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Fosca Innocenti – La Recensione della terza puntata del crime poco crime di Mediaset

Rieccoci con un nuovo appuntamento con Fosca Innocenti, la nuova fiction Mediaset che è riuscita a riportarci negli anni ’90. La seconda puntata di venerdì scorso aveva chiarito inequivocabilmente che dal nuovo poliziesco diretto da Fabrizio Costa non avremmo dovuto aspettarci un crime, piuttosto una vicenda sentimentale vicina alla soap opera della vecchia scuola. Tuttavia non sono né il carattere tradizionalista né quello melò a disturbarci; che del resto sono i tratti che ci si aspetta da una ficiton. I problemi sono molteplici e un confronto può venirci utile. Sulle reti Rai, ad esempio, ogni martedì va in onda Lea – Un nuovo giorno, un prodotto volutamente tradizionale, con una storia poco originale e una recitazione impostata che comunque assicura un intrattenimento gradevole e leggero. Ma soprattutto si tratta di una visione senza pretese che mira a emozionare con una vicenda genuina che sa guardare sia “ai vecchi tempi” che al presente. La fiction con Vanessa Incontrada e Francesco Arca, invece, va in onda venerdì in prima serata, uno spazio piuttosto importante del palinsesto televisivo. Ma non si dimostra all’altezza del compito e sembra rincorrere la pretesa di affermarsi come un prodotto di punta e innovativo. Entrambe le serie tv portano lo stesso nome di Massimo Del Frate e di Banijay Studios Italy, eppure il risultato finale non potrebbe essere più diverso.

Vanessa Incontrada

Fosca Innocenti, al contrario di Lea Castelli della cugina Rai, è un personaggio improbabile, tollerabile solamente grazie all’affetto che proviamo per Vanessa Incontrada. È senz’altro una professionista preparata e solare, ma la recitazione non sempre sembra essere il suo forte. Per non parlare dei personaggi di supporto, delle pallide figurette stereotipate che fanno cose appena accennate, altrettanto improbabili. I crimini, poi, non sono sviluppati, vengono risolti “a naso” e hanno come unico scopo quello di creare scompiglio tra Cosimo e Foschina, uniti dalla gelosia. Contro ogni aspettativa, la serie però rappresenta uno dei migliori esordi per una fiction Mediaset degli ultimi anni. Gli ascolti dimostrano un discreto seguito, ma hanno già subito un drastico calo: 3.523.000 della seconda puntata contro 3.919.000 della prima. Senza dilungarci in ulteriori considerazioni esistenzialiste, fiondiamoci a “fiutare gli indizi” che anche questa volta ci ha riservato la penultima puntata della prima stagione della soap rom-poliziesca appena trasmessa su Canale 5 oggi 25 febbraio.

Il canto del cigno (01×03)

Fosca Innocenti

Il terzo episodio di Fosca Innocenti, intitolato Il canto del cigno, ci presenta una situazione davvero improbabile. Una celebre cantante lirica, Jutta Fisher (interpretata da Sarah Biacchi) è scomparsa nei pressi di un agriturismo, il Ceppo, gestito da Oriana (Claudia Zanella) e suo marito Francesco (Massimiliano Benvenuto). Sorvoliamo sulle dinamiche generali perché di elementi narrativi insensati ce ne sono fin troppi, più insensati dei primi piani del naso di Fosca, che continua ad annusare in giro come un segugio. A quanto pare la talentuosa Jutta, dopo aver tenuto un concerto da pelle d’oca a Il Ceppo, cantando La Wally per mandare un messaggio subliminale al marito, sarebbe andata da sola nel cosiddetto “bosco del diavolo”. Evidentemente il nome del luogo non le ha fatto scattare nessun campanello d’allarme. Così la star ha lasciato il suo compagno, pianista e manager Alberto Morucci (Alberto Gimignani) e si è incamminata nel bosco dove alla fine verrà trovata morta. Un orologio, un cappello e l‘anello del conte… scusate, di Jutta si riveleranno gli indizi più importanti per lo sviluppo delle indagini che si concluderanno, ancora una volta, con il colpevole più insospettabile.

Fosca Innocenti Simon Grechi

Questa spiacevole vicenda drammatica è la scossa di cui la trama sentimentale aveva bisogno. Grazie al nuovo caso, infatti, la nostra Foschina ha l’opportunità di incontrare l’affascinante critico musicale: Marcello Ognis (Simon Grechi). Marcello conosceva bene la carriera della vittima ed essendo interpretato dal bel Grechi (Un posto al sole, Le tre rose di Eva) doveva essere assolutamente coinvolto nell’indagine. A questo punto della storia ci voleva proprio l’elemento di disturbo a sconvolgere i già precari equilibri con Cosimo (Francesco Arca), furente di gelosia dopo averli visti parlare per due nanosecondi durante un interrogatorio. La partenza “dell’amico” per New York, infatti, si avvicina, ma l’affinità di Fosca con Marcello (appena conosciuto nel corso di un’indagine di omicidio!) potrebbe far cambiare idea al gestore dell’enoteca aretina.

Intanto nel distretto…

Fosca Innocenti 01x03

Mentre la vicequestore Fosca Innocenti è impegnata ad annusare creme per il viso per capire cosa sia accaduto alla cantante lirica nel bosco del diavolo, Giulia (Desirée Noferini) è alla ricerca di un pusher che avrebbe venduto 200 grammi di hashish a una giovane coppia. Da tempo l’ispettore è alla ricerca di un temibile criminale che gestisce un importante traffico di droga e che potrebbe essere perfino coinvolto nella questione “cantante lirica scomparsa”. Giulia è arrabbiata con il mondo, ma è sensibile così da poliziotta cattiva a poliziotta buona il passo è breve.

Bice (Giorgia Trasselli, la tata di Casa Vianello) continua a fare qualunque cosa faccia una tata di una donna adulta. Il medico legale trova l’area del triangolo isoscele tra un’autopsia e l’altra e il siciliano Pino diventa sempre più lo stereotipo del fuori sede meridionale. La PM Perego fa capolino solo per dire la sua battuta e scomparire mentre Rosa, stanca del marito, “è diventata vegetariana” a causa del fruttivendolo.

Arezzo libera tutti

Giorgia Trasselli

La protagonista assoluta della fiction si conferma ancora una volta l’incantevole Arezzo: la sua campagna profumata, il centro storico, gli scorci, i monumenti e le piazze rendono Fosca Innocenti un vero e proprio spot turistico. Non a caso il crime è realizzato in collaborazione con Toscana Film Commission, Fondazione Arezzo Intour e Comune di Arezzo. Le registrazioni, avvenute la scorsa estate, hanno coinvolto i luoghi più suggestivi della città e dei dintorni. La protagonista, ricordiamo, vive nella campagna di Montecchio Vesponi mentre il commissariato è ricostruito in Piazza Grande, a due passi da via Seteria, dove si trova l’enoteca di Cosimo. Arrivati alla terza puntata, Fosca Innocenti si conferma un prodotto mediocre e deludente, lento e poco coinvolgente, pervaso da una pigrizia creativa ingiustificabile.

La trama, sebbene non sia originale, con un impegno maggiore e uno sviluppo più accurato avrebbe potuto dare vita a una fiction di gran lunga superiore. Dialetto improbabile, comicità vacillante, una colonna sonora che pare scritta dai Bee Hive di Kiss Me Licia, scene di passione a rallentatore e trama crime non pervenuta abbassano i livelli di tolleranza puntata dopo puntata. Forse un film per la televisione sarebbe stato un formato migliore per una vicenda che, in embrione, presenta degli spunti narrativi interessanti. Come ad esempio la preponderanza dei personaggi femminili all’interno di un crime o una storia d’amicizia tra un uomo e una donna eterosessuali. Invece le situazioni si limitano a riciclare quelle già viste nelle fiction degli anni ’90 o in qualche poliziesco statunitense, livellate però all’interno di una narrazione monocorde. Purtroppo la presenza forzata delle “quote rosa” e di tematiche spacciate per progressiste non rendono Fosca Innocenti un prodotto moderno, tantomeno uno idoneo alla programmazione della prima serata di un venerdì del 2022.

Giunti alla penultima puntata, ormai, non possiamo far altro che proseguire. Ci ritroviamo di nuovo qua venerdì 4 marzo per l’ultimo appuntamento di Fosca Innocenti, che ci aspetta su Canale 5 in prima serata e in streaming su Mediaset Play.

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