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8 iconici personaggi del cinema scritti tremendamente ma interpretati da attori straordinari

Personaggi del cinema

5) Uno dei personaggi del cinema più discussi in assoluto: Mr. Yunioshi di Mickey Rooney

Mickey Rooney in Colazione da Tiffany
credits: Paramount Pictures

Mr. Yunioshi, interpretato da Mickey Rooney in Colazione da Tiffany, è uno dei personaggi del cinema più controversi. Il film di Blake Edwards è diventato un classico senza tempo (qui trovate 5 serie tv da recuperare se lo avete amato). Ma il personaggio del fotografo giapponese, vicino di casa di Holly Golightly, è rimasto impresso soprattutto come esempio di stereotipo razzista e di cattiva scrittura. Creato con intenti comici, Yunioshi è un concentrato di cliché. Accento esagerato, denti finti, occhiali enormi e un comportamento caricaturale che oggi appare non solo fuori luogo, ma persino offensivo. La sceneggiatura, purtroppo, non lasciava spazio ad altro: Yunioshi non era un personaggio vero, ma una macchietta rumorosa e fastidiosa, pensata per strappare risate facili. Eppure, a interpretarlo c’era Mickey Rooney, uno degli attori più amati del cinema classico hollywoodiano. Attore con alle spalle una carriera lunghissima e una naturale abilità nel destreggiarsi tra commedia e dramma. 

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Il suo talento comico, la sua energia e il suo tempismo nelle gag erano evidenti anche qui. Rooney riusciva comunque a dare ritmo alle scene, trasformando un ruolo imbarazzante in qualcosa che rimane scolpito nella memoria collettiva. Col tempo, però, il giudizio sul personaggio è cambiato radicalmente. Se negli anni Sessanta Yunioshi poteva sembrare una parentesi buffa, oggi viene giustamente considerato un esempio di “yellowface”. Ossia l’uso di un attore bianco per interpretare un personaggio asiatico con tratti esasperati e stereotipati. Rooney stesso, molti anni dopo, dichiarò di essere rimasto sorpreso e ferito dalle critiche, sostenendo di non aver mai voluto offendere nessuno. Ma resta il fatto che Yunioshi sia diventato uno dei simboli più evidenti di quanto la cattiva scrittura, unita a una visione culturale limitata, possa produrre personaggi sbagliati.


6) Rita Mora Castro di Zoe Saldaña

Rita Mora Castro interpretata da Zoe Saldaña
credits: Why Not Productions

Veniamo a un caso molto particolare in cui, grazie alla sua controversa interpretazione, l’attrice si è aggiudicata un Premio Oscar. Nel film Emilia Pérez (che potete recuperare qui), tra i più quotati dall’Academy nel 2025, Zoe Saldaña interpreta Rita Moro Castro. Rita è un’avvocatessa messicana coinvolta in un’operazione clandestina per aiutare un potente boss della droga, Manitas, a intraprendere una transizione di genere e a ricostruirsi una nuova identità come Emilia Pérez. Il film è un audace musical-noir con influenze teatrali. La trama esplora temi delicati in modo molto innovativo, identità, violenza e redenzione. Il personaggio di Rita, purtroppo, non è esente da critiche. Alcuni spettatori hanno notato una certa dissonanza tra l’accento dominicano di Saldaña e il background messicano del personaggio, sollevando dubbi sulla coerenza culturale. 

Inoltre, la sceneggiatura le offre uno spazio limitato per sviluppare una personalità complessa, relegandola spesso a un ruolo di supporto nella trama principale. Nonostante questi limiti, Saldaña riesce a infondere al personaggio una presenza magnetica. La sua interpretazione, caratterizzata da una certa eleganza e determinazione, aggiunge spessore a Rita. La trasforma in una figura più interessante di quanto la stessa scrittura suggerisca. Oltre all’Oscar, la sua performance è stata riconosciuta con il Golden Globe come miglior attrice non protagonista.Parte della critica ha ritenuto che Emilia Pérez sacrificasse la profondità narrativa a favore di uno stile visivo e musicale appariscente. La sceneggiatura è stata accusata di mancare di coerenza, con personaggi poco sviluppati e una trama che non esplora adeguatamente le emozioni e le complessità dei protagonisti. Al di là di ciò, l’interpretazione di Zoe Saldaña conferisce al suo personaggio una dignità e una forza che rendono unica l’esperienza cinematografica di Emilia Pérez.

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