ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul finale di stagione di Landman 2!!
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CTT: Cooper, Tommy, Thomas. Tutta la seconda stagione di Landman ci porta a questa sigla. Tre lettere, tre personaggi, tre generazioni. Tre destini che si incrociano, che si fondono in un’unica organizzazione. È la nuova compagnia di Tommy, il punto di approdo dopo la traversata della seconda stagione. Un lieto fine, ma anche un punto di partenza. La svolta che sembrava fuori portata, il cambio di direzione a cui inconsapevolmente aspiravano tutti i personaggi. È il momento di porre di nuovo se stessi al centro. Non più gregari, non più ingranaggi di un marchingegno soffocante, ma pedine che riacquistano la capacità di tornare a sognare, di sperare per se stessi. Il viaggio di Billy Bob Thornton era iniziato nel finale della prima stagione, caotica, asfissiante, irta di ostacoli.
L’immagine con cui si è chiuso il primo ciclo di episodi contemplava un coyote che si aggirava libero accanto alla proprietà dei Norris, ignaro del pericolo e del rischio di finire impallinato dall’altra parte della staccionata. Abbiamo già parlato del simbolismo del coyote in Landman e di ciò che voleva rappresentare nel finale della prima stagione. “Da queste parti sparano ai coyote“ lo aveva allertato Tommy, consapevole che qualcuno lo avrebbe freddato alla prima occasione. Ed effettivamente il suo vicino di casa aveva premuto il grilletto nella prima stagione. Il coyote è un animale che crede di essere libero, ma che in realtà vive braccato, con un obiettivo sopra la testa.
Sembrava il triste destino di uomini come Monty Miller (che infatti alla fine non ha potuto far altro che soccombere) e Tommy Norris, uomini schiacciati dal peso delle proprie responsabilità, estenuati, stressati, posti costantemente sotto pressione.
Landman parla di come la grande industria petrolifera possa logorare gli uomini che tentano di mandarla avanti. Non sono solo trivellazioni, estrazioni e movimenti di denaro. È tutto un mondo fatto di responsabilità, problemi, incidenti e deviazioni di percorso che pesano sempre sulle spalle di chi assume il comando. Nelle recensioni agli episodi della seconda stagione, abbiamo sottolineato come in Landman 2 l’azione sia passata repentinamente in secondo piano, lasciando molto più spazio ai percorsi personali dei singoli personaggi. La morte di Monty Miller nel finale della prima stagione ha rappresentato uno snodo importante nelle trame di Landman.
Niente è stato più come prima dopo la scomparsa del proprietario della M-Tex. La compagnia sembrava destinata a morire con il suo capostipite e gli eventi della seconda stagione sono stati solo un tentativo di allontanare il più possibile l’ipotesi di un fallimento. In Landman 2 Taylor Sheridan ha concesso ampio spazio al processo di consapevolezza cui sono andati inevitabilmente incontro molti dei personaggi. La morte di Monty e la fine del coyote hanno rappresentato per Tommy dei campanelli d’allarme, delle spie luminose che lo hanno messo in guardia dalla deriva che stava prendendo la sua vita. Gli episodi di questa seconda stagione sono stati molto più noiosi, ma sono serviti al suo creatore per imbastire tutta la presa di coscienza del protagonista che, finalmente, nell’episodio finale giunge all’epilogo più naturale: la creazione di una sua compagnia basata sulla collaborazione di tutta la famiglia.
La CTT non è solo il fuori campo che Tommy voleva mettere a segno come risposta al licenziamento dalla M- Tex. La sua nuova compagnia è il coronamento di un sogno, la promessa che Tommy fa a se stesso nel tentativo di regalarsi una vita migliore.
Una vita accanto alle persone che ama, le stesse che non è più disposto a mettere in secondo piano. Landman 2 è riassumibile come il viaggio di maturazione di Tommy Norris. Un viaggio che è partito nel finale della prima stagione, con quella stessa immagine del coyote che ha dato inizio alle sue riflessioni. Solo che stavolta nessuno spara al coyote. L’animale resta libero, vivo. “Non oggi”, gli dice Tommy nel finale di stagione. “Oggi è il mio giorno”. Il personaggio di Billy Bob Thornton si è ripreso tutto ciò che stava perdendo. Gli affetti, una posizione lavorativa gratificante, il rispetto e l’amore dei suoi familiari.
Si è riconciliato con la moglie, ha investito sul buon intuito di suo figlio, ha protetto le persone a cui vuole bene e ha riallacciato i rapporti con un padre che non vedeva da tempo.
I Norris vivono tutti insieme e adesso lavorano persino tutti insieme. Questo show stava virando verso il dramma familiare e il punto di approdo di questo finale di stagione può essere un punto di partenza per una saga familiare che intreccerà rapporti personali, affari, storie di rivalità e caccia all’oro nero. Il finale di Landman 2 ha sciolto i nodi principali di questa seconda stagione (che poi non erano molti): il futuro di Cooper dopo l’aggressione allo stupratore di Ariana e il futuro di Tommy dopo il licenziamento dalla M-Tex. È stato un episodio molto più movimentato dei precedenti. È come se tutta l’azione si fosse concentrata solo negli ultimi sessanta minuti di visione.
Per il finale Tommy è tornato a ragionare e ad agire come un vero landman, la veste con cui lo abbiamo conosciuto nella prima stagione. Il licenziamento dalla compagnia che per anni ha contribuito a tenere in vita è stato lo stimolo che gli serviva per afferrare a piene mani la sua vita e indirizzarla nella direzione che avrebbe voluto da sempre. È riuscito a mettere insieme una nuova compagnia nel giro di un solo episodio. Avrebbe potuto semplicemente accettare il nuovo ruolo dirigenziale proposto da una grossa compagnia, ma ha scelto di percorrere una via meno sicura pur di essere lui il padrone del proprio destino.
I contratti di locazione di Cooper dovevano pur rivelarsi utili a qualcosa nel corso di questa seconda stagione di Landman. L’intuito di Norris junior è la base di partenza su cui costruire una nuova compagnia petrolifera.
Tommy è riuscito a convincere Gallino a investire sul suo progetto (dopotutto, non era quello che il narcotrafficante stava cercando sin dal primo episodio?), lasciando Cami a rischiare da sola tutte le sue fortune su quel famoso 10% di probabilità che la piattaforma offshore trovi il gas e riesca a farlo fruttare. Avevamo capito che con la morte di Monty ci saremmo risvegliati all’alba di una nuova stagione. Ma questa è l’alba di una nuova vita per Tommy e per i Norris. L’altra parte dell’episodio si è concentrata su Cooper e Ainsley, proprio a rafforzare la convinzione che la serie sia prima di tutto un dramma familiare.
Nell’episodio della settimana scorsa, Cooper aveva salvato Ariana da un’aggressione. Aveva afferrato il suo stupratore e lo aveva riempito di pugni, fino quasi a ucciderlo. Le telecamere del bar avevano ripreso tutto e sapevamo che nel finale il giovane Norris si sarebbe trovato difronte ai problemi con la giustizia. A maggior ragione perché l’aggressore-vittima è deceduto poco dopo in ospedale per un infarto. Cooper viene così accusato di omicidio, il che mette immediatamente in moto la macchina legale di Landman. Rebecca Falcone giustifica nuovamente la sua presenza all’interno dello show e Tommy torna a esercitare il suo potere di landman attraverso la rete di conoscenze che si è procurato negli anni.
È tutto fin troppo semplice per Cooper che, nel giro di un singolo episodio, passa dal rischiare il carcere all’essere il socio principale di una nuova compagnia petrolifera.
Potrebbe aprirsi un’enorme digressione sui metodi con i quali Rebecca e Tommy dissuadono la polizia di Odessa dal perseguire un omicidio, ma non è questo quello che conta. Ciò che emerge da Landman 2×10 è che è appena sorta una nuova cordata pronta a esercitare il proprio potere contro chiunque si frapponga sulla sua strada. Pare proprio che la filosofia di Angela abbia contagiato anche gli altri personaggi, conducendoli alla vittoria. Nella terza stagione, la signora Norris diventerebbe a tutti gli effetti una nuova first lady in grado di muovere gli equilibri. Intanto Ainsley si sta ambientando al college e le sue prime esperienze lontano dalla madre le stanno insegnando a crescere, almeno a giudicare dalle ultime vicende che l’hanno vista protagonista.
Il bilancio finale sulla seconda stagione di Landman è piuttosto controverso. Lo show – sul quale c’erano tantissime aspettative – ha avuto una prima stagione scoppiettante, che prometteva bene per il prosieguo della storia. Il cast della seconda stagione sembrava confermare le buone sensazioni: Billy Bob Thornton, Demi Moore, Sam Elliott, Andy Garcia. E infatti ogni personaggio acquisisce colore e spessore grazie ai suoi interpreti. Ciò che ha lasciato un po’ perplessi è, nel complesso, il ritmo di questa seconda stagione e il decisivo cambio di passo rispetto all’impostazione della prima.
Landman è diventato un dramma famigliare, con tanto di liti furiose tra marito e moglie, drammi adolescenziali, crucci amorosi e traumi del passato.
Ne ha risentito il ritmo della storia, focalizzato ora sui rapporti tra i personaggi e sui loro percorsi di vita. Mentre nella prima stagione si parlava di fluttuazioni di denaro, lotta tra finanziatori, gestione della compagnia, rapporti con il cartello della droga, risse e problemi lavorativi, in Landman 2 tutto ciò diventa non solo marginale, ma quasi completamente assente. L’obiettivo di Taylor Sheridan, come abbiamo visto, si è spostato su altro. La seconda stagione dello show è stata molto più lenta, introspettiva e impelagata nei blocchi personali dei personaggi. Ha però gettato le basi per quella che potrebbe essere una terza stagione con molto più materiale narrativo da dispiegare.












