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Margaret Qualley rivela un “colorato” aneddoto sulla troupe di Maid a fine lavorazione

Maid ha portato su Netflix il dramma di tante donne americane: giovani madri sfruttate, sottopagate e vittime di violenza. Per questo il successo che ha riscosso è meritatissimo: qui trovate la nostra recensione della miniserie dell’anno e qui alcune curiosità. Ispirata al libro di memorie di Stephanie Land Maid: Hard Work, Low Pay and a Mother’s Will to Survive, racconta la difficile vita di una ragazza madre, che imparerà quanto sia difficile sopravvivere e che, per farlo, è fondamentale imparare a chiedere aiuto.

In fuga da una relazione violenta e ostacolata dalla madre, egoista e volubile (Andie McDowell, la vera madre della protagonista Margaret Qualley), la capacità di recupero di Alex viene messa alla prova ad ogni passo mentre si rifiuta di rinunciare a un futuro migliore. Proprio Margaret Qualley è rimasta stupita in primis per il successo che ha riscosso la serie, che non parla certo di temi facili o si prefigge di fare intrattenimento. L’attrice si è detta sorpresa ma soddisfatta:

Nessuno se lo aspettava affatto, io meno di tutti. Neanche la mia squadra se lo aspettava. Siamo saliti a bordo senza aspettative. Non credo che nessuno si aspettasse davvero che raggiungesse un pubblico tale. Non sono popcorn, non è qualcosa di semplice da digerire.

I complimenti per il successo di Maid naturalmente hanno riguardato anche lei: difficile non empatizzare con la protagonista Alex, anche se non si è mai sperimentato una situazione di estrema povertà come quella in cui si trova nella serie. Margaret Qualley ha dichiarato di non avere tecnica e di lasciarsi semplicemente travolgere dal personaggio. Per l’attrice è stato difficile soprattutto costruire un rapporto con la bambina che avrebbe interpretato sua figlia: non essendo madre, Margaret Qualley temeva di non essere all’altezza.

Per me il punto di partenza principale è stato Rylea, la bambina di quattro anni che interpreta mia figlia. Sembrava l’ostacolo più grande da superare. Quando parli con un attore puoi dire “Va bene, questo è come sarà il nostro rapporto, e siamo d’accordo su questo, quindi ti abbraccerò così, tu farai questo.” Ma con un bambino di quattro anni te lo devi guadagnare, e quindi ho dovuto passare molto tempo con lei per far sì che si sentisse al sicuro e a suo agio tra le mie braccia. Ed è un vero angelo, quindi mi sono divertito tantissimo a farlo.

L’attrice ha rivelato anche un divertente aneddoto sulla troupe di Maid: la serie è stata girata a Vancouver in piena pandemia, con tutti i disagi che ormai conosciamo. Per questo, a fine lavorazione, alcuni membri della troupe si sono fatti un tatuaggio commemorativo:

“Alcuni si sono fatti questo tatuaggio sul sedere che diceva: ‘Barely Maid It’” (“Ci sono riuscito a malapena“).

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Scritto da Giulia Vanda Zennaro

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