Vai al contenuto
Home » Film

8 iconici personaggi del cinema scritti tremendamente ma interpretati da attori straordinari

Personaggi del cinema

Ogni giorno raccontiamo le serie TV con passione e cura. Se sei qui, probabilmente la condividi anche tu.

Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, DISCOVER è il modo per sostenerci.

Il tuo abbonamento ci aiuta a rimanere indipendenti. In cambio: consigli personalizzati, contenuti esclusivi, zero pubblicità.

Scopri Hall of Series DISCOVER

Grazie, il tuo supporto fa la differenza 💜

Ci sono film che restano nella memoria non tanto per la forza della sceneggiatura, quanto per l’incredibile bravura degli attori che li hanno interpretati. Capita infatti che alcuni personaggi del cinema, per quanto centrali nella storia, siano costruiti in maniera approssimativa. Tra dialoghi deboli, incoerenze narrative o motivazioni poco credibili. Eppure, proprio in questi casi, il talento di un attore può trasformare un ruolo potenzialmente mediocre in qualcosa di indimenticabile. È la magia del cinema: quando la scrittura vacilla, la recitazione riesce a riempire i vuoti, restituendo complessità e fascino a figure altrimenti dimenticabili. In questo articolo esploriamo otto esempi perfetti di personaggi iconici, nati da una penna incerta ma resi immortali dalla performance di chi li ha incarnati. Una celebrazione della potenza interpretativa, capace di ribaltare i limiti narrativi e di dimostrare, ancora una volta, che un grande attore può fare la differenza.

1) Catwoman di Halle Berry 

Halle Berry nei panni di Catwoman
credits: Warner Bros. Pictures

Tra gli esempi più famosi di personaggi del cinema nati male ma resi comunque indimenticabili dal loro interprete c’è sicuramente la Catwoman di Halle Berry. Il film del 2004, diretto da Pitof, avrebbe dovuto lanciare una nuova eroina nel panorama dei cinecomic. Tuttavia, la sfortunata pellicola finì presto per essere ricordato come uno dei flop più clamorosi del genere. Una trama sconclusionata, i cattivi ridicoli e una sceneggiatura che sembrava non avere la minima idea di cosa fosse davvero Catwoman. Tutti questi elementi resero il tutto più vicino a una parodia involontaria che a un film di supereroi. Eppure, in questo disastro produttivo, Halle Berry riuscì a lasciare un segno. Pur intrappolata in un copione imbarazzante, l’attrice mise in campo tutto il suo carisma, il fascino e la presenza scenica, portando avanti un personaggio che altrimenti sarebbe caduto nell’anonimato. 


Certo, la sua Catwoman non brillava per coerenza narrativa, ma Berry la rese comunque magnetica, tanto da trasformarla in una sorta di cult kitsch che ancora oggi fa sorridere e discutere. Il momento più memorabile arrivò però fuori dallo schermo. La Berry vinse il Razzie Award come peggior attrice per il ruolo e, con un’ironia disarmante, si presentò di persona a ritirarlo, Oscar in mano (quello conquistato poco prima con Monster’s Ball). Un gesto che la rese simpatica agli occhi del pubblico e che dimostrò come fosse perfettamente consapevole dei limiti del film. Alla fine, Catwoman rimane un disastro cinematografico, ma grazie alla bravura e all’autoironia di Halle Berry il personaggio è diventato un simbolo. Non di grande scrittura, certo, ma della capacità di un’attrice di reggere anche il peggiore dei ruoli con dignità e personalità.

2) Il Batman di George Clooney, uno dei personaggi del cinema più grotteschi in assoluto (qui, invece, trovate le sue migliori interpretazioni)

George Clooney nei panni di Batman
credits: Warner Bros. Pictures

Tra i capitoli meno amati della saga di Batman, quello interpretato da George Clooney è rimasto negli annali più per le critiche che per i meriti. Batman & Robin del 1997, diretto da Joel Schumacher, è spesso considerato uno dei cinecomic peggiori mai realizzati. Anche qui una trama caotica, villain sopra le righe e un tono che, invece di risultare divertente, scivolava nel grottesco. In mezzo a costumi ridicoli (il famigerato “bat-nipple” è diventato leggenda) e battute degne di una parodia, il Cavaliere Oscuro sembrava aver perso tutta la sua aura di mistero e complessità. Eppure, a interpretarlo c’era George Clooney, un attore all’apice della carriera, fresco del successo di E.R. e in procinto di diventare una star internazionale. Clooney non aveva certo il materiale giusto per lavorare: la scrittura di Bruce Wayne risultava piatta. Priva della tormentata profondità che aveva reso iconiche le versioni di Michael Keaton. 

Nonostante questo, l’attore riuscì a trasmettere al personaggio un certo fascino elegante, con quella naturale ironia che lo contraddistingue. Il problema non era Clooney, ma il film. Lui stesso, in seguito, ha più volte scherzato sul ruolo, arrivando a scusarsi pubblicamente con i fan di Batman per aver preso parte al progetto. Eppure, la sua interpretazione conserva un valore curioso. E’ la prova che anche un grande attore può ritrovarsi imprigionato in una sceneggiatura che non funziona, facendo del proprio meglio per tenere in piedi un personaggio che, in quelle condizioni, era già compromesso. Col senno di poi, il Batman di Clooney è diventato quasi un’icona pop a suo modo. Non per le sue qualità artistiche, ma per la capacità dell’attore di affrontare con autoironia un fallimento e di non lasciarsi definire da quel passo falso. 

Pagine: 1 2 3 4 5