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Padre Brown- Un Don Matteo che (non) ce l’ha fatta

Padre Brown
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Tutti conoscono le vicende dell’inquilino del 221B di Baker Street. Non vi è alcun dubbio che la maggior parte abbia ben in mente le avventure di Poirot e Miss Marple. Eppure è evidente che un numero molto più esiguo abbia sentito parlare di Padre Brown. Cosa hanno in comune questi personaggi? Innanzitutto spazio e tempo. Sono infatti tutti personaggi letterari creati a cavallo tra fine ‘800 ed inizio ‘900. E sono tutti opera di autori inglesi. Il successo letterario di questi testi nel mondo anglosassone è pressoché il medesimo. Eppure da un punto di vista d’intrattenimento visivo la differenza è enorme. Sia che si parli di piccolo che di grande schermo.

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In Italia le fortune del personaggio di Padre Brown nel piccolo schermo sono legate principalmente all’interpretazione, nei primi anni ’70, di Renato Rascel e Arnoldo Foà. Un successo straordinario per questa miniserie di 6 puntate prodotta dalla RAI con la regia di Vittorio Cottafavi. Straordinario se si pensa che la puntata di maggior seguito registrò oltre 21 milioni di telespettatori.

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Indubbiamente erano altri anni. Indubbiamente l’offerta televisiva era minima e non permetteva dispersione di audience. Ma stiamo comunque parlando di 21 milioni di persone incollate al televisore. Per dare un’ordine di grandezza comprensibile, basti pensare che la semifinale dei Mondiali di calcio di Italia ’90 tra gli Azzurri e l’Argentina di Maradona, garantì circa 27 milioni di spettatori.

La storia della televisione e soprattutto delle Serie Tv è profondamente mutata negli anni successivi (qui vi raccontiamo come e quando). Bisogna attendere il 1988 per vedere un nuovo adattamento televisivo di questa opera grazie allo sceneggiato televisivo di Vittorio De Sisti, interpretato da Emrys James. Il pubblico italiano però sembra aver superato l’affetto verso questo rubicondo prete cattolico della campagna inglese. Padre Brown ha una capacità sorprendente di leggere la mente criminale. D’altra parte è interessato a portare i colpevoli alla giustizia così come lo è a salvare le loro anime.

Padre Brown

Il Padre è un personaggio piuttosto modesto con una mente acutamente intuitiva. Sebbene sia dedito alla sua vocazione religiosa, non può fare a meno di essere catturato dalla sua acuta attenzione ai dettagli e dalle sue eccezionali intuizioni sulla natura umana. Ciò lo costringe a una seconda professione come investigatore autonomo ogni volta che viene commesso un crimine a Costwold.

Nel 2013 la BBC rispolvera il personaggio e affida a Mark Williams il ruolo di Padre Brown. In Italia i diritti di riproduzione vengono acquistati da DIVA Channel (canale secondario diretto a un pubblico principalmente femminile di proprietà della NBC). DIVA però ne trasmette solo le prime due stagioni. Complice la chiusura dell’emittente televisiva nel 2015 l’Italia perde di vista il talentuoso detective vestito di nero. La cosa avrebbe dell’incredibile anche perché oltre manica il successo di questo detective drama è enorme. Anno dopo anno la Serie viene rinnovata e gli ascolti hanno una costante crescita.

Anche in altri Paesi il successo è inarrestabile. Basti pensare che è trasmessa in oltre 53 paesi e che in realtà come Germania, Scandinavia, Australia e Stati Uniti è il prodotto della BBC più seguito. Superando in ascolti mostri sacri come Sherlock o Doctor Who.

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Per capire questo successo possiamo prendere a prestito le parole di Antonio Gramsci nelle sue “Lettere dal carcere“. Troviamo infatti un passaggio in cui si sofferma sulla valenza letteraria del Padre Brown di Chesterton, rispetto allo Sherlock Holmes di Doyle:

Padre Brown è un cattolico che prende in giro il modo di pensare meccanico dei protestanti. Ed il libro è fondamentalmente un’apologia della Chiesa Romana contro quella Anglicana. Sherlock Holmes è il poliziotto “protestante” che trova il bandolo della matassa partendo dall’esterno, basandosi sulla scienza, sul metodo sperimentale, sull’induzione. Padre Brown è il prete cattolico, che attraverso le raffinate esperienze psicologiche date dalla confessione e dal lavorio di casistica morale dei padri pur senza trascurare la scienza e l’esperienza, ma basandosi specialmente sulla deduzione e sull’introspezione, batte Sherlock Holmes in pieno.
Lo fa apparire un ragazzetto pretenzioso, ne mostra l’angustia e la meschinità. D’altra parte Chesterton è grande artista, mentre Conan Doyle un mediocre scrittore, anche se fatto baronetto per meriti letterari. In Chesterton c’è un distacco stilistico tra il contenuto, l’intrigo poliziesco e la forma, quindi una sottile ironia verso la materia trattata che rende più gustosi i racconti.

Non si parla di preferenze personali. Queste possono essere legate a questa o quell’opera o a questo o quell’autore. Si parla invece di riconoscere il successo mondiale che riguarda Padre Brown. Successo relativo anche al suo ultimo adattamento della BBC e che meriterebbero una maggior considerazioni anche da parte del pubblico nostrano.

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Una ragione molto facile e abbastanza intuitiva per spiegare però questo distacco c’è. L’Italia ha già il suo Padre Brown.

Dal 2000 infatti abbiamo potute assistere a oltre 240 episodi di Don Matteo. Sarà facile intuire ora che proprio il personaggio interpretato da Terence Hill ricalchi, in un’ambientazione nostrana, il collega inglese. Trasportato ai giorni nostri, anziché nell’immediato dopo guerra, ha saputo cogliere tutte le caratteristiche migliori del personaggio di Chesterton. Inoltre è stato in grado adattarle ai gusti del bel paese. A questo punto è facile considerare almeno in parte il successo della produzione nostrana alla sua originale fonte d’ispirazione d’oltre Manica.

Per gli appassionati delle Serie ad ambientazione fortemente British, Padre Brown è una piacevole alternativa. L’ambientazione nell’idilliaca Cotswold, i personaggi ben curati e approfonditi, i misteri interessanti e ben presentati si combinano generando un intrattenimento delizioso. I fan di serie storiche come Grantchester, Foyle’s War o Endeavour apprezzeranno questa Serie Tv di misteri decisamente più leggeri.

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Scritto da Enrico Maccani

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