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Mindhunter, Netflix dà la sua versione e ribalta le cause della cancellazione: «Avremmo voluto fare la terza stagione, ma…»

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Nel panorama delle Serie Tv Netflix pochi titoli vantano il prestigio e il seguito di Mindhunter. La serie thriller creata da David Fincher ha ridefinito i canoni del genere. Lo show ha portato gli spettatori nelle menti dei più spietati serial killer della storia americana. Attraverso le indagini degli agenti dell’FBI Holden Ford e Bill Tench, la narrazione ha esplorato la nascita della profilazione criminale con uno stile unico. La regia e le atmosfere cupe hanno reso la produzione un capolavoro acclamato da critica e pubblico. Ma nonostante il grande successo, lo show si è fermato dopo due stagioni, lasciando un vuoto incolmabile.

Per anni, la mancata realizzazione della terza stagione di Mindhunter è stata attribuita principalmente a questioni economiche. Ma adesso alcune parole di Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, sembrerebbero offrire una nuova prospettiva su quanto avvenuto e sulle cause della cancellazione

Perché Mindhunter è stata cancellata? Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, interrogato al The Indian Express sui progetti che avrebbe voluto veder proseguire ha indicato proprio lo show di Fincher:

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«È una terza parte che avrei voluto realizzare: Mindhunter, la serie di David Fincher su Netflix. Ci aspettavamo tutti che ci sarebbe stata una terza stagione. Mi sarebbe piaciuto moltissimo vedere una terza stagione di Mindhunter.»

Secondo Sarandos, i piani interni prevedevano la continuazione naturale del racconto. La produzione si sarebbe però scontrata con gli impegni del regista. Impegnato nella realizzazione del film Mank, Fincher sarebbe stato assorbito da quel set. La sua proverbiale e pignola attenzione per i dettagli avrebbe per questo reso impossibile gestire entrambi i progetti in contemporanea. Il risultato è stato un lungo slittamento dei nuovi episodi, finiti progressivamente fuori dai piani operativi.

Questa versione contrasta parzialmente con le dichiarazioni rese in passato dallo stesso autore. Nel 2023, infatti, il regista aveva parlato di costi troppo elevati. Secondo la sua analisi, l’investimento richiesto non era in linea con il pubblico raggiunto, rendendo difficile sostenere la spesa senza abbassare la qualità. Nel corso del tempo Fincher aveva anche dichiarato che non aveva intenzione di cambiare approccio rendendola più pop. Resta la possibilità che, semplicemente, i forti costi iniziali e i continui rinvii legati agli impegni cinematografici di Fincher potrebbero essersi sommati, rendendo impossibile la terza stagione di Mindhunter.

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