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Le 5 morti che ci hanno fatto più arrabbiare in Game of Thrones

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Otto stagioni di Game of Thrones si sono lasciate alle spalle un vero e proprio cimitero. Pochi personaggi sono arrivati indenni all’ultimo episodio. La maggior parte è caduta prima, in un mondo in cui la violenza è vera e si abbatte con ferocia disarmante su chiunque. A passare in rassegna tutti i volti che hanno fatto la loro comparsa nello show senza vederne la fine, sembra di essere in una sorta di Antologia di Spoon River più che in una serie tv. Ma i Sette regni sono un posto complicato in cui vivere. Specie al tempo in cui la guerra del tutti contro tutti ha spazzato via casate, famiglie, lord e persino dinastie.

Ma ci sono morti, in Game of Thrones, che hanno aperto una ferita più profonda di altre.

Perché sono giunte inattese, come un fulmine a ciel sereno. Perché hanno colpito personaggi che ci stavano particolarmente a cuore. O semplicemente perché la brutalità con cui sono arrivate ci ha lasciati disorientati e sbigottiti. Le dipartite che ci hanno fatto arrabbiare sono tante. E in quella rabbia ci rovistiamo ogni volta che le riguardiamo, senza trovare pace. Perché, ad esempio, Jaime Lanniester è dovuto morire in quel modo? Perché Jeor Mormont l’hanno pugnalato a tradimento? E ancora tanti inspiegabili – e a volte evitabili – trapassi che ci hanno davvero fatto sbottare.

Vediamo cinque casi davvero emblematici.

1) Ned Stark

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È stata la prima e anche una delle più traumatiche. Non c’è fan di Game of Thrones che non abbia amato Ned Stark. Il lord di Grande Inverno rappresenta l’onesto, il buono, quello che seguiremmo volentieri in battaglia. Sarebbe stato il re migliore per i Sette regni, quello più giusto e saggio di tutti. Per questo l’hanno fatto morire dopo nove episodi.

La scena della sua decapitazione spiega molto bene cosa sia davvero Game of Thrones.

Tutti ci aspettavamo che Arya salisse sul patibolo e facesse qualcosa, qualunque cosa. Abbiamo sperato che arrivasse un esercito di uomini del Nord a salvarlo proprio al momento giusto, come nei film. E invece, nulla. La testa gliela tagliano per davvero. E in quell’istante preciso abbiamo iniziato a odiare Joffrey, i Lannister, Approdo del Re, il Concilio ristretto e tutta Westeros. In quell’istante preciso abbiamo iniziato a odiare – ma anche ad amare – Game of Thrones.

Written by Serena Verrecchia

Esistono milioni di storie al mondo, preziose e inimitabili. Il nostro compito è solo quello di scovarle, portarle in superficie e imparare ad amarle.
Scrivo di serie tv per un insopprimibile desiderio di bellezza, perché nelle storie, specie in quelle belle, ho trovato il mondo che vorrei.

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