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«Dragon Ball Z è un cartone violento» – La serie in lista nera assieme ai Digimon e altre tre

Dragon Ball Z, come del resto tutta la saga di Dragon Ball, è rimasta nei cuori di tutti gli adolescenti degli anni ’90. Insieme a Dragon Ball GT e a Dragon Ball Super in un secondo momento, riempiva i dopo pranzo e ci insegnava a la fusione, che tutti almeno una volta abbiamo provato a fare con il nostro migliore amico.

Qualora non ricordaste come finisce la serie animata, sappiate che qui potete trovare tutti i dettagli a riguardo. L’intera storia, poi trasformata in un anime, è quella del manga di Akira Toriyama, e si incentra sulle vicende di Son Goku. Seguiamo il protagonista dall’infanzia all’età adulta, mentre si applica all’apprendimento delle arti marziali e durante tutto il suo viaggio alla ricerca delle sette sfere magiche. Queste sono in grado di evocare, una volta raccolte tutte e sette, il drago Shenron, creatura magica in grado di esaudire un desiderio.

È quindi piuttosto evidente che una serie tv come Dragon Ball Z, o comunque in generale tutta la saga di Dragon Ball, facesse molta presa su un pubblico di bambini.

Nel bene o nel male riusciva a portare sullo schermo cosa che tutti erano in grado di apprezzare, dalla magia alle arti marziali, avvicinandosi prepotentemente ai super poteri. Il successo fu quindi incredibile non solo per il manga, ma anche per l’intera saga anime, che ha portato il personaggio di Goku a essere conosciuto in tutto il mondo. Dopo la conclusione avvenuta effettivamente con Dragon Ball GT c’è stato lo sviluppo del midquel Dragon Ball Super, e tra il 2009 e il 2015 la Toei Animation (casa d’animazione dell’intero anime) ha trasmesso Dragon Ball Kai, che altro non è che una versione rivista e corretta di Dragon Ball Z. Per non parlare poi del quantitativo di merchandising collegato alla storia: manga spin-off, film animati e live action, action figure, giochi di carte collezionabili e videogiochi a profusione. Un successo simile probabilmente è stato raggiunto solo dai Pokémon.

Sembra quindi piuttosto strano pensare che una storia da noi tanto amata sia stata aspramente criticata.

Nel corso degli anni si è parlato sempre più spesso di come certi cartoni animati potessero essere eccessivamente violenti per i più piccoli. Si era convinti ci fosse il rischio di farli diventare più violenti della norma. Del resto, la stessa cosa veniva detta dei videogiochi. Sembra che nemmeno Dragon Ball Z sia sfuggito a queste critiche. E non stiamo parlando di qualcosa di recente, quanto piuttosto di un articolo di giornale di parecchi anni fa.

Sappiamo anche che i cartoni animati si sono trovati più e più volte nell’occhio del ciclone, anche e soprattutto negli ultimi anni. Vittime di adattamenti sbagliati o di eccessive censure, spesso dovute a fraintendimenti o esagerazioni. Un esempio fra tutti riguarda proprio Dragon Ball: un canale spagnolo si rifiutò categoricamente di trasmettere la serie animata, definendola sessista.

Dragon Ball Z

Fa quindi quasi sorridere sapere che queste problematiche non sono solo degli ultimi anni, ma hanno radici ben più profonde. Qualche tempo fa, infatti, un utente Twitter, che rispondeva al nome di @nezumi_ningen, ha postato una foto di un vecchio articolo di giornale, più nello specifico del Wall Street Journal. In questo articolo Dragon Ball Z veniva definito come un cartone animato in cui la brutalità era una presenza fissa, ma non solo.

Così recita infatti una parte dell’articolo: “Come molti ragazzi sapranno già, Dragon Ball Z, una violenta serie animata importata dal Giappone, è un enorme successo. Come una sorta di incontro tra Pokemon e Pulp Fiction, la serie è molto più oscura della media dei cartoni per ragazzi. […] I personaggi invecchiano, muoiono, vengono vaporizzati e soffrono pene peggiori di quelle che Wile E. Coyote abbia mai sofferto.

Insomma, sono parole molto dure per quella che dovrebbe essere una serie tv di intrattenimento. Non è però l’unica a essere aspramente criticata. Nell’articolo ci sarebbero anche Gundam, Tenchi Meyo, i Power Rangers e i Digimon. Voi lettori cosa ne pensate? E quali altri cartoni animati, ai giorni nostri, potrebbero essere ben più violenti di Dragon Ball Z?

Scritto da Elena Di Stasio

Ho studiato presso la Constance Billard School for Girls, e sono stata proprio io a scegliere Blair Waldorf come mia erede in quella scuola. In effetti, era la migliore delle mie tirapiedi.
All'università ho scelto di studiare per un periodo alla NYADA, ed ero l'allieva preferita di Cassandra July! Ma ho scoperto che scrivere e recensire sono le mie vere passioni. Ultimamente ho viaggiato fino a Westeros, e da poco mi sono appassionata ai viaggi nel tempo e nello spazio. Non so dove mi porterà il futuro, ma sarò lieta di tenervi aggiornati, dovunque andrò!

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