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Analizzare insieme a voi la storia di Neville Paciock così com’è stata raccontata da J. K. Rowling nei libri di Harry Potter comporta il dover prendere tra le mani il cervello, fargli una delicata carezza e poi appoggiarlo momentaneamente sul comodino. Tenerlo lì, accanto a noi, sapendo che esiste e che è una meravigliosa invenzione della Natura, ma che quando si tratta di questo personaggio le sue funzioni creerebbero ancora più sofferenza. Scrivere di ciò che è accaduto ai genitori di Neville e alle conseguenze di quella tragedia tramite la razionalizzazione, finirebbe infatti con il diventare un qualcosa di troppo insopportabile. Trovare una spiegazione sensata al male che hanno subìto significherebbe semplificare un atto imperdonabile. Ecco perché quando parliamo del ragazzo dovremmo lasciarci semplicemente guidare dalle parole scritte da quella magnifica penna che è l’autrice inglese. Parole che arrivano dritte al centro del cuore e dell’empatia di noi lettori.
Infatti credo che la storyline di Neville creata dalla Rowling sia, insieme a quella di Severus Piton, la più sorprendente e dolorosa dell’intera saga. Ora, non che Harry abbia avuto una vita felice, anzi. Tuttavia lui è il protagonista, colui che sin da subito dimostra di avere doti rare nel campo della magia (e del Quidditch) e che per questo viene ammirato e sostenuto dai lettori dei sette libri. Potremmo dire che Harry nasce eroe, mentre Neville lo diventa.

Ma partiamo dal principio. Molti di coloro che hanno visto i film di Harry Potter sanno che Neville, esattamente come nell’opera cartacea, è uno studente di Hogwarts coetaneo di Harry, Ron ed Hermione, scelto dal cappello parlante come membro della casa dei Grifondoro. Eppure Neville inizialmente non sembra un tipo particolarmente coraggioso e pronto ad affrontare sfide e ostacoli. Al contrario, la sua perenne goffaggine e smemoratezza ne fanno lo zimbello della scuola, in particolare del gruppo di bulli guidati da Draco Malfoy. Inoltre non brilla particolarmente nelle materie proposte dall’istituto (con l’unica eccezione di Erbologia) nonostante sia un mago purosangue, ovvero nato da genitori che a loro volta sono mago e strega.
Frank e Alice Paciock sono stati abili Auror e componenti dell’Ordine della Fenice, come Harry ha potuto scoprire tramite una vecchia fotografia mostratagli da Sirius. Fin qui dunque nulla di diverso da ciò che è stato messo in scena nei celebri film dei primi del Duemila. Neville però condivide con il protagonista un paio di caratteristiche piuttosto rilevanti: lo stesso mese di nascita e lo stesso destino funesto. Quello di essere stato coinvolto nella profezia che riguarda Voldemort e il prescelto. In poche parole Neville avrebbe potuto prendere il posto di Harry, se solo la scrittrice avesse deciso di mescolare le carte in tavola.
Perché allora diciamo che, in attesa della serie dedicata ad Harry Potter, è necessario seguire l’inchiostro lasciato dalla Rowling? Per quale motivo il background di Neville merita nella maniera più assoluta di essere finalmente mostrato agli spettatori di tutto il mondo? La risposta a mio avviso è chiara ed emotivamente devastante: perché ogni volta che rileggo il capitolo “Natale nel reparto riservato” del quinto libro della saga mi ritrovo immancabilmente con i fazzoletti in mano. In quelle pagine compaiono per la prima volta i genitori del ragazzo ricoverati entrambi presso l’Ospedale San Mungo. Il reparto in questione è quello dedicato alle lesioni permanenti da incantesimo. Anche solo la parola permanenti dovrebbe farci riflettere sulla problematica che abbiamo davanti.
Neville e la nonna che lo ha cresciuto sono in visita in occasione delle festività natalizie ma non c’è nulla di allegro o di spensierato nei loro comportamenti. Al contrario, quando Harry, Ron ed Hermione li incontrano, Neville non vorrebbe far altro che sprofondare nel pavimento. Da lettori scopriamo che Frank e Alice Paciock durante il loro passato di Auror hanno affrontato e resistito a Voldemort per ben tre volte, fino a essere torturati senza pietà da Bellatrix Lestrange tramite la maledizione Cruciatus. Un supplizio che ha causato alle vittime danni irreversibili.

È tristissimo da dire – me ne rendo conto – ma la madre di Neville in quest’unica apparizione non sembra riconoscere minimamente il figlio. E la Rowling ha saputo trasmettere egregiamente questa sensazione tramite un piccolo dettaglio che più doloroso di così non poteva essere. L’incarto vuoto di una gomma da masticare che Alice Paciock dà a Neville, prima di allontanarsi lungo la corsia dell’ospedale canticchiando con fare indifferente. L’aspetto ancora più commovente di quel gesto, però, è che il ragazzo quella carta se la infila in tasca, conservandola tra le altre che la madre gli dona ogni volta che va a trovarla. Ora capirete perché bisogna momentaneamente rimuovere il cervello per poter sopportare questo racconto.
Inoltre ho notato che rileggendo i libri di Harry Potter nel corso degli anni, il coinvolgimento emotivo con la famiglia Paciock e con il personaggio di Neville diventa totale. Si vorrebbe sapere di più su di lui e sul suo passato, degno per molti fan di essere addirittura raccontato in uno spin-off a parte. Da studente timido, impacciato e apparentemente privo di talenti particolari, Neville si trasforma in un Grifondoro dal cuore d’oro pronto a battersi per gli amici, per le persone che ama e soprattutto per rendere giustizia ai suoi genitori.
Questo sottofondo di sofferenza inespressa, di perenne senso di disagio e di difficoltà, nei libri è ben percepibile per tutta la durata della lettura. Neville è un tesoro– non saprei come descriverlo meglio di così – e lo diventa man mano che si giunge a quel capolavoro rappresentato da Harry Potter e i Doni della Morte. L’opera più cupa dell’intera saga, poiché alcuni personaggi a cui eravamo estremamente affezionati perdono la vita in circostanze sempre più crudeli e ingiuste. Dobby, ad esempio, per il quale una lacrimuccia scende sempre e comunque. Nel settimo libro Neville invece fiorisce come una delle sue piante a cui dedica così tanta cura e passione.

È lui che uccide Nagini, colpendolo con la spada di Godric Grifondoro ed eliminando in questo modo l’ultimo Horcrux rimasto a Voldemort. Ed è lui a organizzare la resistenza tra le mura di Hogwarts contro i Mangiamorte insieme a Ginny, Luna e ad alcuni allievi rimasti nella scuola. Il ragazzo infatti è stato uno dei componenti migliori dell’Esercito di Silente (ES) e non si è mai sottratto all’orgoglio e all’impegno di averne fatto parte.
Neville collabora persino con il fratello dell’ex rettore di Hogwarts, Aberforth, allo scopo di creare un passaggio segreto sconosciuto ai nemici che possa condurre fuori e dentro le mura del castello. Il ragazzo inoltre si ribella alle regole imposte dai fratelli Carrow (alleati di Voldemort e nuovi insegnanti di Arti Oscure e Babbanologia). Nei film purtroppo tutte queste sottotrame non sono state inserite, ma la serie HBO di Harry Potter avrà molti più minuti a disposizione per farlo.
Negli ultimi capitoli della storia – quindi – i destini di Harry e di Neville si intrecciano scambiandosi. Quest’ultimo diventa a tutti gli effetti il nuovo leader dell’ES, mostrando spirito e ardimento, come ammette lo stesso Voldemort. Ce lo saremmo mai aspettato da quell’adolescente dal volto paffuto e imbarazzato redarguito dalla nonna per la sua sbadataggine e accompagnato da Trevor, il suo rospo combinaguai perennemente indisciplinato? E quando i figli di Harry, diciannove anni dopo gli eventi narrati, frequenteranno la scuola di Hogwarts, chi ci sarà dietro la cattedra di Erbologia se non Neville? Da quel bambino con il pigiama punteggiato di orsetti a professore stimato e virtuoso, di strada ne ha fatta parecchia.
Esiste poi un’ultima differenza tra i film e i libri che forse alcuni di voi non conoscono. Nei primi il ragazzo si innamora di Luna Lovegood mentre la Rowling ha dichiarato che questo personaggio si sarebbe spostato con Hanna Abbot, anch’essa studentessa della scuola di magia. Insomma, dopo avervi dato un po’ di informazioni sul background di Neville, speriamo ugualmente di aver contribuito ad aumentare il vostro livello di hype. E in attesa dell’uscita della prima stagione della serie, prevista per il 2027, non ci resta che riprendere in mano quei volumi dalle copertine con le lettere in rilievo, nei quali è contenuta la tortuosa e bellissima storia di Harry Potter. E di Neville Paciock. Noi vi lasciamo con 10 combattimenti che la serie di Harry Potter avrà l’obbligo di migliorare.




