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Cosa sta sbagliando Netflix?

game of thrones

Chi ama ed è appassionato di serie tv è sempre alla ricerca di nuove avventure, di nuovi lidi in cui attraccare per poi esplorarli e scoprirli.
Nel grande mare della serialità, c’è un porto sicuro in cui rifugiarsi ogni volta che ne abbiamo voglia. Quel porto in cui sai che ci sarà sempre un’osteria per pirati seriali, un letto comodo, un piatto caldo e un buon rum invecchiato al punto giusto. La grande isola in cui proteggersi da temporali, tifoni e guardie della corona inglese ha una N rossa impressa su un campo nero come simbolo. Stiamo parlando ovviamente di Netflix.
La piattaforma californiana nata nel lontano 1997 come attività di videonoleggio e esplosa nel 2013, quando ha deciso di puntare forte sulla creazione di una servizio di streaming on demand.
Il resto, come si suol dire, è storia.

La storia attuale però, racconta di un mare che col tempo è diventato sempre più popolato di isole in cui si possono trovare serie tv.
Pensiamo all’ultima arrivata, Disney+, oppure alla ormai diretta concorrente, Amazon Prime Video (di cui abbiamo parlato in questo articolo). I naviganti quindi sono sempre più indecisi e di pari passo anche Netflix sembra essere più in difficoltà. Ha commesso degli errori?
Se sì, quali? In questo articolo vogliamo provare ad analizzare la situazione in cui versa la piattaforma streaming in questo momento. Cercando di essere più obbiettivi possibile. Vogliamo farci una domanda difficile, e provare a trovare una risposta.

Netflix sta commettendo errori? Per quale motivo?

In realtà tutto sta nel capire quale sia il metro di giudizio per valutare se Netflix stia o meno sbagliando qualcosa. In realtà è impossibile paragonare Netflix ad altro perché è stata la stessa piattaforma a creare l’intrattenimento seriale come lo conosciamo oggi.
Non è la piattaforma streaming a ispirarsi a qualcuno o qualcosa, ma sono gli altri a prendere spunto da questa. Risulta difficile dunque criticare Netflix semplicemente per quello che rappresenta.
Il servizio è una sorta di Valentino Rossi della serialità, è stato il primo a elevare “lo sport” e a farlo conoscere al mondo intero.
Certo, andando avanti, dopo i grandi successi, ci sono anche i passi falsi e gli errori, ma tutto questo non può mettere in ombra quello che ha rappresentato e quello che rappresenterà in futuro.

netflix

Dicevamo però che gli errori ci sono. Quali?

Diciamo che Netflix, in maniera diametralmente opposta a Amazon Prime Video, ha un approccio invasivo nei confronti dei clienti e questo non piace a tutti. Mettiamoci poi anche l’aumento dell’abbonamento mensile e proviamo a parlare attraverso dati specifici.
Se puntiamo la lente di ingrandimento su ciò che è successo negli ultimi due mesi a Netflix, capiamo che la situazione non è delle più rosee.
Se nei primi di luglio la piattaforma streaming stava toccando nuovi massimi record, nei mesi di settembre e ottobre c’è stato un crollo verticale. Perché? Da una parte la perdita d’iscritti dovuta per l’appunto all’aumento dei prezzi, dall’altra, come dicevamo, l’avvento di nuovi concorrenti. Il risultato è che le azioni di Netflix hanno cancellato il 46% di guadagno dell’anno nel suo picco, e sono ufficialmente entrati in territorio negativo lo scorso lunedì (qui trovate un articolo in cui approfondiamo la situazione).

Anche per quanto riguarda la produzione stessa delle serie, Netflix preferisce una quantità di prodotti maggiore che per forza di cose va a incidere in maniera inversamente proporzionale nella qualità degli stessi. Forse è questo l’errore per cui tutti additano Netflix: quello di essere arrivata a un punto in cui non riesce a gestire i suoi prodotti come prima. Quella nostalgia, tipica dell’animo umano, che porta a dire “Eh sì, ma prima era un altro Netflix…”, così come succede a tutti i grandi personaggi e le grandi aziende che sono arrivate al successo.
Non a caso abbiamo fatto il paragone con Valentino, dato più volte per bollito, ma da 20 anni tra i piloti migliori al mondo.

Come possiamo rispondere al quesito che ci siamo posti all’inizio?

La cosa più facile sarebbe non rispondere, o meglio, cercare di dare una non risposta. Anche una risposta precisa però sarebbe inutile e impossibile da dare, vista la vastità del tema trattato. L’unica verità che possiamo mettere davanti a voi è che, come dicevamo nelle prime righe di questo articolo, Netflix è un porto sicuro da abitare, e per quanto possa sbagliare, sarà sempre un’isola per noi viandanti nel mare di nebbia seriale.

Leggi anche: Netflix ha ucciso i cliffhanger?

Written by Giacomo Simoncini

“Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose. Ad un mondo di numeri ne preferisco uno di lettere. Scrivo per coinvolgere gli altri, per far appassionare le persone a ciò che amo. ”

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