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Modern Love, l’amore è una cosa semplice

Non solo una tacita accettazione della sofferenza, non solo corse infinite verso qualcosa che si allontana sempre di più a ogni nostro passo, non solo un’amara realtà. L’amore a volte riesce anche a non essere un calcolo matematico che per avverarsi non necessita dell’allineamento dei pianeti, ma solo di qualcosa di semplice: un sentimento, ad esempio. Tutto questa semplicità non è più il pane quotidiano, al contrario è diventata il piatto in tavola che non cucini mai, quello buonissimo che conservi per le occasioni speciali. Modern Love – la Serie Tv disponibile su Amazon Prime Video – ha deciso di utilizzare questo rarissimo piatto e darcelo in pasto con un obiettivo ben preciso: dirci che noi, dei rapporti d’amore, non abbiamo capito niente.

Disarmante la semplicità con cui viene gestito questo sentimento per noi che rincorriamo il dramma giornalmente. Devastante comprendere che basterebbe fare pace con il nostro senso di inadeguatezza per rendere l’amore più maneggevole.

Il paradosso di Modern Love esiste proprio nell’inadeguatezza che vive nella maggior parte dei personaggi che fa parte della serie. Si sentono inaffidabili, incapaci di provare qualcosa che possa durare e che possa aver un progetto. In questo senso l’esempio lo si ritrova nella storia di Lexi, affetta da bipolarità: la sua condizione non le permette di fare progetti futuri, non le rende possibile un impegno per il giorno dopo. Il suo incontro con Jeff la mette di fronte al fatto compiuto sbattendole in faccia la realtà della sua impossibilità nei confronti di un rapporto. Eppure Modern Love trova una via di uscita a tutto questo in soli quaranta minuti: parlarne, aprirsi a se stessi, lasciarsi travolgere dall’onda ma con i piedi ben saldi nella tavola da surf.

Stiamo parlando di una serie tv, certo, le cose non fanno fatica a trovare una propria dimensione ma in questo momento – caratterizzato dalla drammaticità dell’amore – la chiave data ci suggerisce che la risposta spesso non è da nessun’altra parte se non dentro ogni cosa che facciamo, nei limiti che ci imponiamo. Non è per Jeff l’amore di cui stiamo parlando, ma di quello che la protagonista prova per se stessa. Il problema stava tutto lì dentro, e lasciateci dire quanto sia stato proficuo che, finalmente, per una volta sia stato messo al centro di tutto l’amore per la propria persona.

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In ogni prodotto con cui abbiamo a che fare tutti corrono verso l’altro lasciando andare la propria essenza, le proprie convinzioni, e qualsiasi cosa facciano è solo per l’altra persona. Qui no. Qui Lexi combatte per se stessa, per riuscire ad aiutarsi e Jeff viene solo utilizzato come un tramite per concretizzare tutto questo.

I due non si rivedranno, ma qualcosa fa presagire che la storia non sia del tutto conclusa. Perché non è importante solo essere presenti concretamente nella vita delle persone, i rapporti possono interrompersi ma esistere comunque in tutti i gesti che facciamo, nelle cose che vediamo.

Modern Love non racconta solo l’amore di una coppia, ma anche e soprattutto quello che vive in tutti i rapporti umani. Il portiere Guzmin si prende cura silenziosamente dell’inquilina del suo palazzo: la guarda con la coda dell’occhio, la aiuta, le sta accanto.

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Se vuoi bene a qualcuno, ci sei. Fine dei giochi, questa è la brutale verità che a qualcuno fa paura accettare. Non per forza sei presente con mille parole, gesti o teatralità. Puoi esserci anche in silenzio, proprio come ha fatto lui. Non sono le interazioni di tutti i giorni, costanti e tangibili, a decretare che un rapporto sia vivo e presente. L’importante nei legami è ricordarci che esistono, che possono anche essere silenziosi, ma vivere. Il portiere è sempre stato con Maggie, anche nei momenti di totale assenza prolungati per via del trasferimento della giovane in un’altra città. Non si sono sentiti, visti, eppure quando lei torna nel palazzo tutto è esattamente come l’aveva lasciato perché quando un legame è reale ciò che lasci rimane intatto nonostante tutto: che passino anni, giorni o mesi, quel qualcosa lo ritroverai.

In maniera coerente al filo conduttore di Modern Love troviamo lei: la giornalista Julie.

Julie ha una famiglia, un marito e un lavoro che la soddisfa. Un giorno incontra un ragazzo, Joshua, a cui deve fare un’intervista. Alla fine di questa lui racconterà la sua storia d’amore più importante, scoprendo che alla base esiste ancora una possibilità. In quel dialogo si aprirà anche Julie raccontandogli che in passato ha amato un uomo che credeva sparito per tanto tempo, per poi scoprire che in realtà non arrivò mai al loro appuntamento per via di un equivoco. La giornalista incontrò il suo primo amore qualche anno prima dell’incontro con Joshua: i due hanno passato la notte insieme per le vie della città, raccontandosi i loro ultimi anni e i perché alla base di quella separazione. Ed è proprio qua che Modern Love ci frega.

Julie ha ritrovato l’uomo della sua vita, eppure non lo riprende con sé. Perché ci sono storie che semplicemente non possono vivere. Sono adatte a innamorarsi e a toccarsi, ma non sono in grado di darsi, di concretizzarsi. Me li immagino così i telespettatori di Modern Love: avviliti, stroncati. Risulta difficile scoprire che a volte non è una questione di impossibilità di un rapporto, di un amore complicato. A volte capita che le cose, anche se brutte, siano semplici: i legami non sempre possono andare di pari passo con i sentimenti, ma ciò non li rende complicati. Chi lo ha detto che non si possa amare una persona anche nel silenzio? Chi ha decretato che la massima realizzazione sia un fidanzamento che rispetti le regole della possessività, dell’esclusività? Amare liberamente senza voler nulla in cambio, neanche un bacio, è una nobile arte raffinata e Modern Love non fa altro che dircelo.

Julie non tornerà mai con il suo primo amore, ma non per questo lui non è amato. Entrambi sanno che ci sono cose più grandi di loro, che il loro amore ha motivi alla base che rendono l’irrealizzazione di quest’ultimo ovvia, non una questione incapace di essere compresa. A volte non si tratta di difficoltà, ma di accettazione della realtà.

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Modern Love ci ha stroncati tutti con i suoi racconti inadeguati e a volte contrastanti. Ci ha messo di fronte al paradigma delle relazioni umane lavandosi le mani da qualsiasi tipo di drammaticità. Ha costruito delle essenze complicate, inimmaginabili, e gli ha dato una chiave. Loro hanno fatto come meglio sono riusciti cercando di calpestare qualsiasi stereotipo trovando forza solo nell’attimo che avevano di fronte, ribaltandolo a loro piacimento, senza pretendere nulla in cambio. Alcuni sono riusciti a mantenere un rapporto, altri hanno proseguito da soli, di altri non lo sapremo mai.

In mezzo a tutto questo caos dei rapporti, abbiamo trovato lo spiraglio di luce. L’amore è una cosa distruttiva a volte, ma non impossibile da comprendere. Ognuna di queste storie ha cercato di renderci accessibile questo meccanismo tramite personalità difficili e indefinibili utilizzate solo per mostrarci le nostre complicazioni all’interno di essenze simili che però riescono a vivere l’arcano. Siamo una banda di anime anneganti dentro un mare di inadeguatezze e difficoltà e – stremati dai nostri drammi – ci chiediamo una sola cosa adesso: come amano le persone semplici?

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