4) Hugo Reyes, uno dei personaggi più amati di Lost

Ad anticipare il podio non poteva che esserci la coscienza etica di Lost: Hugo Reyes, uno dei personaggi più puri dell’intramontabile Serie Tv. Un personaggio che più volte ci spezza il cuore con sensi di colpa basati su timori e insicurezze, come quello di portare sfortuna. Ma quale sfortuna. Hurley è in assoluto uno dei personaggi migliori di Lost, e non intendiamo solo in termini di scrittura, ma anche da un punto di vista etico e morale.
Lui è buono, senza ambiguità. Una persona capace di provare empatia, sentendo il dolore degli altri anche in un luogo in cui ciò che serve per sopravvivere è tentare di pensare a se stessi. Proprio per questo è il collante del gruppo, colui che unisce le persone e che si preoccupa sempre di controllare che ci siano tutti, portandoli a interrogarsi su ciò che sono e spingendoli a porsi domande difficili come: «noi siamo ancora brave persone?»
La bontà può essere una forma di forza, e Hugo Reyes lo dimostra episodio dopo episodio. Lo fa con le sue insicurezze, con le sue paure, con i suoi timori. Non è il leader, non è lo scienziato e non è neanche colui che elabora strategie di sopravvivenza: pensa a recuperare il cibo e a controllare che ci siano tutti. Ed è tutto ciò che ci serve per dichiararlo uno dei migliori personaggi di sempre, e non solo in Lost.
3) John Locke

Apriamo adesso il podio con uno dei migliori personaggi mai visti in una Serie Tv. Un uomo che è presto diventato un simbolo, il manifesto del credo e della fede di Lost. Stiamo parlando di John Locke, un uomo che prenderà una posizione ben precisa nella diatriba tra scienza e fede, schierandosi con la seconda. Una scelta che, però, appare ovvia se si considera ciò che ha vissuto: paraplegico, destinato a non poter mai più utilizzare le gambe, sull’isola torna miracolosamente a camminare. Per questo Locke crede che l’isola abbia una volontà e che tutto accada per una ragione. Mentre molti perdono la speranza, Locke la ritrova. Questa fede diventa la sua forza, gli restituisce la vita in un momento di smarrimento collettivo. Ma diventa anche la sua ossessione.
Ma c’è qualcosa di straordinario nella sua fede, soprattutto considerando la vita che ha vissuto. Abbandonato alla nascita, manipolato dal padre, privato di tutto: ha bisogno di credere e, per questo, viene spesso manipolato da Ben Linus.
Un eroe diverso, quello raccontato da Lost attraverso Locke, che spesso ha ragione sul piano spirituale e meno su quello umano, cosa che lo spingerà più volte a prendere decisioni sbagliate basate sui segni, generando disastri e trascinando gli altri con sé. Ancora oggi, Locke rappresenta una delle figure più tragiche delle Serie Tv, l’incarnazione di una fede umana fragile e disperata, alla costante ricerca di conferme che possano aiutarlo a credere ancora. Per salvarsi. E quale modo migliore per aprire un podio come questo?






