- Ma quella è Anggun!
- Ma quanto era bello il Festivalbar del 1999.
- Oddio, Lila è un bel po’ compromessa. Ma…
- Anggun!
- Cento motivi per amare Pancake.
- Snow on the Sahara!
Le Pagelle di Reacher 4×07
Jack Reacher

- Voto: 9.
John Sampson

- Voto 9.
Tamara Green

- Voto: 7.5.
Leo Ahlquist

- Voto: 2.
Non voleva parlare, il chimico. Poi Reacher ha fatto Reacher e quest’uomo si è trasformato in un bignami ambulante dell’intera quarta stagione.
Dopo ha fatto la fine che ha fatto, ma si potrà sempre parlare di un cervo per giustificare i danni automobilistici all’assicurazione.
Tomas Waberi

- Voto: 3.
Per i più distratti, quelli talmente distratti da aver guardato quattro stagioni di Reacher e ora pensano che Waberi sia il tizio nella foto: no, non è lui. Quello è Reacher che osserva il momento in cui Sampson si immola per sventare l’attentato di Waberi.
Quanto a Waberi, non ho trovato una foto buona. Ma in ogni caso, al di là delle notevoli capacità deduttive palesate da Sampson e Reacher nel delineare l’identikit, forse l’avrei individuato pure io.
Springfield

- Voto: 7.
Risolve il cliffhanger della sesta puntata nel tempo di una storia su Instagram, risultando decisivo.
Qualcuno avrebbe sperato di ritrovare Neagley al suo posto, ma per lei c’è sempre tempo: arriverà sicuramente tra una settimana. Da capire, però, se lo farà come deus ex machina o solo come protagonista dello spin-off prossimo all’esordio.
Shaun Docherty

- Voto: 8.
Dopo essersi esposto fin troppo con la liberazione di Jacob, si ritrova ancora più in difficoltà nel momento in cui la mobilitazione delle forze al concerto dedicato a Tom Cr… vabbè, ne parliamo dopo… si rivela un buco nell’acqua. Anche se forse non è la puntata giusta per parlare di buchi nell’acqua.
Jacob Merrick

- Voto: 7.
Forse non è abbastanza accorto come latitante, ma in compenso raccoglie elementi fondamentali per risolvere il grande mistero al centro della quarta stagione.
Amisha

- Voto: 4.
Come potreste aver intuito fin dalle battute iniziali di queste evitabili pagelle di Reacher, da quando ho scoperto che questa è Anggun, ogni volta che la guardo ripenso al Festivalbar del 1999 e mi distraggo dal fatto che sia uno dei cattivoni della stagione, nonché un’ottima fotografa.
Moriremo tutti, ma almeno lo faremo con una bella canzone in sottofondo.
Lila

- Voto: 3.
Ora, per carità: ho come l’impressione che mi sarei fatto ingannare pure io da lei, ma a questo punto la vicenda è diventata un po’ troppo controversa per guardarla ancora con un certo interesse. O forse sì. Magari le dedicherò Snow on the Sahara in un’altra vita.
Elspeth Sampson

- Voto: 2.
Le teorie si rincorrono da tempo, ma a questo punto è quasi entrata a far parte ufficialmente dello schieramento dei fetentoni della quarta stagione di Reacher. O forse no, staremo a vedere: potrebbe essere solo un gigantesco equivoco, grottesco e ormai inverosimile.
Visto che Reacher è la serie che è, chissà.
Generale Putra

- Voto: 4.
Con una dedizione all’arte fotografica degna del miglior Kubrick, è il protagonista assoluto di un pericolosissimo complotto: stava solo cercando la luce giusta, finendo tuttavia per immortalare sullo sfondo la formula per costruire una terribile arma chimica.
Però è una gran bella foto, eh.
Pancake

- Voto: 10.
Comparirà nel finale di stagione, vero? Perché è più atteso di Neagley, no? Sarà lui a salvare tutti, giusto?
Boh, ti aspettiamo.
La fotografia

- Voto: 8.
Improbabile protagonista della quarta stagione di Reacher, è in ogni caso venuto bene nella foto. E so di averlo già detto, ma la mossa del generale Putra mi ha davvero colpito.
Tom Cruise

- Voto: 8.
Ah, il vecchio Reacher. Omaggiato al concerto di musica sinfonica in cui parte, non a caso, Mission Impossible.
Qui, però, di impossibile, non c’è niente. E quanto sarebbe bello creare uno strano multiverso, almeno per un po’.
L’intelligenza artificiale

- Voto: 9.
Allora, visto che non avevo davvero di meglio da fare, ho chiesto a una IA se sarebbe stata effettivamente in grado di ricavare la formula dalla foto di Putra, pur essendo stata fatta con una luce straordinaria.
Questa la sua risposta:
“Dipende da cosa mostrava davvero la fotografia originale, ma se la situazione è quella rappresentata da Reacher — formula illeggibile/sfocata che l’IA riesce a “mettere a fuoco” decenni dopo — allora no: non in modo affidabile. Il punto fondamentale è distinguere migliorare un’immagine da recuperare informazione che nell’immagine non esiste. Se mi dessi quella fotografia, potrei analizzarla, ingrandirla, aumentare leggibilità e contrasto e, soprattutto, provare a interpretare ciò che è parzialmente visibile sfruttando il contesto. Se sulla lavagna fossero rimasti abbastanza tratti reali da restringere le possibilità, potrei magari arrivare a un’ipotesi plausibile. Ma se la formula fosse realmente troppo sfocata o troppo piccola perché il sensore/pellicola abbia registrato i dettagli necessari, c’è un limite fisico: quei dati non sono lì“.
Poi continua, ma chi se ne frega: è Reacher. Chi se ne frega se è credibile o meno questa roba: siamo qui soprattutto perché non lo è.
In attesa della prossima visita dal fisioterapista Reacher, mi ritroverete qui la prossima settimana. Nel frattempo, farò un rewatch del Festivalbar del 1999. Perché sì, baby: one more time.

