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Aurelio De Laurentiis: «I film italiani sono molto brutti. Oppenheimer, invece, l’ho visto tre volte»

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In occasione dell’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, si è tornati a parlare della qualità del cinema italiano contro quello straniero, soprattutto quello proveniente oltreoceano; il primo ad alzare il “polverone” è stato l’attore, doppiatore e produttore cinematografico Pierfrancesco Favino.
Secondo Favino c’è un caso di “appropriazione culturale”: queste parole hanno provocato diverse reazioni da parte di personaggi di spicco. Uno fra questi è stato proprio l’attore Mads Mikkelsen che, durante una conferenza stampa al Festival del Cinema, ha dato ragione all’attore nostrano facendo però un appunto: perché continuare col doppiaggio? Ma non è l’unico che in questi giorni ha seguito la scia di questa polemica. fra i personaggi di spicco c’è stato anche il noto produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis che nel corso della conferenza stampa per la seconda stagione di Vita da Carlo, con protagonista l’attore Carlo Verdone (in onda sulla piattaforma streaming Paramount+ con i primi tre episodi), l’imprenditore italiano e produttore cinematografico non si è tirato indietro nel dire la sua:

“I film italiani sono molto brutti, sono molto mal scritti. L’altra sera ho visto Oppenheimer con degli amici, tu dici ‘Chapeau’. Vabbè che Nolan è un grande regista, ma affrontare quel tema in quel modo lì. E tu per tre ore rimani incantato, Questo lo rivediamo tre volte, perché non basta vederlo una sola”.

E ancora:


Ditemi quale film italiano degli ultimi due o tre anni andate a vedere tre volte al cinema. Il problema è che c’è troppa poca umiltà. Durante la premiazione dei David ho sentito affermazioni così vecchie, così stantie come “il cinema non deve tener conto delle esigenze del pubblico”. Io nella mia vita mi sono occupato di 400 film, ma ho sempre avuto un grande rispetto per il pubblico, che mi ha guidato. Quante volte ho rinunciato a fare un film che mi piaceva perché dalle mie verifiche di marketing non avrebbe funzionato. Non si fanno film per piacere personale, il cinema è un ponte che devi creare verso il pubblico perché ha anche una funzione sociale, educativa e di formazione del gusto che è fondamentale. Poi abbiamo avuto la distorsione dei critici che bacchettavano ogni successo commerciale

Anche l’attore Carlo Verdone nel corso della conferenza stampa ha rilasciato una dichiarazione:

C’è qualche film italiano che tenta qualcosa in più ma è difficile. Interroghiamoci su questo senza farci troppe masturbazioni, perché non si prendano attori italiani per interpretare le nostre icone. Sono polemiche che lasciano il tempo che trovano. Ha risposto bene Sofia Coppola è il regista, l’autore, che sceglie.”

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Vita da Carlo è un grande omaggio al pubblico di Verdone