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Requiem per Charlie Pace

In Lost tutto accade per una ragione, ogni azione è la causa di un’altra e di un’altra ancora e così all’infinito finché anche la più piccola pietra verrà spostata, lanciata, raccolta o abbandonata. Ma chiedetevi anche quanta influenza possa avere la volontà umana su degli eventi destinati ad accadere. Quanto potente sia questa variabile spesso dettata dall’ostinazione o dalla rassegnazione di un semplice essere umano, poiché è dietro tale volontà che si cela il valore del sacrifico di Charlie Pace.

Tu credi di essere un drogato e di essere inutile, ma non sei inutile Charlie.

Jack Shephard – Lost 1×07

Profetiche e incoraggianti sono le parole che Jack riserva al ragazzo. Il bassista dei Drive Shaft naufraga sull’Isola lasciandosi alle spalle una vita vuota, fondata sui ricordi di una gloria musicale ormai scomparsa che lo costringe ad annaspare giorno dopo giorno, cercando un modo per tornare a galla, fallendo. Il Charlie prima del disastro aereo è ingenuo, incapace di opporsi agli eventi che lo trascinano sempre più in solitudine verso una morte vacua. Ma l’Isola, prima ancora di divenire la sua tomba, gli permette di rimettere insieme i pezzi grazie ai suoi compagni di viaggio. Quanta ironia in una sorte che ha reso l’Isola sia il luogo della sua rinascita che il luogo della sua dipartita: un cerchio che si chiude ma nel quale emerge vittoriosa e forte la volontà del personaggio.

Lost

In Lost esiste una libertà di agire tuttavia subordinata a una volontà preesistente, il destino.

Al libero arbitrio sembra sia infatti concesso di coesistere con quel determinismo che avvolge le vite dei personaggi, poiché è vero che ognuno di loro è stato portato sull’Isola per un motivo, ma è anche vero che a tutti i personaggi è data sempre una scelta e dunque la possibilità di agire secondo il proprio volere. Charlie lo esercita quando getta l’eroina nel fuoco e quando lancia le statuette nel mare. Lui vuole diventare una persona migliore e per farlo decide di lottare.

È un bozzolo di falena. Un’ironia, tutti guardano le farfalle ma sono le falene a filare la seta. Vedi questo forellino? Questa falena presto emergerà, Ora è dentro che lotta, che si scava la via attraverso la corteccia del bozzolo. Adesso la potrei aiutare, con il coltello. Sarebbe libera, ma troppo debole per sopravvivere. In natura si lotta per diventare forti 

John Locke – Lost 1×07

È anche grazie alle parole di John Locke che Charlie sceglie di non di farsi trascinare alla deriva. Ma colei che davvero smuove in lui il desiderio di essere migliore è Claire, in lei sono racchiuse la ragione di vita e di morte del ragazzo. L’angelo dai biondi capelli, per citare Charlie, è infatti la sua costante, l’ancora che lo salva dal l’oblio con un solo tocco, ma è anche la ragione per cui lui decide di sacrificarsi.

I destini dei due personaggi si influenzano, si intrecciano determinando la vita e la morte di entrambi.

Nel disegno cosmico tutti devono morire, tuttavia una tale condizione non vieta all’uomo di ingannare la morte o il destino intromettendosi nel disegno con prepotenza, affermando con la propria volontà non una dichiarazione di immortalità, ma decidendo quando, come e per chi o cosa morire.
È ciò che fa Desmond, ed è ciò che fa Charlie.

Dunque il libero arbitrio e il determinismo sono due forze pronte a influenzarsi, a interferire l’una con l’altra stando attente a mantenere sempre un equilibrio, che si palesa nella 1×11. In questo episodio il destino di Charlie è chiaro: deve morire, eppure è la volontà di Jack, derivante da una responsabilità morale che gli pesa sulle spalle, che ne innesca il ritorno al mondo dei vivi dopo che il ragazzo era stato impiccato. Si tratta di una volontà più forte persino di quella di Jacob, che impotente in un flashback delle ultime puntate rivela a Richard di non avere le capacità di riportare alla vita i morti. Questa consapevolezza chiaramente non rende Jack una divinità, ma esplicita quanto fosse fondamentale che la morte di Charlie, comunque inevitabile, avvenisse in un momento diverso della sua vita e del suo percorso.

In Lost Desmond cerca di opporsi al destino riuscendo solo a ritardare l’inevitabile.

Ma è proprio nella scelta di Hume di impedire la morte del ragazzo che si individuano le cause e gli effetti che portano alla realizzazione delle condizioni necessarie affinché sia Charlie a voler morire. Salvare Claire e gli altri è infatti l’unico motivo che gli permetta di accettare finalmente il proprio destino. Charlie vede in questa morte onorevole anche il proprio riscatto. Potrà allontanare definitivamente l’idea di essere inutile, incapace e inaffidabile essendo ricordato invece come l’eroe che aveva sempre voluto essere.

Lost

Eppure anche in tal caso gli viene data la possibilità di cambiare, di scegliere se continuare a vivere nascondendosi dalla morte o affrontarla a testa alta. Ma la prova che il suo percorso fosse giunto al termine è data dal rifiuto alla allettante proposta di Desmond di poter prendere il suo posto. Charlie non poteva morire prima poiché era destinato a mettersi in contatto con Penny, a permetterle di raggiungere le giuste coordinate e salvare Kate, Hugo, Sun, Lapidus, Sayid, Desmond e Aaron, affinché tre anni dopo tornassero e Kate riuscisse a salvare Claire per poter stare con Aaron.

Ogni azione influenza il minimo evento, è dunque possibile che la scelta di Charlie di affrontare e non di subire la morte abbia mutato leggermente la visione di Desmond portando i sei della Oceanic a salvare Claire solo tre anni dopo il disastro aereo. Ma tale ipotesi resta solo una congettura derivante da un dubbio mai veramente chiarito dagli sceneggiatori.

L’addio a Charlie è malinconico, lento e per questo motivo ancor più doloroso.

Il suo ultimo giorno è un crescendo di emozioni e di pacata rassegnazione. Una rassegnazione che tuttavia non porta con sé alcuna debolezza, né attacca il coraggio, bensì lo esalta poiché nel caso di Charlie – e successivamente di Jack che soccombe alla tanto temuta fede – assume tutto un altro sapore, quello della vittoria.

La sua preparazione alla morte ci colpisce poiché esprime quanto il personaggio sia maturato, così mentre saluta Hugo e mentre scrive le sue più grandi “Hits” ne cogliamo la determinazione. Come un eroe greco, Charlie abbandona il mondo dei vivi riaffermando se stesso e riconquistando il coraggio e l’onore perduti. Agli occhi di tutti, di Claire, sarà l’eroe della storia fino all’ultimo secondo, fino all’ultimo sguardo e messaggio scambiati con Desmond.

Sono i cinque momenti migliori della mia… scusa scusa per una vita. “I miei più grandi successi”. Sai, i ricordi, sono tutto quello che ho…

Charlie Pace – Lost 3×21

La drammaticità della scena è tangibile e cupo cala il sipario sul suo ruolo, eppure anche Charlie – il ragazzo destinato a morire – verrà salvato nella morte stessa.

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Written by Anastasia Gervasi

Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei. Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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