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Quanto c’è di Lost in Night Sky

Spoiler Alert: l’articolo contiene spoiler su Night Sky e Lost

Notte Stellata (Night Sky) è il nuovo colpaccio di Amazon Prime Video, creata da Holden Miller e Daniel C. Connolly e corredata da un cast pluripremiato. Basti citare i due protagonisti Franklin e Irene York, interpretati dai premi Oscar J. K. Simmons e Sissy Spacek.

I coniugi York sono probabilmente una delle coppie più belle che io abbia visto sul piccolo schermo, anche se a tratti il loro amore assume sfumature un po’ troppo fiabesche. Ma un pizzico di sano romanticismo non ha mai fatto male a nessuno, e non possiamo fare a meno di intenerirci di fronte a una storia d’amore così intensa e duratura.

Irene e Franklin nascondono da anni un misterioso segreto. Dopo il tragico suicidio del loro unico figlio, la coppia sembra aver perso qualsiasi ragione di vita, finché non ritrovano quasi per caso un portale che li trascina in una stanza che affaccia su un altro pianeta.

Superata la lentezza dei primi due episodi Notte Stellata inizia a fare sul serio, introducendo nuovi personaggi e soprattutto nuovi intrighi. Così, tra una puntata e l’altra ho sentito un campanello suonare nella mia testa. E questo campanello prende il nome di J.J. Abrams.

In particolare mi riferisco alla serie capolavoro creata appunto da Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber: Lost.

Night Sky Chai Hansen cr: Amazon Prime

Lost ha indubbiamente segnato la storia delle serie tv, e sono tantissime le serie che negli anni hanno ambito ad essere la “Nuova Lost”. Ad essere sincera non penso che questo sia il caso di Notte Stellata, una serie ambiziosa che probabimente ambisce ad essere semplicemente se stessa, ma forse non fa abbastanza in questa direzione.

Le ambizioni sono messe in chiaro già dalla scelta del cast, a cui si somma una fotografia accattivante che strizza l’occhio agli amanti dell’estetica. Ma a parte questo la serie non aggiunge niente di particolarmente originale, e ancora una volta appare evidente quanto Lost sia stata importante nella storia delle serie tv.

Il vero motore di Notte Stellata è il mistero. L’elemento che ci tiene attaccati allo schermo è quella insaziabile voglia di scoprire cosa stia succedendo. Chi sono quelle persone? Chi sono i buoni e chi sono i cattivi?

Questa tendenza a lasciare moltissimi non detti è una delle caratteristiche principali di Lost, e la ritroviamo con preponderanza anche in Night Sky.

Night Sky

A questo si aggiungono strane organizzazioni segrete, con personaggi dalla dubbia moralità, pronti a sterminare chiunque si presenti come uno “straniero” rispetto alla setta stessa. Impossibile non pensare al Progetto DHARMA, che a distanza di anni lascia ancora aperti tantissimi interrogativi. Gli “Altri” si contrappongono ai losties un po’ come i membri della setta segreta di Notte Stellata si contrappongono ai normali cittadini e, ancor di più, agli apostati traditori.

Come è ovvio, il proposito di questo articolo non è quello di elevare Notte Stellata a “nuova Lost”, nè tantomeno azzardare un paragone. Si tratta, piuttosto, di un riflessione su quanto Lost continui a incidere sulle produzioni seriali contemporanee anche a distanza di anni.

Non si tratta solo di un intreccio di universi (di cui Abrams è il maestro assoluto, come dimostrato anche con Fringe), quanto piuttosto di un tentativo di porre in essere un prodotto tecnicamente raffinato e contenutisticamente profondo.

Un’altra delle tematiche cardine di Night Sky, infatti, è il binomio tra fede e scetticismo. La Fede è intesa non solo come fede religiosa, ma anche come una forma di speranza e di fiducia nei confronti di un Destino altro da noi, il quale diventa burattinaio delle nostre vite.

In Night Sky da un lato abbiamo la fede fanatica della setta in cui sono coinvolte Stella e Toni, dall’altro abbiamo la fede di Irene, che mi ha ricordato molto il personaggio di John Locke in Lost.

Notte Stellata Night Sky

Il portale e le stelle sono per Irene un nuova fonte di vita, così come accade anche successivamente con il ritrovamento di June. Dopo tanta sofferenza, si tratta di segni del destino: indicazioni di un percorso da seguire per trovare il proprio posto e il proprio ruolo nel mondo. La sua fede è istintiva e oltre il razionale, proprio come Locke, che ripone tutte le sue speranze nell’Isola e nei suoi segni, uno su tutti il fantomatico pulsante. E, allo stesso modo di Locke sull’Isola, anche la salute fisica della donna sembra migliorare notevolmente a partire da quando conosce June.

Alla fede di Locke si contrappone lo scetticismo e il pragmatismo di Jack Shephard. Così come, alla fede di Irene fanno da contraltare i burberi timori di Franklin, il quale fatica a fidarsi degli altri e non riesce a dare al portale lo stesso significato che dà la moglie. Franklin si lascia trascinare per amore, tutto ciò che fa lo fa esclusivamente per compiacere Irene.

Night Sky ci porta a riflettere sul significato di fede, e fin dove gli esseri umani siano disposti a spingersi per onorarla.

night sky notte stellata

Fede e fiducia sono due concetti che si interconnettono nella serie. La struttura della trama ci rende sospettosi di ogni personaggio, i coniugi York sono gli unici di cui riusciamo ciecamente a fidarci, mentre tutti gli altri hanno qualcosa da nascondere.

June è forse uno dei personaggi più riusciti di questa prima stagione: piomba nella narrazione carico di segreti e con un atteggiamento che dal principio di fa sospettare delle sue buone intenzioni. Con il passare del tempo, però, ci affezioniamo a lui e alla sua disperata ricerca del padre perduto. Sul suo conto sappiamo ancora molto poco, ma si presenta come un personaggio promettente. June sembra trarre spunto da uno dei personaggi più amati e meglio caratterizzati di Lost: Desmond Hume.

La caratterizzazione di June è ancora troppo embrionale per il paragone, ma l’instancabile ricerca di una persona amata peduta, la ribellione verso il sistema e lo sviluppo del suo rapporto con Irene strizzano l’occhio alla storyline di Lost appena citata.

E questo rimando non è solo per la presenza di Sonya Walger (interprete di Penny Widmore in Lost) nei panni della misteriosa Hannah. Il suo ruolo in Night Sky è ancora poco chiaro, di lei sappiamo che è un’apostata, che conosce il padre di June e che è parte di un’altra associazione che contrasta attivamente la setta di Stella & Co.

Un intreccio che non tarda a far pensare agli scontri tra i diversi gruppi capeggiati da Linus, Widmore e Jack. Come è ovvio le vicende non si risolveranno in questa direzione, ma l’intreccio di trama che sembra delinearsi sul fianale di Night Sky è davvero molto simile alle vicende a cui assistiamo in Lost.

Infine, è impossibile non citare un elemento che ha fatto di Lost un istituzione: i flashback. L’alternarsi tra presente e passato è una delle peculiarità della serie di Abrams, un espediente di storytelling che ci permette di entrare nella mente dei personaggi, al fine di dargli maggiore spessore approfondendo al contempo la trama. Elemento che gioca un ruolo molto importante anche in Night Sky, soprattutto per quanto riguarda la storia di Michael e del suo suicidio.

Night Sky è solo agli inizi, ma in essa riusciamo a scorgere l’eco di una serie tv che dopo tutto questo tempo continua a lasciare le sue impronte. Il prodotto di Amazon Prime Video fa ben sperare per il futuro, chissà magari un giorno potremmo dire che è la nuova Lost, o sperare che nel futuro ci siano nuove Night Sky. Ma per il momento non ci resta che aspettare e formulare qualche strampalata teoria su cosa ci riserverà il futuro di questa promettente serie.

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