Avvocato Di Difesa è come Lucifer ma senza il diavolo, come Suits ma senza una mente brillante, come How To Get Away With Murder ma senza un gruppo di studenti. E’ ognuna di queste cose ma senza la mossa geniale, quella capace di fargli compiere lo scacco matto di cui tutte le Serie Tv come questa necessitano.

Avvocato Di Difesa

Avvocato Di Difesa non fa la differenza. Sceglie, quasi consapevolmente, di dar vita solo al minimo indispensabile per creare una storia senza pensarci troppo. Stiamo parlando di un crime ambientato – per lo più – nelle aule di un tribunale in cui un avvocato cerca di difendere i propri clienti vittima di un processo. Ognuno di loro ha quindi ha una propria sottotrama da portare avanti. Tra colpi di scena scontati e paradossali situazioni, Avvocato Di Difesa rimane un passo indietro rispetto a tutto quello a cui il genere crime ci ha abituato, decidendo di limitarsi a raccontare una storia quasi meccanica in cui si entra ed esce dall’aula di un tribunale. Chiariamoci: decidere di dar vita a questo tipo di trama non per forza deve essere considerato come un fallimento preannunciato, quel che fa la differenza è il modo in cui lo si fa. Nel libro l’obiettivo viene raggiunto, ma sappiamo quanta differenza sussista tra l’opera letteraria e la trasposizione seriale. Se nella prima, infatti, si racconta una storia andando a scavare dentro l’animo dei personaggi, nella seconda questa cosa manca totalmente diventando una delle principali motivazioni per cui, alla fine, Avvocato Di Difesa non ce la fa (non del tutto almeno).

Per riuscire a dare un tocco d’intrigo in più alla serie sarebbe bastato concentrarsi su uno dei suoi aspetti principali: il concetto di verità(come abbiamo visto in The Undoing) ad esempio, avrebbe potuto ricoprire un ruolo più preponderante e non limitato soltanto a colpevole\non colpevole. Le storie dei personaggi avrebbero potuto avere un peso diverso, anche quella del protagonista. Sappiamo ben poco perfino di lui. Lo vediamo riprendere la propria vita lavorativa, scopriamo la sua bravura nel campo, ma tutto il resto scarseggia. Dentro di lui non si percepisce il senso di riscatto, l’esser riuscito a tornare in aula, l’essere stato in grado di chiudere per sempre il brutto capitolo da cui è finalmente uscito.

Eppure, Avvocato Di Difesa ha tutte le carte in regola per tornare con una seconda stagione. Non stiamo dicendo che sia giusto, ma che potenzialmente potrebbe accadere. Perché tra le due file di cui abbiamo parlato all’inizio – quella della curiosità soddisfatta e quella del potenziale dimenticatoio – Avvocato Di Difesa si posiziona esattamente nel mezzo: non ti lascia nulla, ma quando torna sullo schermo un’onda energetica lo travolge portandolo a dominare le tendenze. Non accade per via della sua qualità, ma perché il suo piano d’azione – in termini di ascolti – si rivela alla fine vincente grazie alla presenza di elementi provenienti dal mondo delle soap opera che, mischiati tra loro, riescono a trovare una loro coerenza.

Avvocato Di Difesa

Avvocato Di Difesa non è né carne e né pesce. E’ una storia che si è accontentata, una di quelle che avrebbe potuto passare il compito con un buon voto e che invece ha studiato per ottenere un 6 capace di promettergli di passare all’anno successivo. E se è vero che chi si accontenta gode, Avvocato Di Difesa ci guarda dall’alto del suo trono, soddisfatto di aver raggiunto ognuno dei suoi obiettivi. E va bene allora, vediamo come se la caverà con la sua (presunta) seconda stagione. Basterà ripetere lo schema?

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