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Love, Death & Robots – Zima Blue e l’arte di pulire l’azzurro

Nel corso dei secoli l’uomo si è interrogato sul significato di “arte“. Un concetto da un lato estremamente legato al contingente, dall’altro eterno e svincolato da tutto. L’estetica considera questa la sua domanda cardine. Le risposte sono molteplici e mutevoli. Love, Death & Robots ce ne regala una.

Nonostante il successo, Zima non era ancora soddisfatto. E quello che fece in seguito fu, per molti, un sacrificio troppo estremo in nome dell’arte.

Claire, Zima Blue, Love, Death & Robots

Zima è un artista di una levatura tale da divenire, nel suo universo narrativo, L’Artista. La sua parabola principia con dei banali ritratti, ma non è soddisfatto: lui cerca la verità dell’Universo. Tale costante ricerca di senso è il leitmotiv dell’intera – e lunghissima – esistenza di Zima.

Love, Death & Robots tocca con questo episodio la sua vetta più poetica.

La cifra del suo vagare interiore è l’azzurro che, sempre più, si impossessa delle due opere. Ma Zima è infaticabile: alla sua apparenza risolta e quieta, autorevole, corrisponde un’irrequietudine interiore che non gli dà pace. E quell’azzurro esce dalle sue mani fino a colorare l’Universo. La vera arte di Zima, lo capiremo verso la fine della puntata, non sta tanto nel colorare d’azzurro, quanto nel pulirlo, nel palesare la sua essenza che è racchiusa tutta nel suo stesso cromatismo.

L’arte, nella sua accezione primaria, è un’attività tecnica, un’abilità acquisita e sperimentata fino a essere – davvero – posseduta. E Zima la possiede. O forse lo possedeva.

Nella sua evoluzione antropomorfa ha visto sfumare, a favore della ricerca di una verità, di una perfezione più grande, il senso di quel blu. Il senso della sua stessa esistenza, quel gesto ripetitivo e ripetuto che sa di casa.

Spesso nella letteratura si è parlato di questo lento tornare a casa come senso definitivo del nostro muoverci. Per Zima, tornare a casa è tuffarsi in quella piscina, disfarsi delle sovrastrutture che ne costituiscono il corpo adulto, lo stadio finale della sua trasformazione e pulire, di nuovo, quel blu che aveva costituito il suo orizzonte per lungo tempo. Questa l’ultima performance dell’Artista.

Lascerò quanto basta per apprezzare il mio ambiente. Da questo otterrò il semplice piacere di un compito ben eseguito. La mia ricerca della verità alla fine si è conclusa. Sto tornando a casa.

Zima, Zima Blue, Love, Death & Robots

Love, Death & Robots ci ha stupito e regalato ottimi svaghi, buoni spunti di riflessione, immagini con cui rifarci gli occhi e questo episodio che è una piccola poesia.

Zima Blue Non dice nulla di nuovo, proprio no, ma dice una cosa che sappiamo, in un contesto in cui non ce lo aspettiamo e con una notevole dose di quella delicatezza che fingiamo non ci serva, ma ci tocca nel profondo.

Quando diciamo blu, intendiano un’infinità di cose. Il pensiero del blu contiene al suo interno molte sfumature.

Carta da zucchero, Blu Alice, Ciano, Acquamarina, Blu polvere, Blu chiaro, Pervinca, Celeste, Blu fiordaliso, Lavanda blu, Blu Dodger, Azzurro,Blu acciaio, Ceruleo, Blu savoia, Denim, Denim chiaro, Blu Ceruleo, Blu reale, Acqua, Blu cadetto,Blu elettrico, Blu scuro, Cobalto, Blu di Persia, Blu Pavone, International Klein Blue, Blu notte, Indaco, Blu di Prussia, Blu oltremare, Blu marino, Zaffiro, Blu Bondi.

Ora possiamo aggiungere alla lista un altro, nuovo, blu, un blu più poetico. Zima Blue.

Leggi anche: Love, Death & Robots – Trasformare lo svantaggio in vantaggio

Written by Elisa Belotti

Nata a Bergamo, ho sempre trovato nelle storie una forma di evasione e analisi del mondo. Laureata in Scienze dei beni culturali e in Lettere moderne, cerco di mettere in ordine le mie suggestioni tra una visione e l'altra

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