in

Game of Thrones 5×06 – I mille volti e le crepe nella storia

Non è un mistero che Game of Thrones abbia preso delle deviazioni rispetto alla storia originale. Mi ero ripromessa di non fare troppi riferimenti ai libri, consapevole che avrei visto qualcosa di diverso ma questo non significa che le novità possano sempre essere calzanti.

I MILLE VOLTI – Prima di tutto, anche nella puntata di Game of Thrones questa settimana ho individuato un tema portante. Parliamo dei “mille volti”. Oltre ad essere effettivi protagonisti di una suggestiva scena all’interno della Casa del Nero e del Bianco, possono essere interpretati in maniera differente e metaforica: mille può riferirsi semplicemente a ‘tanti’ e non al numero preciso, così come tanti sono, appunto, i volti dei personaggi, ancora una volta in riferimento alle varie identità di cui abbiamo parlato nelle recensioni precedenti. Identità che si creano a seconda delle situazioni. Come nel caso di Arya, alla quale viene detto che non è pronta a diventare ‘nessuno’ ma forse a prendere letteralmente l’identità di altri. O come succede a Jorah e Tyrion, che vediamo inventarsi di tutto per convincere i contrabbandieri che li prendono in ostaggio a non ucciderli e a portarli a Meeren (Tyrion senza l’appoggio del suo nobile cognome è un semplice nano che può essere sgozzato senza problemi). O ancora nel caso dei fratelli Tyrell, costretti a mentire per avere cara la pelle e poi condannati lo stesso dal Credo Militante.

Ma il personaggio di Game of Thrones che può sicuramente rispecchiare questi “mille volti” è senza dubbio lord Petyr Baelish che sembra appartenere ad ogni schieramento (o quasi) e allo stesso tempo non farne parte veramente.

CREPE NELLE STORYLINE – Guardando il suo dialogo con Cersei, la logica di alcune storyline di Game of Thrones inizia a tentennare. Sembra non avere molto senso che Baelish abbia salvato Sansa e l’abbia nascosta dai Lannister per poi rivelare a tutti con facilità la sua posizione. Lo scopo dell’uomo sembra essere quello di diventare il vero protettore del Nord, ma ciò non rende certamente più apprezzabile il momentaneo sfruttamento della giovane Stark, in balia degli eventi in corso a Grande Inverno. Ed è il motivo per cui quest’anno più che nei precedenti, i cambiamenti apportati dagli sceneggiatori hanno funzionato di meno. Non parliamo di eventi che, seppur diversi, hanno poi portato i personaggi sulla strada che appartiene loro. Questa volta è stato scelto di dare quelli che erano ruoli secondari a personaggi principali, senza contare che quelle storyline erano importanti in ogni caso. È successo con Jaime e Bronn che prendono il posto di un altro cavaliere e  corrono in soccorso di Myrcella a Dorne, dove le Serpi delle Sabbie sono state mostrate, tra l’altro, in modo poco pietoso, come se fossero soltanto ragazzine arrabbiate. Lo sviluppo di ser Jaime Lannister ha subito una brusca fermata e per il momento ci possiamo limitare a vederlo protagonista di scene semi ironiche e di una missione poco organizzata (spero, però, che Bronn resti con noi ancora a lungo. È un utile combattente e se usato bene può spezzare il ritmo serioso della serie lì dove serve).

Continuando il discorso di storyline assegnate ad altri personaggi, il caso più evidente nella quinta stagione di Game of Thrones è sicuramente quello di Sansa. Quello che accade a lei, in realtà, viene affrontato da una sua vecchia amica del nord, Jeyne Pool, tra l’altro spacciata per Arya. I Bolton vogliono il Nord e quindi combinano un falso matrimonio. In questo caso, invece, avviene tutto ufficialmente e lei è costretta anche a perdere la verginità durante la prima notte di nozze.

Mentirei se dicessi che non me lo aspettavo, ma nutrivo una piccola speranza che almeno quella scena potesse avere esiti diversi. Scena che ha suscitato forti critiche nel fandom. Quello che più infastidisce è sapere che nella storia originale Sansa non subisce questo trattamento. La ragazza è già stata vittima di ogni tipo di tragedia, quindi non era necessario torturarla ulteriormente (e ci sarebbe anche un lungo discorso da fare sullo stupro “gratuito” utilizzato dagli autori lì dove nei libri non era presente, anche nei confronti di altri personaggi).

Oramai mancano solo quattro episodi di Game of Thrones e alcuni cerchi si chiuderanno. Vedremo se quello di Sansa continuerà sulla strada di Jeyne Pool o se ci sarà qualche svolta.

Sicuramente lo stile di Game of Thrones continua ad essere lo stesso, ma le differenze con il racconto originale questa volta iniziano a pesare e a far sembrare la storia quasi spiccia. Qui non parliamo del desiderio di vedere la trama telefilmica identica a quella dei libri, ma della speranza che gli autori non perdano il filo e la coerenza di alcuni personaggi durante il processo di scrittura, cosa che invece sembra essere un difetto degli ultimi anni.

(Un saluto agli amici di Game of Thrones ITALIA!)

The Walking Dead in Game of Thrones: il crossover dei sogni

Wayward Pines e le 6 controverse citazioni. Ma il pilot spacca