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Siete pronti a risalire sul nostro personalissimo TARDIS? Mi spiego meglio: qualche tempo fa, avevamo celebrato il 1994 con lo spunto del trentennale di Friends, ripercorrendo l’anno televisivo con aneddoti vari e informazioni d’ogni tipo. Visto che è stato più divertente e apprezzato del previsto, ho deciso allora di fare un altro viaggetto nel tempo: stavolta sono sbarcato nel 1995 e in questo caso mi concentrerò sulla televisione italiana, pur senza scuse di alcun tipo.
Poi sì, certo: potrei dirvi che sia qui per celebrare l’anniversario della quinta stagione di Casa Vianello, l’anno di nascita di Matilda De Angelis o le 26 reti con cui Gabriel Batistuta vinse il titolo da capocannoniere della A, ma non sarebbe vero dai. Il mio sesto compleanno? E chi se ne frega. Intorno a quegli anni, però, mi fecero indossare una drammatica camicia raffigurante cuori e fragole, forse in occasione di una festa di compleanno: il fatto che la ricordi ancora rende l’idea di quanto fosse brutta, ma tutto sommato avevo sei anni e ci stava.
Da incallito antinostalgico quale sono, ho giusto un motivo per tornare indietro nel tempo, se devo dirla tutta: stiamo vivendo un periodo storico in cui gli anni Novanta sono tornati un po’ ovunque, tanto da essere reduci da una settimana di Sanremo in cui Max Pezzali non ha fatto altro che cantare canzoni di trent’anni fa. Il viaggetto, di conseguenza, ha comunque le sue suggestioni.
E poi devo dirvelo: niente identifica gli anni Novanta più del 1995.

Il 1995 è la quintessenza degli anni Novanta, più di tutto il resto: non so spiegarvi perché, ma l’estetica, i colori, le tendenze, lo slang o il mood, tutto nel 1995 è stato più anni Novanta degli altri. Più del 1997, per dire. Il 1998? Bah. E cosa dire del 1991, decisamente meno anni Novanta degli altri? Oddio, pure il 1992 se la gioca, ma… la finisco qui. Non ha senso quanto ho appena scritto. Ma lo penso sul serio.
Ok, allora: chiudo gli occhi ed eccomi in Italia nel 1995. Cosa vedo? Mi fermo subito: gran parte delle cose che avevo detto sul 1994 sono valide per il 1995. Mica siamo nel 2026, dove ogni anno stravolge tutto quello che l’anno precedente aveva definito. Giusto una cosa: vedo Ambra Angiolini che piange mentre si sta concludendo l’esperienza con Non è la Rai, e questa è storia. Abbiamo già il momento più anni Novanta del 1995, se non vogliamo prendere in considerazione pure la partecipazione dei Take That al Festival di Sanremo.
Ah, il Festival di Sanremo: quell’anno lo conduceva, manco a dirlo, Pippo Baudo, e ancora oggi è ricordato per vari motivi.
Alcuni spunti.
- È considerata una delle edizioni di maggiore successo di sempre. Più in generale, una delle più rappresentative tra i Festival baudiani.
- Vinse Giorgia con Come saprei: la conoscete, no? Andrea Bocelli arrivò quarto con Con te partirò: pure questa dovreste averla sentita almeno una volta nella vita, a meno che non viviate su Marte.
- I Neri per Caso vinsero nella sezione destinata alle Nuove Proposte. Si misero alle spalle, tra gli altri, Gianluca Grignani con Destinazione Paradiso (sì, non vinse) e Daniele Silvestri.
- Un uomo presente all’Ariston minacciò il suicidio in diretta: l’intervento di Pippo Baudo si rivelò fondamentale.
- Nel corso della prima serata, Lorella Cuccarini dovette ripetere l’esecuzione del suo brano perché parte dell’Italia era stata colpita da un blackout e non aveva potuto assistere alla sua esibizione: i più maligni potrebbero pensare che avrebbero auspicato qualcosa del genere nei momenti più piatti dell’edizione appena trascorsa.
- Max Pezzali era in gara e cantava a Sanremo canzoni di trent’anni fa pure trent’anni fa. Anche Fiorello, a sua volta concorrente nel 1995, cantò una canzone di Max Pezzali e Mauro Repetto di trent’anni fa. Di Amadeus, invece, parlerò tra poco.
Detto questo, questo pezzo dovrebbe iniziare qui e invece è già a metà: ho la vaga sensazione che non riuscirò a raccontare il 1995 della televisione italiana nella sua interezza.
Ci sarebbe troppo da dire, quindi faccio una cosa: ora citerò alcuni dei programmi principali della Rai e di Mediaset, poi passerò ai Telegatti di quell’anno e ci salutiamo: il nostalgico potrebbe avere la tentazione di rimanere qui, mentre io tornerò a casa volentieri. Senza quella strana camicia. Devo chiedere ai miei dove diavolo la comprarono…
… dicevo: i programmi principali sulla Rai

- Visto che questo articolo sarà un déjà vu continuo, Domenica In veniva condotto da Mara Venier. Nel cast, tra gli altri, Don Mazzi, Gian Piero Galeazzi, Andrea Roncato, Giucas Casella, Luca Giurato e Orietta Berti. Non so se Mara Venier fosse già chiamata la “zia”, ma in ogni caso stava già là. Esattamente dov’è ancora oggi.
- Nel preserale di Raiuno, fu inserita al termine del 1994 la trasmissione Luna Park, voluta da Pippo Baudo per contrastare La Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno e condotta a rotazione da vari conduttori. La ricordate? Forse sì, forse no: molti di voi, però, penseranno immediatamente alla Zingara e alla sua famigerata Luna Nera.
- Raffaella Carrà, un’artista eccezionale che farebbe vacillare anche il mio impulso antinostalgico e mi farebbe rimanere qui nel 1995, condusse la prima edizione di Carràmba! Che Sorpresa. Ovvero, tra le altre cose: ricongiungimenti familiari apparentemente impossibili tra persone che non si vedevano da decenni. Fu un successone, e lo fu per vari anni. Secondo quanto riportato da Wikipedia, “in otto edizioni del programma si contano più di 250 ricongiungimenti (oltre 500 famiglie coinvolte) e oltre 150 incontri tra i fan e i propri idoli”.
- Enzo Biagi diede vita al Fatto, una breve striscia quotidiana di informazione giornalistica che accompagnava la rete ammiraglia dal Tg1 alla trasmissione di prima serata. Brevissima, lunga pochi minuti: al tempo, le prime serate iniziavano molto prima, mica alle 22.00.
- Visto che Fabrizio Frizzi mi sembrava una gran bella persona, cito volentieri Scommettiamo che…?: prove difficili e scommesse in ballo.
Continuo? Ma certo che continuo, ma non chiedetemi un elenco completo: qui ci sarebbe materiale per dar vita a una rubrica settimanale.
- Fabio Fazio andava in onda su Raitre con Quelli che il Calcio. Se non sapete cosa fosse quella meraviglia di programma, potreste farmi sentire vecchio per la prima volta nella vita. Comunque, era un programma di intrattenimento in cui si raccontava la domenica pomeriggio della A con collegamenti coi vari stadi, tramite inviati molto particolari. Quanto era bello.
- Paolo Bonolis conduceva su Raiuno la trasmissione I Cervelloni, format in cui degli inventori dilettanti avevano modo di presentare le proprie creazioni. Dando un’occhiata alle varie informazioni sul programma, scopro che a un certo punto si decise di sostituire il comico Gene Gnocchi, presente nel cast, con la showgirl statunitense Wendy Windham: non so esattamente perché i due furono considerati intercambiabili, ma mi sentivo di sottolinearlo.
- Oltre al Festival di Sanremo, esisteva nel 1995 un certo Festival Bau, anch’esso sanremese ma incentrato su un concorso di bellezza canina. Qui sarebbe semplice ironizzare sulla discutibile qualità di alcuni artisti in gara quest’anno, ma lasciamo perdere. Ah, esisteva pure il Festival di Sanscemo: non raccoglierò l’ennesimo invito a battute ancora più facili, ma in ogni caso era un Festival dedicato al rock demenziale.
- Su Raidue, all’ora di pranzo, andava in onda I Fatti Vostri. E sono pure fatti nostri: anche quel programma sta ancora là. Qui non ho niente di specifico da dire, ma è giusto per sottolineare ancora quel costante effetto déjà vu di cui parlavo prima: giusto pochi giorni fa, d’altronde, ci siamo ritrovati per giorni con uno spot della Sip del 1994 in tv, quindi capirete. E poi sto ascoltando i pezzi di trent’anni fa di Max Pezzali mentre scrivo, ma non voglio divagare oltre.
I programmi principali in Mediaset

- Alcuni li abbiamo già citati: Non è la Rai, altro elemento che fa pensare immediatamente agli anni Novanta quanto pochissime altre cose, si concluse nel 1995. Casa Vianello, cult televisivo, andava in onda all’ora di pranzo. Tanto per continuare sulla linea dei déjà vu, La Ruota della Fortuna, in onda alle 19.00, era uno dei programmi di maggiore successo di Canale 5 ed era condotto da Mike Bongiorno. Indimenticabile la puntata del 13 marzo: in quel momento, infatti, il signor Giancarlo scrisse la storia della televisione con una risposta leggendaria sul tema “Le Amazzoni”. Secondo lui, infatti, “vinsero battaglie grazie alla loro… f**a”. Sì, grazie alla loro foga. Ora che ci penso, voglio la maglietta con quel tabellone.
- Un’ora prima, alle 18.00, potevate trovare Iva Zanicchi con Ok, il prezzo è giusto: anche questo dovrebbe tornare in onda nei prossimi mesi.
Visto che certe abitudini non si perdono mai, dopo il Tg5 dell’ora di pranzo andava in onda Beautiful, mentre dopo quello della sera era già in circolazione da tempo Striscia la Notizia.
Il secondo ha cambiato orario negli ultimi mesi, mentre il primo andrà in onda finché sopravviverà il genere umano.
- A proposito del Tg5: è il momento in cui voglio fuggire dal 1995 perché ho ripensato al fatto che mi terrorizzasse il jingle che accompagnava l’edizione in onda nel primo mattino. Che poi non so se fosse in onda effettivamente nel 1995, ma io ero sicuramente piccolo e facevo colazione con gli aggiornamenti sulla Borsa manco fossi un rampollo degli Agnelli. Senza dubbi, mi sentivo dentro uno strano scenario distopico. E a questo punto non so se la camicia coi cuori e le fragole sia o meno un vero ricordo o un frutto della mia fantasia distorta. So che mi capirete, comunque: i social sono pieni di reel su un passaggio traumatico dell’infanzia condiviso da gran parte dei Millennial
Bim! Bum Bam! Devo dire altro? Non so: io da piccolo guardavo Solletico dall’altra parte.
- Buona Domenica fu condotto da Gerry Scotti e Gabriella Carlucci fino al maggio del 1995: tra gli ospiti fissi, Aldo Biscardi e Umberto Smaila. Ero troppo piccolo per capire cosa mi sono perso.
- Il Festivalbar del 1995 fu condotto da Amadeus, Federica Panicucci e Laura Freddi. Indovinate un po’ chi vinse: non vi stupirò menzionando per l’ennesima volta gli 883, trionfatori con Tieni il tempo.
- Dando un’occhiata sui social, mi sono imbattuto inoltre nel ritaglio di un giornale in cui emergono i palinsesti giornalieri di Italia Uno e Retequattro del 21 febbraio del 1995. Segnalo, tra le altre cose, l’ultima edizione del celebre Karaoke, l’iconico programma di Fiorello: Fiorello non c’era più, ma in compenso affidarono la trasmissione a “Fiorellino”, ovvero il fratello Beppe Fiorello. Conduttore in tandem con Antonella Elia, ebbe vita breve: Karaoke si concluse poco tempo dopo. Alle 16.00, invece, andava in onda un programma intitolato Smile: era un contenitore destinato al pubblico più giovane con interviste, classifiche musicali, videoclip, giochi e gag comiche.
- Sempre nello stesso ritaglio, ritrovo un altro volto iconico della televisione: tra le 18.00 e le 20.45, Gianfranco Funari conduceva un programma di news dallo stile molto tagliente.
Mi fermo? Sì, per ora sì. E dico per ora perché non ho parlato del Bagaglino, Pressing e La sai l’ultima sui canali Mediaset o di Giochi senza Frontiere per la Rai: potrei andare avanti a lungo, ma prima di concludere vi lascio con un’ultima sezione.
Chi vinse i Telegatti del 1995?

Condotto da Corrado e Mara Venier, l’edizione vantò tra gli ospiti Kirk Douglas, Marcello Mastroianni, Sofia Loren e Steven Seagal: con ogni probabilità, non mi capiterà più di citare questi nomi nel medesimo elenco. Comunque, a proposito di déjà vu: Forum vinse il Premio TV utile, Pippo Baudo e Mara Venier furono i personaggi dell’anno, il miglior telefilm straniero fu Beverly Hills 90210, mentre la miglior trasmissione di intrattenimento con ospiti fu Amici. Di Maria De Filippi. Ma non quell’Amici a cui state pensando tutti. E sconfisse, tra gli altri, il Maurizio Costanzo Show, colpevolmente citato solo ora in questo articolo: capite quante cose dovrei citare? Ah, la migliore trasmissione sportiva fu Mai dire Gol, e qui mi fermo. Dopo essermi reso conto di non aver mai menzionato Mai dire Gol, alzo le mani e mi arrendo: potrei scrivere una decina di articoli solo sullo straordinario programma della Gialappa’s.
Allora mi fermo davvero: sarà per un’altra volta. Ancora nel 1995 oppure chissà quando. Con gli 883 nelle orecchie e un pensiero costante: devo chiedere ai miei perché comprarono quella camicia. Devo proprio farlo. Ora torno a casa e guardo una puntata di Willy, il Principe di Bel-Air, promesso. Perché questa è la maxi-storia di come la nostra vita è cambiata negli ultimi trent’anni: quella della tv, tutto sommato, un po’ meno.
Antonio Casu






