in ,

Perché Kit Harington è nervosissimo per il finale di Game of Thrones?

È triste pensare a quanto, seppur lentamente, ci si stia avvicinando alla conclusione della mitologia di Game of Thrones di George R.R. Martin. Ci sono attesa e nervosismo, e ad aumentare la pressione è un pubblico ormai costretto ad affrontare una sindrome d’abbandono temuta e tenuta lontana per ben sette anni (senza parlare dei fan che hanno seguito i romanzi per decenni). Il peso di tale pressione si è inevitabilmente riversato sul cast della serie e, in particolare, su Kit Harington che ci ha tenuto a lasciare le sue dichiarazioni a riguardo:

“Beh, credo ci sia una certa pressione che non ho mai provato prima. Sebbene ci sia sempre stata un po’ di pressione tutti gli anni, questo è davvero la stagione in cui potremmo definitivamente deludere tutti. Ovviamente, non vogliamo che ciò accada, e per questo stiamo tutti intensificando il lavoro. Stiamo tutti crescendo un po’, e credo che l’attenzione di tutti sia concentrata su quello che stiamo facendo nel modo in cui abbiamo sempre fatto, solo che stavolta il tutto è più evidente.”

Sembra proprio che il rischio di deludere sia la ragione principale di tale pressione collettiva, e questo dimostra un’apprensione toccante. Il commento di Kit Harington a Deadline dovrebbe fornire, in un certo senso, una sorta di sollievo al fandom di Game of Thrones, se non altro perché l’impegno del cast pare essere reale. Kit Harington ha lavorato alla serie sin dal primo giorno di riprese, scrutando i meandri di Westeros in ogni fase del cammino intrapreso dalla serie. Viene facile pensare, dunque, che se sia lui ad aver percepito un cambio di marcia nell’intensificazione del lavoro da parte di tutti, un’apprensione reale sta coinvolgendo l’intero cast, preso dalla volontà di fornire un’ultima, elettrizzante e inaspettata conclusione.

LEGGI ANCHE – Kit Harington e le emozionanti dichiarazioni sull’ultima stagione di Game of Thrones

Written by Vincenzo Bellopede

Vincenzo, studente di psicologia.
Cresciuto a pane e Sartre, accompagnando con sbornie da prelibato nettare di Lynch.
Come disse il primo, gli oggetti sono cose che non dovrebbero commuovere in quanto non vive. Eppure lo fanno.
Se anche le parole riescono in questo, l'obiettivo di chi scrive è stato orgogliosamente raggiunto.

Doctor Who

Doctor Who – L’ultimo saluto di Twelve è un inno all’immortalità

Fantaghirò

25 curiosità su Fantaghirò che (forse) non sapevate