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La vera storia dietro Gentleman Jack, l’attesa serie su Anne Lister

gentleman jack

Gentleman Jack, la serie tv co-prodotta da HBO e BBC, si è rivelata l’ennesimo gioiellino delle emittenti televisive. In questo show non si raccontano le vicende strappalacrime di amori infranti o di impotenza femminile. Malgrado sia ambientata nell’Ottocento, Gentleman Jack è dominata da una protagonista che pare vivere nel mondo contemporaneo.

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Anne Lister occupa la scena, raccontandosi attraverso una storia leggermente romanzata, eppure ispirata dai suoi diari segreti. Donna indipendente e coraggiosa, la sua ostinata e legittima voglia di libertà diviene l’oggetto principale dello show. Suranne Jones (che su queste colonne abbiamo già potuto ammirare in quel gioiellino che è Doctor Foster) interpreta con carisma e professionalità la protagonista del period drama, formato da sei episodi.

Ma al di là della bellezza di Gentleman Jack e dei suoi pregi televisivi, è bene chiarire chi sia stata realmente Anne Lister.

Chiunque abbia già visto Gentleman Jack potrebbe pensare che il carattere e l’intraprendenza della protagonista siano frutto dell’ennesimo politically correct. Considerato, infatti, il periodo storico della vicenda, i dubbi sono legittimi. Potrebbe infatti apparire poco realistico che una donna potesse vivere così liberamente la propria vita, senza rischiare l’emarginazione (e solo nel migliore dei casi). Ma è tutto vero.

Anne Lister fu realmente una donna padrona della propria vita. E i suoi diari ne sono l’incredibile dimostrazione. Nata il 3 aprile 1791 nella lussuosa dimora Shibden Hall, ad Halifax nel Regno Unito, visse una vita colma di emozioni e avventura. La sua famiglia, una delle più ricche di Halifax, le permise di ricevere un’istruzione, dapprima in casa e successivamente frequentando la Manor House School.

I suoi studi riguardarono discipline sia scientifiche che umanistiche e la sua cultura la rese affascinante agli occhi dell’alta società. In quel periodo nessuno avrebbe mai immaginato di vedere in lei una un’avversaria temutissima negli affari inglesi.

suranne jones

Notevoli furono i suoi viaggi in Danimarca, Svizzera, Germania e persino in Italia. Girò l’Europa, Anne Lister, seguendo la sua passione per l’alpinismo e confermandosi la prima donna ad aver scalato il Monte Perdido e il Vignemale nei Pirenei. Testimonianza delle sue imprese sono i suoi numerosi diari, scritti seguendo un particolare codice composto da simboli matematici mischiati al greco.

In essi la donna raccontava dei suoi affari di lavoro, della sua lussuosa abitazione e delle sue numerose amanti. I dettagli raccontati tra quelle pagine sono capaci di trasportare ogni lettore nel 1800. In essi è presente ogni tipo di informazione: la politica del tempo, le condizioni atmosferiche, l’abbigliamento (solitamente maschile) usato dalla donna, i suoi programmi di studio.

Quattro milioni sono le parole contenute nei 27 diari della donna. E infinite sono le emozioni donate dalla loro scoperta.

A scoprirli fu John Lister, ultimo residente di Shibden Hall, verso la fine del XIX secolo. Tale scoperta fu straordinaria: oltre a rendere celebre il personaggio di Anne Lister nel panorama storico, permise anche di scoprire tracce della sua intraprendente vita quotidiana.

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Tra le pagine ingiallite, seguendo la calligrafia complessa della donna, è possibile risalire agli amori passati e a quelli, invece, che sarebbero durati sino alla sua morte. Rilevante è il ricordo da lei descritto il 30 Marzo del 1834, in cui lei e Ann Walker – sua compagna di vita – avrebbero preso parte a quella che sembrerebbe una cerimonia nuziale.

In realtà le donne, dopo essersi scambiate fedi e voti nuziali, avrebbero seguito la messa di Pasqua nella chiesa di Goodramgate e preso la comunione fianco a fianco. Tale momento, per la Lister, avrebbe sancito la loro unione d’amore, ingannando la società retrograda e la stessa chiesa.

Anne Lister mantenne pubblicamente il suo status di donna celibe senza alcuna vergogna, malgrado le malelingue tentassero di screditarla e offenderla.

“Gentleman Jack” era infatti l’appellativo dispregiativo usato dalla borghesia per riferirsi alla donna. In molti, infatti, rimproveravano i suoi incontri con il sesso femminile e le sue relazioni. Ma nulla ha mai scalfito la pelle della protagonista della serie tv che oggi porta tale titolo. Ciò che, inoltre, rendeva la Lister parzialmente “intoccabile” era il suo livello sociale. Da aristocratica, proprietaria di Shibden Hall e miniere di carbone, abile alpinista e donna d’affari, ella riuscì a guadagnarsi molte libertà da sempre negate alle donne.

Gentleman Jack racconta con puntualità e ironia lo stravagante e imponente percorso che ha reso Anne un’icona. È divenuta un simbolo per le donne e persino per la comunità LGBT. Gentleman Jack è una serie tv che intrattiene ed educa, raccontando una storia che potrebbe apparire a chi non conosce il personaggio persino costruita, fittizia.

Anne Lister è esistita realmente e la sua vita è stata così straordinaria da essere oggi rappresentata persino nel piccolo schermo.

suranne jones

È già stato confermato che Gentleman Jack ritornerà con una seconda stagione. E se non avete ancora visto questa piccola, affascinante perla dovreste rimediare subito. L’influenza che questo personaggio storico ha avuto nel corso degli anni è incredibile.

Diventando icona di un femminismo ricercato ed essenziale, la Lister è considerata la paladina dei diritti delle donne e della libertà di amare. E con orgoglio e determinazione è riuscita a conquistarsi il rispetto di una società maschilista e conservatrice, lasciando un’impronta nella storia.

Simbolo di forza e intraprendenza (in un certo senso anticipando una tendenza seriale oggi sempre più diffusa), Anne Lister è stata un’eroina ottocentesca. E finalmente, grazie alla serie tv Gentleman Jack, sarà possibile scoprire il suo contributo alla storia e il suo lascito.

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Written by Simona Mainenti

Innamorata della scrittura, ossessionata da film e serie tv.
Sono fermamente convinta che la cultura sia il superpotere più figo di tutti.

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