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La vera storia che ha ispirato For Life

Il successo di For Life, il legal drama trasmesso da Rai 4 e ora disponibile su Netflix, è arrivato con ben due anni di ritardo. La serie tv statunitense ha debuttato oltreoceano a febbraio 2020 ed è stata subito riconfermata per una seconda stagione, andata in onda sempre su ABC nell’autunno dell’anno successivo. In Italia è sbarcata con un anno di ritardo: su Rai 4 sono stati trasmessi in esclusiva i primi episodi, ma il successo sembra essere arrivato solo adesso che la prima stagione è apparsa per la prima volta su Netflix. La distribuzione sulla piattaforma di streaming ha totalmente rilanciato un prodotto che, altrimenti, avrebbe goduto solo della risposta di un pubblico di nicchia. Ora che For Life è entrata nel circuito Netflix, la storia di Aaron Wallace acquisisce un peso diverso e, soprattutto, una visibilità maggiore. Di gran lunga maggiore.

For Life

Qui trovate la nostra recensione della prima stagione. La serie si svolge tutta tra l’interno di un carcere e le aule di tribunale dove il protagonista, interpretato con grande coinvolgimento da Nicholas Pinnock, nella veste di detenuto e avvocato, cerca di difendere i propri compagni di carcere da accuse ingiuste e condanne sbagliate. Ogni episodio affronta un caso diverso, proprio come in un vero legal drama. Solo che For Life si svolge già dietro le sbarre. Wallace è stato infatti condannato all’ergastolo per traffico di droga, crimine che però lui non ha commesso. Una sentenza ingiusta, dunque, che ha portato un uomo normale, padre di famiglia e piccolo imprenditore di discoteche, a scontare una pena per un reato di cui non è responsabile.

La particolarità di For Life sta proprio in questo elemento: il protagonista non fa ricorso alle leggi per evitare il carcere, ma al contrario per provare a tirarsene fuori.

For Life

Dunque il tribunale lo accoglie sì come difensore degli imputati, ma anche come detenuto che sta scontando una pena severa. La serie si dipana infatti su un doppio binario: se da una parte ci sono i singoli casi dei compagni di cella da scagionare, dall’altro c’è la grande ingiustizia del suo arresto e della sua condanna da ribaltare per provare ad uscire di prigione e tornare alla vita normale. Wallace nei suoi anni di detenzione ha studiato legge ed è riuscito a sostenere l’esame per l’abilitazione come avvocato e la sua nuova veste di difensore gli consente di passare al setaccio una serie di buchi del sistema giudiziario dello stato del New Jersey. For Life è quindi innanzitutto una battaglia per la libertà. Una guerra combattuta nelle aule di tribunale a colpi di leggi, cavilli e ribaltamenti di sentenze. Una guerra dove però il protagonista parte da una posizione di svantaggio, non solo perché tornano ad emergere contro di lui pregiudizi razziali, ma anche perché è costretto ad arrivare in aula in manette e a studiare i casi nello spazio angusto della sua cella. Non il massimo per un avvocato.

L’assoluta originalità della trama ha catturato l’attenzione degli utenti Netflix, che ora sono già in attesa della seconda stagione di For Life (già uscita negli Stati Uniti nell’autunno 2021).

For Life

Ma ad infiammare la curiosità degli spettatori è anche la scritta che compare alla fine di ogni episodio: “Anche se For Life è ispirata alla vita di Isaac Wright Jr., la storia, i personaggi e le scene sono inventate”. Chi è dunque Isaac Wright Jr., l’uomo alla cui storia Hank Steinberg si è ispirato per realizzare la serie? Scopriamo infatti che, sebbene la maggior parte dei casi siano totalmente inventati, la vicenda del protagonista si ricollega a quella di un uomo realmente arrestato nel 1989 con l’accusa di gestire una rete di traffico di droga tra New York e il New Jersey. Isaac Wright Jr. aveva ventisette anni quando venne tratto in arresto e due anni dopo, nel 1991, la Corte lo condannò all’ergastolo per quel reato e ad altri 70 anni di carcere per reati connessi. Wright trascorse i successivi sei anni in cella studiando legge per poter prendere l’abilitazione come avvocato, cosa che gli riuscì in tempi incredibilmente brevi e tra enormi difficoltà.

Nicholas Pinnock, per interpretare Aaron Wallace, ha dovuto studiare la storia di Isaac Wright Jr., un uomo che non poteva provare dolore e non poteva abbandonarsi alla rabbia perché aveva un solo obiettivo che oscurava tutto il resto: uscire di prigione e dimostrare la propria innocenza.

Nel 1997, dopo otto anni di carcere, la condanna di Wright fu cancellata perché l’avvocato-detenuto era riuscito a dimostrare la sua innocenza portando a galla la corruzione della polizia, che aveva nascosto le prove che lo scagionavano, e l’atteggiamento ambiguo del procuratore Nicholas Bissell, che aveva fatto pressione sui testimoni e usato testimonianze false per incastrarlo. La vicenda fu estremamente drammatica anche per tutti i risvolti che ne seguirono: il procuratore Bissell, dopo essere stato arrestato in attesa di un processo, ruppe il braccialetto elettronico e violò la libertà vigilata, togliendosi poi la vita in una stanza d’albergo prima della sentenza che lo avrebbe condannato a 8 anni di reclusione.

Isaac Wright Jr. invece ha continuato a studiare e ad esercitare la professione di avvocato, sebbene all’inizio abbia faticato molto a vincere i pregiudizi di un sistema che si rifiutava di accettare un ex detenuto, per giunta di colore, privo dell’ordinario corsus honorum dei giovani legali dello Stato del New Jersey, come uno di loro. Si è reso necessario l’intervento della Corte Suprema per la sua abilitazione definitiva alla professione. Oggi Wright lavora nello studio di Newark Hunt, Hamlin e Ridley, ma non solo. La battaglia contro la corruzione del sistema giudiziario, Wright l’ha portata avanti anche su diversi fronti: nel 2021, l’avvocato ed ex detenuto si è infatti candidato alle elezioni per il sindaco di New York, mettendo al centro della propria agenda la giustizia penale e la riforma della polizia. La storia personale di quest’uomo, condannato ingiustamente e costretto a scontare otto anni di prigione pure essendo innocente, ha colpito molto anche il rapper 50 Cent, che ha sostenuto la sua candidatura e ha collaborato alla produzione della serie. Isaac Wright Jr. compare anche tra i produttori esecutivi di For Life.

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