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Big Mouth è una Serie Tv sull’adolescenza. Ma non è per adolescenti

Big Mouth
Big Mouth

Big Mouth è una serie originale Netflix giunta alla seconda stagione, basata interamente sulle esperienze avute in età puberale dai due creatori della serie, Nick Kroll e Andrew Goldberg. Parla appunto di tredicenni, pubertà e tempeste ormonali, e si potrebbe pensare che sia indirizzata a un pubblico che sta vivendo questa fase della crescita, ma così non è (d’altronde sulla piattaforma streaming più famosa al mondo è vietata ai minori di 14 anni).

Pur avendo una volgarità esasperata che può rimandarci a serie animate del calibro di South Park e utilizzando un’animazione vicina a I Griffin, non ne condivide neanche lontanamente il cinismo. Trova invece un registro comunicativo che permette allo spettatore di comprendere in maniera diretta le turbe dei protagonisti e di empatizzare con loro. Big Mouth è una serie tv che vuole bene ai suoi protagonisti: Nick, Andre, Jess, Missy.

Big Mouth

Le vicende ruotano attorno a loro e al microcosmo tipico di questa fascia d’età come la scuola o l’ambiente famigliare. Ai fini della trama giocano un ruolo chiave anche le seconde linee. Una su tutti Jay: un ragazzino con una difficile situazione famigliare e dai gusti sessuali precoci, confusi e a tratti inquietanti.

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In Big Mouth è la pubertà che si eleva a protagonista della serie. Infatti nella visione è facilmente comprensibile come il grado di profondità dei personaggi aumenti con l’aumentare della maturità, fisica e non. Emblematico è il rapporto che lega Andrew e Nick. La loro è un’amicizia infantile, nel senso più nobile: uno più sviluppato fisicamente, ma imbranato, l’altro ancora un bambino, ma con maggiore successo sociale. Da questi aspetti spesso scaturiscono litigi che, come si faceva da ragazzini, vengono risolti dal forte legame di amicizia che li lega.

Le protagoniste femminili presentano invece della sfaccettature più profonde (d’altronde per le ragazze l’adolescenza è un periodo più difficile che per i ragazzi). Jessi, il personaggio meglio riuscito della seria IMHO, è la più matura tra tutti. Ha dovuto affrontare la separazione dei genitori, l’omosessualità della madre e la sindrome di Peter Pan del padre, fino ad arrivare al confronto con Gina, motivo di profondi turbamenti per lei. Gina è anche uno dei personaggi che alza il livello di Big Mouth nella seconda stagione.

I momenti più elevati di entrambe le stagioni sono rappresentati dai pigiama party. I ragazzini vivono esperienze particolari (o traumatizzanti) socializzando ulteriormente e maturando. Notevoli anche la canzone in stile Queen della puntata dedicata al timore di essere gay, e diverse trovate comiche nel personaggio del fantasma di Duke Ellington, purtroppo meno valorizzato nella seconda serie. Atipica la macchietta comica rappresentata da Coach Steve, utile per spezzare la narrazione, ma portatore di un umorismo obiettivamente non assortito, nel bene e nel male, con la cifra comica della serie. Molto efficace invece la satira politica e sociale, piazzata con tempi perfetti in brevi lampi.

La vera originalità di questo prodotto sta nel trattare argomenti generalmente considerati taboo senza ipocrisia e senza fare la morale. Iconico in questo senso è il dialogo tra Jessi e la sua vagina, o nella personificazione dei cuscini che Jay usa per il proprio “divertimento”. Pur avendo dei personaggi infantili, la loro sessualità è ben lungi dall’esserlo. La schiacciante schiettezza con cui ci viene raccontata è un ulteriore motivo a conferma che questa non è una serie per adolescenti.

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La brutalità è incarnata in maniera perfetta dai mostri degli ormoni. Come dei novelli grilli parlanti della sfera sessuale accompagnano per tutta la narrazione i nostri “eroi prepuberali” dispensando consigli buoni e cattivi. Un modo di rappresentare le scelte giuste e sbagliate che si prendono in questa periodo della vita, donando alla serie di un altro aspetto educativo.

In sintesi Big Mouth è una serie che, pur trattando tematiche inerenti ai ragazzini, è una serie fatta per gli adulti.

Tuttavia mi sento di consigliarla per la classica serata in famiglia davanti la tv, in modo che l’adulto possa comprendere al meglio cosa accade nella testa e nel corpo dei suoi figli adolescenti con leggerezza e divertendosi e conseguentemente guidare il ragazzino nella visione per meglio comprendere gli argomenti trattati.

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