2) Desmond Hume, il protagonista di uno dei più bei episodi di Lost

Secondo posto per un personaggio che ci ha regalato una delle puntate più belle mai viste sul piccolo schermo dal titolo La Costante (uno dei migliori episodi di sempre anche per la nostra community). E questa puntata basterebbe, forse, per descriverlo senza pronunciare altre parole. Nel corso di questa classifica abbiamo incontrato diversi personaggi: alcuni cercavano potere e controllo, altri salvezza. Desmond cerca invece di tornare da Penny, la persona che ama e che ha sempre amato. A differenza di molti altri, non perde mai se stesso, restando integro, puro, incorruttibile.
Nel corso della Serie Tv non smarrisce mai se stesso, riuscendo a compiere azioni che metterebbero a dura prova chiunque. Per la trama di Lost, Desmond è indispensabile: senza di lui il finale non funzionerebbe. Ma lo è anche per noi e per tutti i personaggi, perché rappresenta colui che protegge, non giudica mai, consola e ascolta. È la presenza che c’è sempre e che resiste a tutto, e lo fa solo per lei: questa è la sua più grande motivazione ed è anche ciò che lo rende l’eroe silenzioso di Lost. Nel silenzio salva Charlie più volte, sopportando però anche il peso della consapevolezza legata al suo destino.
Seppur il suo personaggio possa cambiare piccoli eventi grazie alla sua abilità di saltare nel tempo, non può evitare le tragedie, anche se cerca in tutti i modi di usare questo dono per salvare delle vite. Perché questo è ciò che è: uno dei personaggi più puri, costanti, altruisti e autentici mai visti. Un protagonista senza cui Lost non sarebbe stata ciò che oggi conosciamo, e che merita pienamente un posto in questo podio.
1) James Ford, il personaggio più amato di Lost da Hall of Series – Comunità di Recupero

Quanto ci influenza il passato? Chiedetelo a James Ford, il miglior personaggio di Lost secondo Hall of Series – Comunità di Recupero. Un truffatore che lo è diventato come risposta al dolore del passato. Quando era solo un bambino, un imbroglione ha rovinato la sua famiglia portando alla morte dei suoi genitori per mano di suo padre. Per questo, quando lo incontriamo per la prima volta, si comporta in modo egoista: cresce con il senso di colpa che gli pesa sullo stomaco e, come risposta, sceglie di diventare il mostro che odia, appropriandosi del suo nome, Sawyer.
Durante la prima parte della permanenza sull’isola, James ricatta, provoca Jack e pensa solo a se stesso. Ma, quando occorre, salva e rischia la vita, non tradendo mai davvero il gruppo, diventandola cosa più vicina al concetto di anti-eroe di Lost. La sua maschera, creata per necessità da truffatore, si frantuma però quando comincia a smettere di vivere solo di rabbia, formando legami solidi e scoprendo l’amore, cosa che piano piano lo aiuta a migliorare, a diventare responsabile, fino al punto di guidare gli altri e diventare, per molti fan, un leader migliore di Jack.
Il destino di James si compie così con un confronto finale con il truffatore che rovinò la sua famiglia, ma anche vendicandosi Ford non troverà la pace. Ciò che però riuscirà a fare sarà smetterla di fuggire, capendo finalmente che vendetta e rancore non servono a niente. La sua storia drammatica non ha mai compromesso il suo lato comico, uno dei tratti che ha permesso a Lost di respirare in alcune scene. Questo umorismo gli ha consentito di farsi notare ancora di più dai fan, che hanno visto in lui l’intelligenza del sarcasmo e un lento e graduale cammino verso la redenzione: poco alla volta, sbagliando e perdendo, Sawyer ha smesso di essere tale, diventando ‘solo’ James Ford.
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