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Le 10 scene più commoventi di One Piece

Facciamo un passo indietro e ricordiamo i tanti anni trascorsi ad attendere con ansia il nuovo episodio di One Piece. Chiudiamo gli occhi e ripensiamo allo stupore e al brivido di adrenalina provati ogni volta che Luffy e la sua ciurma si trovavano in pericolo o vincevano uno scontro. Le sensazioni che negli anni One Piece ci ha fatto provare sono tante e tra loro molto diverse e, tutte, indimenticabili.

Ecco perché abbiamo deciso di raccogliere alcuni dei momenti più commoventi di tutta la storia che, facendoci sentire parte dell’avventura, ci hanno permesso di provare gioia e dolore al fianco dei protagonisti.

1) Addio alla Going Merry

One Piece

Come dimenticare una delle scene più struggenti dell’avventura dei Cappello di Paglia. L’addio alla Going Merry – episodio 312 – ci ha insegnato che talvolta non è importante se sei un umano o un oggetto, perché anche ciò che sembra inanimato diventa qualcosa di fondamentale tramite i nostri ricordi. In One Piece la Going Merry è parte della ciurma, è colei che ha permesso l’inizio del sogno di tutti i protagonisti; è una compagna a cui dover tristemente dire addio dopo tanti viaggi.

Davanti al fuoco che divampa e allo spirito della nave che si libra verso il cielo le lacrime scendono lungo le guance, e ci accorgiamo che pur trovandoci dall’altra parte dello schermo in realtà i nostri cuori sono al fianco dei protagonisti, perché tanto quanto loro stiamo dicendo addio a una parte fondamentale della storia.

2) Nami chiede l’aiuto di Luffy

Il momento in cui Nami decide di abbandonare la maschera dell’impassibilità e dell’orgoglio è lo stesso momento in cui capiamo la complessità e la bellezza del suo personaggio.

In One Piece, l’azione disperata e violenta di strappare dal proprio braccio il marchio di Arlong è così toccante da lasciare grandi e piccoli a bocca aperta.

Nami – nell’episodio 37 – incarna la rabbia, la tristezza, l’esasperazione e il forte desiderio di libertà raggiungibile tramite la mutilazione della parte che più odia di se stessa.

L’arrivo di Luffy, il suo rispetto verso la compagna e la successiva richiesta d’aiuto provocano la definitiva esplosione di emozioni che sgorgano in lacrime inarrestabili.

3) “Voglio vivere”

One piece

Voglio vivere è una frase semplice – la potremmo inserire tra le più iconiche dell’opera – che immediatamente riporta alla luce un’immagine ben precisa. Si tratta di un momento storico che persino chi non ha visto One Piece conosce bene. Chi invece ha guardato attentamente l’anime ricorderà di certo – anche a distanza di anni – cosa ha provato in quel momento. Il peso avvertito sul petto durante gli episodi precedenti al 247 era insopportabile, i momenti sebbene fossero ricchi di suspense talvolta erano anche colmi di frustrazione e dubbi causati dal comportamento di Nico Robin. Ma tutto ciò scompare quando la donna finalmente esplicita il suo più grande desiderio: vivere ed essere libera. All’epoca quasi nessuno poteva aspettarsi un finale positivo, e l’idea che alle porte di Enies Lobby Robin avrebbe potuto rifiutare ancora una volta l’aiuto dei Cappello di Paglia era un’immagine difficile da sopportare.

In One Piece l’amicizia diventa un valore fondamentale saga dopo saga.

Ed è con questa consapevolezza che, guardando Luffy e gli altri dichiarare guerra al Governo Mondiale in nome della libertà della loro compagna, ci emozioniamo e portiamo nel cuore una scena così importante.

4) Zoro assorbe il dolore del suo capitano

Un altro valore fondamentale in One Piece è il rispetto, che si lega strettamente alla fiducia che ogni membro della ciurma dimostra nei confronti del capitano e degli altri componenti. Tuttavia, tra tutti loro, vi è un personaggio in particolare che silenziosamente si è reso protagonista di un atto davvero commovente ed epico durante l’epilogo della saga di Thriller Bark – episodio 377. Non è un segreto di chi si tratti perché anche questa scena è indimenticabile, è divenuta simbolo della profondità e bellezza dell’opera di Oda. L’incontro tra Zoro e Orso Bartholomew e la conseguente decisione dello spadaccino di voler prendere il posto di Luffy subendo la punizione del cyborg è un momento che mette i brividi.

L’ammirazione nei confronti di Zoro aumenta tanto quanto la nostra commozione davanti alla rappresentazione di un rapporto che va oltre la semplice amicizia e che si tramuta in pura fratellanza e fiducia.

5) La forza di Luffy sono i suoi compagni

Per ricollegarci al tema della fratellanza e della fiducia tra i membri della ciurma protagonista, vi è una scena nell’episodio 491 che volge i riflettori su un nuovo Luffy.

In One Piece all’indomani della morte di Ace, Cappello di paglia torna con Jinbe su Amazon Lily.

Il momento in cui riapre gli occhi e si rende conto che entrambi i suoi fratelli sono morti è un duro colpo da affrontare, tanto per lui quanto per noi. Ma il momento che ancor di più causa le nostre lacrime è quello in cui Jinbe pone il protagonista di fronte a una nuova verità: lui non è solo. Quando nel silenzio Luffy inizia a guardarsi le mani e a ricordare uno per uno i suoi compagni, capiamo che il motivo delle sue lacrime è cambiato, perché la tristezza cede il passo alla speranza e a quel coraggio che solo i Cappello di Paglia sanno infondersi a vicenda.

6) L’addio a Bibi

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Croce sul braccio che punta verso il cielo in One Piece ha un importante significato: ti ricorderemo, sarai sempre parte della nostra ciurma. Ecco il messaggio celato dietro l’addio della ciurma alla principessa di Alabasta nell’episodio 129. Fino all’ultimo istante molti di noi hanno sperato che Bibi lasciasse ogni cosa e continuasse la sua avventura con i Cappello di Paglia, ma alla fine non sarebbe stato giusto nei confronti del suo ruolo politico e del suo popolo.

Tuttavia, nonostante la principessa sia ricomparsa nella storia, resta indimenticabile e davvero commovente la scena dell’addio portavoce di rispetto, amicizia e tanti ricordi indimenticabili.

7) l’ultimo “Liquore di Binks” dei pirati Rumbar

La canzone cantata da Brook risuona nella testa e difficilmente ci abbandona. Il ritmo è talmente coinvolgente che in pochi istanti vorremo cantare senza interruzione perché Il liquore di Binks trasmette felicità e vivacità. Eppure questa canzone dalle note così allegre nel finale di Thriller Bark assume toni ben più commoventi, come se diventasse per un istante un rispettoso canto funebre con cui salutare per sempre i compagni del passato.

Ed è proprio ciò che fa Brook nell’episodio 380 di One Piece.

Suonando e cantando Il liquore di Binks ricorda l’ultima performance eseguita per i suoi compagni prima che la morte sopraggiungesse strappandoli uno a uno alla vita. È una scena triste che ci coinvolge come se fossimo stati noi al posto di Brook, divenuto un’anima immortale costretto a vivere con la dura consapevolezza di essere sopravvissuto alla morte di tutta la sua ciurma. Il dolore, il senso di colpa e la rabbia sono palpabili nel personaggio, ma pian piano ciò che si fa evidente sono la malinconia e la solitudine, poi mitigata fortunatamente dall’arrivo della ciurma protagonista.

8) Coby cerca di fermare la guerra

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Marineford è una saga di One Piece indimenticabile per moltissimi motivi, primo tra tutti la morte di Ace: uno dei momenti più struggenti della serie anime. Ma, tra i tanti, vi è un altro momento della saga che merita la nostra attenzione e che racchiude al suo interno tutta la sofferenza e la disperazione accumulate dinnanzi agli atti efferati a cui si è giunti durante lo scontro. Si tratta del momento in cui Coby implora la fine della guerra nell’episodio 489, costringendo ogni personaggio – da Barbanera ad Akainu – a bloccarsi.

La scena è commovente non solo perché anche noi spettatori siamo distrutti dal sangue versato e dalle morti ingiustificate, ma è una scena che tocca le nostre emozioni perché davanti alle grida di un semplice ragazzo, di un semplice marine, persino i più gloriosi si bloccano sconvolti, come se fossero stati riportati per un istante alla realtà e potessero rendersi conto della strage che ognuno di loro stava compiendo.

9) Bon Clay si sacrifica a Impel Down

Bon Clay, chiamato da Luffy anche con il soprannome di Bon-chan, è uno di quei personaggi che nelle avventure di One Piece sono tornati riuscendo a farsi apprezzare sempre di più dal pubblico. Lo abbiamo conosciuto, infatti, proprio nella saga di Alabasta con il nome in codice di Mr.2, quando ancora era al servizio di Crocodile. Eppure, proprio in quella saga collochiamo il primo sacrificio di Bon-chan per permettere ai Cappello di Paglia di salvarsi dalle grinfie della marina.

Tuttavia è il secondo sacrificio del personaggio – nell’episodio 451 di One Piece – che ci colpisce più di qualsiasi altro momento.

La scena diviene il culmine e la rappresentazione del profondo legame d’amicizia che in breve tempo lui e Luffy erano riusciti a instaurare, proprio in nome della lealtà e della semplicità che dovrebbero caratterizzare i rapporti sinceri

10) Luffy vs Sanji

Si tratta probabilmente di uno degli scontri più tristi ed emozionanti di tutto l’anime. L’episodio 808 è colmo di emozioni contrastanti, di lacrime e di sorrisi provocati dalla determinazione con cui Luffy dimostra di voler bene a Sanji, nonostante l’opposizione attuata dal cuoco.

Il dolore e la lotta interiore sono palpabili e visibili tramite quelle lacrime provocate dalle parole del suo capitano. Ma noi, con lui, piangiamo ricordando lo scontro consumatosi solo qualche secondo prima tra due personaggi, che non avremmo mai pensato si sarebbero battuti come due nemici. Ma nel momento in cui Sanji versa le sue lacrime, così come Luffy mentre gli grida che non lo abbandonerà, capiamo che nulla è perduto e che tutto sarebbe tornato alla normalità.

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Scritto da Anastasia Gervasi

Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei. Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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