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How I met your mother – La melodia dell’Universo

Si può dire che per me How I met your mother è esattamente come Star Wars per Ted.

Senti, Stella, quello è il film preferito di Ted in assoluto. Lo guarda quando rimane a letto con l’influenza. Lo guarda quando piove in autunno, la domenica pomeriggio. Lo guarda alla Vigilia di Natale!
Ted guarda Star Wars in salute e in malattia, nella buona e nella cattiva sorte.

Marshall

Questo implica che chiunque entri nel mio cerchio della fiducia (quello di Ti presento i miei) debba necessariamente conoscere questa serie, altrimenti sono “costretta” a fargliela vedere.

Ovviamente mentre racconto minimo 20 curiosità su How I met your mother

How I met your mother
How I met your mother (850 x 475)

Mi rispecchio su Robin al punto che potrei scrivere un’altra pagina del suo diario.
Eppure, nonostante mi senta più incline a seguire la razionalità come lei, necessito di sperare in qualcosa di più grande come Ted.
Credo nel potere della scelta, certo. Senza azione non siamo che vascelli alla deriva verso un orizzonte ignoto. Nondimeno, quando smettiamo di credere nel destino avvertiamo la sensazione che non ci sia vento a riempire le nostre vele.
Senza un segno dell’Universo, quindi, ci sentiamo altrettanto persi alla prima tempesta.

Per questo How I met your mother è molto più di una serie, è un’amica a cui chiedere consiglio quando ti sembra che nulla abbia senso.
Quando ti affanni tanto e vedi allontanarsi i tuoi obiettivi. O semplicemente dubiti di quelli prefissati.
La vita, tra una risata e l’altra, te la racconta per com’è davvero. Complicata, non sempre come te l’aspettavi, ma comunque esilarante e a tratti persino leggendaria.

Qualsiasi cosa accada c’è lì il Ted del 2030 pronto a rincuorarti: “Tranquillo, andrà tutto bene, alla fine arriva mamma“!

All’inizio del nostro viaggio insieme, Ted tiene stretto il corno blu francese nella mano sinistra sotto al davanzale di Robin che lo guarda con un sorriso.
Quel gesto sancisce la partenza, il mettersi in moto dell’Universo.
La scelta diventa la spinta di un processo misterioso e lo strumento ne diventa il simbolo.

How I met your mother
How I met your mother (1024 x 576)

Ma questa è la parte divertente del destino, le cose succedono che tu le abbia pianificate oppure no. Voglio dire, non pensavo l’avrei rivista di nuovo, ma in quel momento ero troppo vicino al puzzle per vedere la figura che si stava formando

Ted muove così il suo primo passo verso la direzione sbagliata.
Infatti, per quanto lui si intestardisca con l’inseguirla un po’ come quella capra con lo straccetto, Robin non è quella giusta.
Robin non è la mamma. Robin non è la sua Lebenslangerschicksalsschatz, il “regalo del destino di una vita“.
Devi scegliere, metterti in gioco, ma devi anche accettare che il destino spesso ha altri piani.

Marshall pensava che avrebbe cambiato il mondo come avvocato ambientalista, poi lo ha salvato diventando giudice. Lily voleva essere un’artista, invece è il suo lavoro come consulente d’arte a portarla a Roma, verso quell’esperienza che temeva di non poter fare una volta sposata.
Ted esaudisce con non poche difficoltà il suo proposito di diventare un architetto, per scoprirsi felice dietro a una cattedra procurata dall’uomo per il quale è stato lasciato da Stella all’altare.

In How I met your mother il destino è l’armonia suonata dall’Universo. Ogni avvenimento, ogni persona e persino ogni difficoltà si fa nota nel suo tempo perfetto.
Alti e i bassi ne scandiscono il ritmo.

Gli eventi più importanti della vita non sono necessariamente le cose che si fanno, contano anche quelle che ci capitano. Non sto dicendo che non possiamo fare nulla per influenzare ciò che ci accade nella vita; è importante prendere l’iniziativa, ma non dimenticate che un giorno potreste varcare la soglia di casa e stravolgere la vostra vita per sempre. L’Universo ha un piano, ragazzi, e quel piano è sempre in evoluzione; una farfalla sbatte le ali e comincia a piovere. È una verità che fa paura, ma è anche meravigliosa: ogni ingranaggio di questa macchina è in costante movimento per fare in modo che arriviamo esattamente dove siamo destinati, in quel preciso istante: al posto giusto al momento giusto.

Ted, benché non sia proprio un santo, ha un grande pregio: sa ascoltare questa musica come nessun altro.
E quando l’Universo sembra non collaborare?!
Eccolo che si mette a ballare, perché anche i passi falsi sono parte della nostra danza della pioggia.

How I met your mother
How I met your mother (736 x 553)

E l’Universo risponde, risuona

In altre occasioni, invece, siamo noi i primi a non ascoltare. Si sa:

Puoi chiedere all’universo tutti i segni che vuoi, ma alla fine vedi solo quello che vuoi vedere quando sei pronto a vederlo.

Persino Ted non può capire l’importanza dell’ombrello giallo che stringe tra le mani quando se ne va sconsolato per le conseguenze di quella festa di San Patrizio “senza domani”.
Per non parlare di quando entra nella casa della sua futura moglie, ma lo fa con la coinquilina di quest’ultima.
Scorda addirittura lì quel segno lasciato a lui dall’Universo, perché non lo riconosce come tale finché non è pronto a vederlo.

How I met your mother
How I met your mother (640 x 360)
How I met your mother ci ricorda che la melodia dell’Universo risuona persino quando avvertiamo solo il silenzio della perdita

Quando Marshall perde Marvin, suo padre, il suo migliore amico, vivere diventa per lui come guidare in una tormenta di neve, non capisce più in che direzione andare.
Ricorda la sua infanzia, il signor Eriksen al volante, sicuro, una sorta di supereroe in grado di vedere anche al buio. Mentre, senza di lui, Marshall sente che il soprannaturale non è più presente a rischiarare la via.
Quel silenzio viene rotto dallo stesso Marvin che compare alle sue spalle, sul sedile del passeggero.
Gli confida il suo segreto: anche lui, in realtà, se la faceva sotto in quei momenti.
Ma continuava a guidare. Aveva fede.

E se tieni duro prima o poi, attraversi la tormenta e torni a danzare.