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4 personaggi antipatici che forse vanno solo capiti

Jack Shephard

Buoni o cattivi, eroi o villains, ormai lo sappiamo, quasi tutti i personaggi delle serie tv possono sorprenderci, evolversi, farci cambiare idea sul loro conto. In fondo è proprio questo il bello, vederli farsi strada, ognuno a modo proprio, nel mondo e nei nostri cuori.
E poi ci sono loro. Gli insopportabili. Quei personaggi che rimangono, a volte per sempre, immutati nella loro antipatia. Non c’è storia. Sarà la scrittura? Sarà l’interprete? Non ci importa, quello che importa è che li troviamo fastidiosi e non siamo disposti a cambiare idea.
Oggi, tuttavia, ci sentiamo un po’ buoni e un po’ freudiani, e vogliamo fare l’avvocato del diavolo, vogliamo provare a capire cosa ci sia davvero dietro l’antipatia di qualcuno di loro. Partendo dalla piccola stilista ribelle di Gossip Girl per arrivare a Jack Shephard, ecco quindi a voi 4 personaggi che proveremo a capire meglio.

1) Jenny Humphrey, Gossip Girl

Jack Shephard

È vero, è vero. Potrebbe sembrare davvero di difendere l’indifendibile. Ma siamo partiti da lei proprio perché se possiamo trovare una spiegazione per l’insopportabilità della piccola Humphrey allora possiamo farlo con chiunque. L’abbiamo conosciuta all’inizio della prima stagione come una giovanissima, innocente, studentessa acqua e sapone. Ci metterà poco a diventare una ragazzina ribelle, (non troppo abile) tessitrice d’inganni, abbastanza egoista e molto arrabbiata a quanto pare con il mondo intero.
Ma in fondo chi è Jenny? Una ragazza che nel mezzo dell’adolescenza è stata catapultata in un mondo di persone immensamente più ricche di lei, più snob, più furbe, e che con ogni probabilità non l’accetteranno mai. Ha fatto quindi quello che quasi ogni ragazzina fa a 14 anni: provare ad inserirsi. Ha qualche possibilità di riuscirci? Certo che no. Non in un mondo in cui ragazzi e adulti seguono le regole di Blair Waldorf, terribile regina che può concedersi il lusso di essere spietatamente cattiva o opportunamente vulnerabile quando e come le conviene, senza che nessuno in fondo trovi la cosa particolarmente strana.
Jenny invece no, non può. Se è troppo buona sarà mangiata, se troppo cattiva esiliata. Le ragazze di Brooklyn non possono permettersi una personalità tridimensionale. Quindi Jenny per sopravvivere ha scelto una strada, quella della strega cattiva.
Certo, ne ha combinate di tutti i colori e si comporta in modo infantile, ma forse il punto è proprio questo. Che nonostante i chili di trucco, il fatto che vada a feste piene di celebrità e che a quanto pare già lavori, Jenny non è che poco più di una bambina ( al termine della serie non ha neanche 18 anni), e di tempo per crescere ne ha ancora.
Da mettere in punizione. So’ ragazzi.

2) Leonard Hofstadter, The Big Bang Theory

Jack Shephard

È giunto il momento di dircelo, di essere sinceri. Leonard non è simpatico, anzi. Senz’altro sa essere paziente, disponibile, ma la maggior parte delle volte siamo infastiditi dal suo petulante criticare quel magnifico personaggio che è Sheldon e le sue stranezze. A volte neanche capiamo perché sia suo amico, quando raramente ne comprende la sottile simpatia e la dolcezza nascosta. Sembra che lo faccia quasi esclusivamente per pietà, e per questo ci risulta insopportabile.
Ma in fondo qui sta il problema, che se Sheldon incarna l’apoteosi del genio bizzarro e fiero di esserlo, Leonard é il secchione che ancora si vergogna di essere tale. Troppo nerd per trovarsi bene in qualunque gruppo di persone che non insegni alla facoltà di fisica, ma troppo poco intelligente rispetto a Sheldon per poter vivere con lui senza sviluppare un gigantesco complesso d’inferiorità (cosa che ovviamente il coinquilino nella sua immensa delicatezza non manca mai di ricordargli).
La sua maledizione è il trovarsi sempre nel mezzo, tra il mondo dei secchioni, al quale apparterrebbe ma che in fondo disprezza, e quello di tutto il resto delle persone, tra le quali non riuscirebbe ad inserirsi. Certamente se riuscisse ad accettare se stesso e il suo essere perdutamente nerd e non cercasse così disperatamente di essere più “cool” risulterebbe meno fastidioso.
Praticamente è rimasto intrappolato al liceo.

3) Mary Crawley, Downton Abbey

Jack Shephard

È bellissima, e con ogni probabilità non ha mai avuto un brufolo in vita sua. Tanto basta per rendercela poco simpatica. In più sembra non essere mai sazia di complimenti, e sente la necessità di sbandierare continuamente la sua apparente perfezione sotto il naso altrui, la maggior parte delle volte sotto quello della meno affascinante sorella Edith. E, nonostante la sua innegabile spocchia e puzza sotto al naso riesce comunque ad accalappiare il principe azzurro, Matthew. Può esserci qualcosa di più ingiusto?
Eppure anche nel perfetto mondo della perfetta Lady Mary non è tutto oro quello che luccica. Mary è in fondo vittima del suo tempo. Un tempo in cui la primogenita di una discendenza di sole figlie femmine doveva subire una pressione non da nulla. È giovane, ma deve sposarsi e deve farlo anche in fretta. Il peso del futuro della sua famiglia ricade sulle sue spalle, tutto dipende dal suo matrimonio. Che poi sia con un uomo che davvero ama poco importa, questa sarà solo una felice quanto marginale coincidenza.
Cos’è quindi alla fine dei conti Mary, persino per la sua stessa famiglia? Un fiore, da vendere al più presto prima che perda di bellezza, e quindi di valore. Sistemare lei per salvare tutti. Vista così sembra quasi autorizzata a tirarsela un po’. Cresciuta appositamente per essere ammirata, maturata poi a suon di tragedie. Che il risultato sia una fredda alterigia è anche comprensibile.
Oneri e onori della primogenitura.

4) Jack Shephard, Lost

Jack Shephard

Non poteva mancare tra i personaggi più antipatici delle serie tv il dottore del volo Oceanic 815, Jack Shephard.
Indubitabilmente buono, eroe presente in tutte le vicende dell’isola. Sempre in azione, sempre sul pezzo. Perfetto al punto da diventare fastidioso, per noi come anche per gli altri naufraghi.
Nonostante si dia sempre da fare non riesce ad averle tutte vinte. Jack Shephard nasce per essere uno dei protagonisti indiscussi di Lost, eppure finisce quasi sempre per scomparire nel mare dei grandi e carismatici personaggi che affollano questa serie. La maggior parte delle volte sono adorabili canaglie o comunque personalità tormentate ed imperfette che però proprio per le loro imperfezioni si fanno amare, che in loro ci fanno immedesimare. Tutti noi non possiamo far altro che cede al fascino del fuorilegge James Ford o commuoverci di fronte alle difficoltà e alla rinascita di John Locke, e nel frattempo dimenticarci di Jack Shephard.
Forse quella per Jack è quindi un’antipatia che nasce non tanto da suoi demeriti quanto più che altro dal confronto con le altre grandi personalità della serie, rispetto alle quali il dottore sembra sempre di troppo, superfluo. Lui con il passare delle stagioni acquista coscienza di questo e a questo si ribella.
È l’eterna, epica battaglia tra i bravi ragazzi e l’esercito dei bad boys. È la sofferenza di essere ordinario pur comportandosi da eroe.
La sua unica colpa? Essere precipitato nella stessa isola di Sawyer.

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