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Game of Thrones 5×09 – Risoluzioni di fuoco

Anche la fatidica nona puntata è andata in onda e, come da tradizione, ha lasciato il pubblico a bocca aperta. Si è scatenata una nuova polemica nel fandom (così come era stato per il finale della 5×06) a causa della scelta di uccidere la piccola Shireen Baratheon e di certo non è destinata a scemare in tempi brevi. Questo è un anno molto sfortunato per Game of Thrones. Dopo l’attacco hacker e la diffusione sul web dei primi quattro episodi alla vigilia dell’inizio della stagione c’è anche da fare i conti con il sempre più acceso e generale malcontento dei fan. Ma passiamo all’analisi dell’episodio, ci sarà sicuramente occasione per parlare delle critiche al termine di tutti gli episodi.

L’andamento di “The Dance of Dragons” (titolo che omaggia il nome del quinto libro della saga, nonché un riferimento ad un avvenimento del passato che la stessa Shireen Baratheon legge e racconta nell’episodio) rispecchia quello delle puntate precedenti. Tutto avviene lentamente, fino a quando non ci sono grandi scene d’azione o sconvolgenti a livello di trama, solitamente alla fine.

Iniziamo con Jon, tornato alla Barriera dopo la battaglia con l’esercito dei White Walkers. Peccato che non ci sia stato alcun accenno alla cosa e che si siano invece soffermati  a mostrare, ancora una volta, lo scontento di buona parte dei Guardiani della Notte nei confronti delle decisioni prese dal loro lord Comandante. L’allenza con i Bruti è fatta, è stato permesso loro di attraversare la Barriera, ma non è ancora sicuro se questa sia la risoluzione finale e se non avrà ulteriori conseguenze.

Continuando a parlare di risoluzioni (il tema che ho individuato questa settimana), finalmente vediamo la storia di Dorne e Jaime Lannister arrivare a quello che sembra il capolinea. In realtà, tra le varie storyline presentate quest’anno, quella di Dorne è stata meno di impatto, se non la più deludente. Non è chiaro lo scopo e sembra essere stata fine a se stessa. Il personaggio di Jaime Lannister non ha avuto alcuna scena determinante e sembra quasi ci sia stato mostrato solo per ricordarci che senza una mano non è più capace di combattere, ne tantomeno di scrivere. Ironia a parte, nessuno della storyline di Dorne ne esce con dignità. Forse solo Doran Martell, rimasto fino alla fine coerente con se stesso e con la sua decisione di rimanere fedele a re Tommen. Aspettiamo dunque la settimana prossima per capire se questa parentesi possa regalarci qualche colpo di scena interessante o meno.

Arya Stark sta sempre percorrendo il tuo ‘apprendistato’, ma si imbatte in una vecchia conoscenza e sembra essere decisa a disobbedire e a mettere da parte tutto per una vendetta personale. Siamo rimasti estremamente disturbati alla vista delle deviazioni sessuali di ser Meryn Trant (ma è Game of Thrones, non ce ne dimentichiamo) e la sua morte sarebbe più che meritata a questo punto. Dobbiamo solo sperare che questo potrà essere d’insegnamento per Arya e che non venga punita per aver fatto di testa sua.

La risoluzione che però ha sicuramente lasciato tutti con l’amaro in bocca e che personalmente ritengo possa quasi raggiungere la tragicità delle famose Nozze Rosse, è quella di ardere viva la giovanissima Shireen Baratheon. Un’altra morte assolutamente non presente nell’opera originale, ma non del tutto imprevedibile. Cioè che fa più rabbia è l’aver visto Stannis molto affettuoso e protettivo nei confronti della figlia e poi, tutto d’un tratto, alla prima difficoltà, cedere alla soluzione proposta da Melisandre. A prescindere da quello che Stannis avrebbe o non avrebbe fatto nei libri (ne riparleremo), questo suo cedimento, soprattutto se non porterà al risultato sperato, sarà visto come una regressione e come la perdita della poca umanità di questo personaggio già molto duro. Le urla strazianti di Shireen Baratheon non saranno dimenticate facilmente.

Al termine dell’episodio, così come la scorsa settimana, abbiamo un momento ricco di azione e colpi di scena. Daenerys presiede ai famosi combattimenti nelle fosse, tradizione di Meeren, e ancora un volta vede Jorah Mormont partecipare e, seppur con molta più fatica, vincere. Le cose si fanno complicate quando si scopre che i Figli Dell’Arpia si sono intrufolati tra il numerosissimo pubblico presente nell’arena e sono pronti ad assassinare tutti, in particolar modo proprio la loro “regina”. Jorah si esibisce in un salvataggio mozzafiato e all’ultimo minuto, gli Immacolati non sembrano essere all’altezza delle aspettative di qualche stagione fa ma riescono, insieme a Daario Naharis e Jorah, a proteggere Daenerys, Tyrion e Missandei. Il vero salvataggio però arriva dal cielo. Inaspettatamente vediamo comparire Drogon e la madre dei draghi trova il coraggio di fare quello che tutti aspettavamo. Sale in groppa al drago, consapevole del suo destino, e fugge lasciando tutti senza parole.

Anche noi spettatori siamo rimasti sbigottiti davanti molte scene di questo nono episodio e ora, scontenti o meno, attendiamo il finale di stagione. Come la scorsa settimana, ho cercato non solo un tema portante ma ho lasciato che il titolo si riferisse ad uno degli elementi principali della saga. Per la 5×08 c’è stato il ghiaccio, questa volta il fuoco (tra quello utilizzato per il sacrificio di Shireen e quello di Drogon, siamo sempre in tema). Dopo tutte le polemiche forse è quasi un bene essere arrivati alla fine. Speriamo solo che l’ultimo episodio metta d’accordo tutti.

(Un saluto agli amici di Team Sansa e Game of Thrones ITALIA!)

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