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Loki vuole diventare la nuova Doctor Who?

Loki
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Siamo arrivati al quarto episodio di Loki e una cosa sembra ormai abbastanza chiara: la nuova serie tv Marvel approdata su Disney+ sembra in tutto e per tutto l’erede ideale di Doctor Who. Aspettate un secondo. Procediamo con ordine. La terza produzione seriale originale del Marvel Cinematic Universe sta facendo molto parlare di sé e non solo per il suo eccezionale interprete ma anche per quella particolare somiglianza con un certo Time Lord. Loki riprende dagli eventi accaduti in Avengers: Endgame, quando il gruppo di supereroi era tornato indietro nel tempo per recuperare le Gemme dell’Infinito e salvare il mondo. Dopo aver rubato il Tesseract, questa “variante” di Loki viene recuperata dal TVA, un organo speciale che agisce al di fuori dello spazio e del tempo sotto gli ordini precisi dei Time Keepers (enormi lucertoloni immortali che sarebbero intervenuti, in un tempo lontanissimo, per riportare ordine nel multiverso). All’interno del TVA, Loki viene messo al corrente delle rigide regole che riguardano le linee temporali e di come gli agenti del tempo abbiano il costante compito di monitorare e fermare eventuali “eventi Nexus”.

Il dio dell’inganno si ritrova, così, a dover fare una scelta: aiutare il TVA con un caso molto particolare che rischia di minare le fondamenta stesse del tempo oppure venire cancellato per sempre. Lo show ci catapulta dal primo momento nel burocratico mondo del TVA, rappresentato come un enorme ufficio dai toni vintage che ricorda in maniera singolare – e non a caso probabilmente – la realtà distopica di 1984, con i Time Keepers nel ruolo del Big Brother. All’interno del TVA, tutto funziona in maniera scrupolosa e nulla è messo in dubbio, almeno fino all’arrivo di Loki e di un’altra Variante il cui obiettivo sembra quanto mai oscuro.

Viaggi nel tempo, la nemesi del protagonista è se stesso, uno stile impeccabile… vi ricorda forse qualcosa?

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Le premesse generali sono quindi abbastanza chiare. Il compito di Loki, in quanto consulente, è quello di aiutare il TVA e nello specifico Mobius a trovare e catturare la Variante che sta causando tante fratture nella sacra linea temporale. Per fare ciò, il dio si ritrova suo malgrado a dover viaggiare nel tempo e seguire le mollichine di pane che la sua nemesi si sta lasciando dietro. Il viaggio di Loki inizia con un duro scontro con la realtà, attraverso un cammino lungo il viale dei ricordi che fa ripercorrere anche a noi la storia del dio dell’inganno, dal primissimo film fino al sacrificio finale in Infinity War. La storia del personaggio, nei diversi film del franchise, lo vede spesso seguire lo stesso pattern, dal quale la serie tv vuole allontanarsi concedendo a Loki una seconda possibilità di redimersi e incarnare finalmente il ruolo del buono. Il viaggio del dio delle malefatte è pieno di ostacoli, sia esterni che interni, provenienti soprattutto dal modo in cui il mondo lo vede e lo tratta.

Loki vuole essere migliore, una parte di sé lo spera disperatamente ma è come se la sua stessa convinzione di essere cattivo lo trattenesse dal compiere quel passo successivo.

Un personaggio a dir poco complesso, ricco di contraddizioni ed è questo il primo degli elementi che lo avvicina a Doctor Who. Come il Dottore, anche Loki incarna una duplice natura: una legata al modo in cui si presenta al mondo, mascherando le proprie fragilità con l’humor e il cinismo; l’altra connessa al suo animo tormentato e in continuo conflitto con se stesso. Il Dottore è un essere solo, spesso indifferente a ciò che gli accade attorno ma che in cuor suo vuole però ardentemente essere amato e compreso. Lo stesso vale per Loki, anche se non vuole darlo a vedere ma risulta evidente da SPOILER il suo rapporto nascente con Sylvie FINE SPOILER. Loki esplora, si diverte, si entusiasma ma esiste un’ombra costante che lo segue ovunque vada.

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In questa nuova avventura che lo vede completo protagonista, Loki incontra Sylvie, la sua controparte, in altre parole il Maestro. Come tra il rapporto tra il Dottore e il Maestro, anche quello tra Loki e il nuovo villain è fatto di attrazione e repulsione. I due si capiscono, forse sono davvero gli unici a poter comprendere a pieno l’altro, ma allo stesso tempo ricoprono posizioni diametralmente opposte che li vorrebbero avversari. Il terzo episodio della serie tv Disney+ si focalizza principalmente su questo confronto, offrendoci uno sguardo decisivo sulle motivazioni che spingono queste due figure. Due background opposti che ricordano molto quelli del Dottore e del Maestro, dove il primo ha conosciuto l’amore e l’amicizia e ne ha tratto insegnamento mentre il secondo ha dovuto sempre lottare da solo. Anche durante la sua permanenza nel TVA, lo stesso Loki è riuscito a stringere un rapporto di fiducia e amicizia. Mobius, in tal senso, è il companion mancato che aiuta il dio a fare i conti con se stesso e con le scelte che lo hanno portato in quel luogo. Tutto questo a Sylvie manca, così come manca al Maestro.

Insomma, sono molteplici gli elementi che sembrerebbero rendere Loki la perfetta erede di Doctor Who.

Che queste similitudini con la storica serie tv sci-fi siano volute o non volute poco importa. Sta di fatto che lo show si sta conquistando un posto di tutto rispetto nel cuore dei fan dando spazio e voce a uno dei personaggi più amati dell’universo cinematografico Marvel. Loki è il Dottore nella misura in cui il mondo gli ha assegnato un ruolo da ricoprire e l’ha inserito a forza in una storia, eppure la volontà di cambiare c’è eccome. Ci sentiamo vicini a Loki così come al Time Lord, in questo suo percorso di crescita, tifiamo per lui e ci auguriamo davvero che stavolta la storia gli riservi un posto molto diverso.

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Scritto da Serena Faro

Ho attraversato gli oceani del tempo a bordo del TARDIS, ho viaggiato in macchina con Sam e Dean a caccia di mostri, sono arrivata tardi ad un matrimonio a Westeros (meno male) così mi sono diretta a Storybrooke per poi salpare con il capitano Flint. Ho visitato la Londra dei "penny dreadfuls" e la New York dei "mad men". Mi sono ritrovata su un'isola un po' particolare, in attesa di una nuova avventura.

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