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9 colpi di scena dei film horror che mi hanno seriamente destabilizzata

Quando pensiamo a un film horror (qui vi parlo dei più spaventosi secondo la scienza), in particolare al colpo di scena, pensiamo sempre allo splatter movie, ma non è ciò di cui parleremo in questo articolo. Quello su cui ci soffermeremo è quell’avvenimento totalmente inaspettato, improvviso o maturato con calma, che ci ha portati a rimanere segnati anche psicologicamente.

Personalmente trovo che un film in grado di destabilizzare pur non ricorrendo allo splatter sia un film che è riuscito a cogliere qualcosa nella sensibilità dello spettatore. Questo perché è fin troppo facile (soprattutto se parliamo del genere in questione) utilizzare strategie che per forza di cose spaventino anche lo spettatore più abituato alla visione dell’orrore.

In questo articolo ho intenzione di menzionare quei film che sono riusciti a scioccarmi e che mi hanno portata a domandarmi quale direzione avrebbe preso dunque la trama.

Da qui in poi seguiranno SPOILER!

Ecco la classifica dei 9 film horror con il colpo di scena che più mi ha destabilizzata

9) Finché morte non ci separi (2019)

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Il film si apre con un avvenimento romantico, forse il più romantico che chiunque possa immaginare: un matrimonio. Di fatto, però, è solo il contorno. O meglio l’inizio di una storia dell’orrore, molto lontana dalle canzoni romantiche e dalle smancerie.

È la storia di Grace, una donna “fortunata”, che sposa l’uomo dei suoi sogni nella lussuosissima magione appartenente alla ricca ed eccentrica famiglia dell’uomo. La donna, però, non eredita solo una vita di agiatezza, ma viene coinvolta in una sorta di tradizione di famiglia, che difficilmente riuscirà a dimenticare.

Al banchetto di nozze viene introdotta a quello che sembra un semplice gioco di famiglia, ma che in sostanza è una sorta di “caccia alla sposa”.

Il vero colpo di scena non avviene tanto quando la donna capisce che non si tratta semplicemente di nascondino, quanto più nel momento in cui noi spettatori, sul finale, ci rendiamo conto che la famiglia non era pazza ma che la maledizione realmente aleggiava sulle loro teste, letteralmente esplose.

8) The Orphanage (2007)

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Questo piccolo capolavoro del regista spagnolo Juan Antonio Bayona è uno di quei film horror che ci fa sia spaventare ma anche tanto riflettere (e addirittura commuovere sul finale).

Laura torna dopo anni nell’orfanotrofio in cui è cresciuta, convinta di volerne fare un nuovo centro per aiutare bambini in difficoltà, come suo figlio malato di HIV e con poco tempo restante da vivere. Ben presto la quiete apparente del luogo (che, parliamoci chiaro, mette i brividi) lascia spazio alla presenza di tanti, troppi amici immaginari del figlio Simòn.

Il colpo di scena arriva proprio quando scopriamo che la presenza dei bambini fantasma non è malvagia, bensì il risultato di atti terribili avvenuti anni prima. Dopo aver ceduto ed essersi abbandonata agli eventi soprannaturali, Laura accetta di fare una caccia al tesoro con i bambini, che la portano a una scoperta agghiacciante: dentro un forno in disuso da trent’anni scopre dei sacchi con i poveri resti umani di alcuni corpi. Interviene la polizia, che identifica i cadaveri di cinque bambini. Erano stati tutti ospiti dell’orfanotrofio, e Laura era stata loro amica.

Quando sul finale scopre di essere stata lei in realtà a rinchiudere il figlio (per sbaglio) in cantina ci si spezza il cuore. Ma ancora di più, quando sceglie di rimanere in quella casa, per sempre con loro e con Simòn.

7) The Perfection (2018)

Tra i film horror più disturbanti di sempre troviamo The Perfection

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Originale di casa Netflix, The Perfection è uno dei film più destabilizzanti usciti negli ultimi anni.

Tutto ha inizio quando la musicista Charlotte torna in una prestigiosa scuola di musica dove incontra Lizzie, una talentuosa violoncellista che ha preso tutte le attenzioni e il suo posto. Ossessionate entrambe dalla ricerca della perfezione, alimentate da un uomo che le violenta, le due donne intraprendono un percorso sinistro che le porta letteralmente alla mutilazione.

Il colpo di scena avviene quando, dopo il concerto con minaccia di violenza sessuale da parte di Anton, Lizzie e Charlotte si baciano e viene rivelato che loro due hanno cospirato insieme dopo l’agguato avvenuto a Minneapolis in cui Charlotte ha finalmente fatto rinsavire Lizzie dal lavaggio del cervello di Anton. L’uomo trova dunque Paloma drogata e pugnalata a morte e poco dopo viene attaccato dalle due donne armate di coltelli da cucina. Nonostante la loro superiorità numerica Anton riesce comunque a sopraffare Charlotte strappandole il coltello per poi, poco prima che Lizzie lo colpisca rendendolo incosciente, mutilarle il braccio sinistro.

Il secondo colpo di scena, forse quello che si fa più fatica a dimenticare, è il momento finale che ci mostra un futuro non chiaro in cui Anton, ormai con la bocca e gli occhi chiusi e senza più arti, è adagiato su una poltrona della “Cappella” dove era solito violentare le ragazze, mentre viene costretto ad ascoltare Charlotte e Lizzie che si esibiscono per lui suonando in simbiosi un singolo violoncello per compensare l’una la mutilazione dell’altra.

6) The Others (2001)

The Others, film horror con la bellissima Nicole Kidman, rimane uno dei film horror di ormai vecchia generazione migliori di sempre.

È la storia di Grace, moglie di un soldato disperso durante la Seconda Guerra Mondiale, che deve proteggere i suoi due figli, i quali sono affetti da una malattia che non permette loro di sopportare la luce del giorno.

L’evolversi delle vicende ci porta a un finale davvero scioccante e che di fatto ci fa ripensare a tutto quello che abbiamo visto fino a quel momento e a domandarci come abbiamo fatto a non intuire nulla.

Simile al finale di The Orphanage, troviamo una madre che ha ucciso i suoi bambini e poi sé stessa, e che altro non è che un fantasma proprio come loro. Spiegandoci di fatto come e perché i bambini non potevano esporsi alla luce del sole. Un finale straziante e al tempo stesso coinvolgente, per uno dei film più belli di sempre, quando l’horror non era prevalentemente splatter movie.

5) Scappa – Get Out (2017)

Questo film, come uno di cui parlerò più avanti, fa parte di quegli horror psicologici disturbanti, che solo dai titoli di testa ci fanno capire che ne uscirai confuso ma entusiasta. Entrambi sono del bravissimo regista Jordan Peele, che con Get Out ha segnato il suo esordio sul grande schermo.

Get Out ci parla di Chris, un giovane fotografo e artista afro-americano di New York che accetta di conoscere i genitori della sua fidanzata bianca Rose, durante un weekend fuori città nella loro tenuta di famiglia.

I genitori della ragazza Missy e Dean e il fratello minore Jeremy si dimostrano fin da subito strani, ma gentili e accoglienti. Chiaramente se tutto fosse andato secondo i piani, questo non sarebbe un horror ma “Ti presento i miei”.

Infatti, a poco a poco il ragazzo scopre un segreto sconvolgente, e noi come lui restiamo a bocca aperta (di nuovo).

Il colpo di scena è proprio la scoperta che non solo la famiglia di Rose è l’artefice dei rapimenti di diversi ragazzi neri, ma che la stessa Rose li ha frequentati, adescati e portati a casa come carne da macello per le idee malsane della sua famiglia. Per la precisione, quel momento è riconducibile a quando Chris trova la scatola con le foto di Rose in compagnia degli altri uomini.

4) Old (2021)

Nel mondo dei film horror ci sono poche certezze, una è M. Night Shyamalan

Il regista è di recente sbarcato al cinema con il suo nuovo film horror distopico, e proprio come i precedenti, The Village (anticipatore di questo nuovo genere), The Visit e tanti altri, ha conquistato tutti con un finale davvero scioccante. Se il colpo di scena in The Village era la rivelazione di una bugia che aveva tenuto su le fondamenta dell’intero film, in questo caso è la motivazione (più o meno) scientifica dopo 1h e 48 minuti di film.

Tutto ha inizio durante una vacanza tropicale, che coinvolge diverse famiglie in una gita su una spiaggia definita “paradisiaca”. La giornata però si trasforma in un orribile incubo quando scoprono che questa spiaggia appartata in qualche modo li sta facendo invecchiare rapidamente, riducendo la loro intera vita in un solo giorno.

Emergono presto risvolti scioccanti, come il fatto che quasi tutti i personaggi sono affetti da qualche malattia. Tumore, bipolarismo, scogliosi, epilessia e via dicendo. Addirittura, una donna vede crescere il tumore talmente velocemente che risulta necessario estrarglielo lì sulla spiaggia.

Se per tutto il film, siamo convinti che il motivo di tutto ciò sia un fatto totalmente fantastico e che quindi l’isola sia in qualche modo magica o maledetta, la rivelazione finale ci lascia letteralmente a bocca aperta. Secondo la teoria di una delle vittime della spiaggia, infatti, le altissime scogliere che circondano la spiaggia nei millenni avrebbero fatto da schermo al campo magnetico terrestre, creando una concertazione tale di magnetismo da variare lo scorrere del tempo. Così, dietro le quinte, alcuni scienziati sfruttano questo gap per testare medicinali su persone malate e riescono ad avere in questo modo risultati in pochissimo tempo.

3) The Sixth Sense (1999)

Materia di studio di diversi corsi di cinema per la sua struttura, questo film horror rimane un colosso insuperabile.

Non per ripetermi, ma il suo regista altro non è che il già citato (e elogiato) M. Night Shyamalan, e con queste carte in gioco non poteva che presentarsi un altro finale scioccante. Non per niente, per diversi anni, è stato di fatto l’horror più redditizio di sempre.

Malcolm è uno psicologo infantile molto stimato, la sua vita sembra andare per il verso giusto fino a quando una sera un suo paziente ormai cresciuto gli spara. Passa un tempo che pare indefinito, e l’uomo ormai è molto cambiato, ma nel tentativo di sentirsi meno in colpa del fallimento con il suo paziente (che dopo avergli sparato si uccide) decide di prendersi cura del caso del piccolo Cole, un ragazzino di nove anni, ossessionato da spaventose apparizioni di spiriti.

Se dapprima non gli crede, lo psicologo finirà per capire che il bambino non mente e si lascerà trasportare dai suoi consigli, fino all’agghiacciante e sconvolgente finale.

Malcolm ricorda di essere stato colpito dal paziente e scopre di essere morto la notte stessa in cui il giovane gli ha sparato. Lo psicologo allora, parla un’ultima volta con sua moglie e le dice di non essere mai stata seconda a niente e nessuno e che la ama. Infine, grazie agli sforzi di Cole, gli affari incompiuti di Malcolm sulla terra sono finalmente stati completati e lo spirito dello psicologo può andare via e seguire la luce.

2) Noi (2019)

Noi è un film horror del già citato Jordan Peele, ma che riporta una trama ancora più complicata e ricca di colpi di scena e significati profondi.

Una famiglia si reca nella casa sulla spiaggia della moglie Adelaide, la vacanza sembra andare molto bene, fino a quando un’altra famiglia, identica in tutto e per tutto a loro, li sequestra in casa tentando di ucciderli. In breve tempo ci si rende conto che l’intero paese e costellato da “cloni” malefici, decisi a prendere il loro posto.

È proprio la spiegazione e la scoperta della ragione di tanto trambusto ad essere il vero colpo di scena, infatti, alla fine si scopre che gli “Incatenati” sono dei cloni della popolazione americana, creati nel tentativo di controllare i cittadini tramite loro, esperimento fallito perché non è stato possibile ricrearne l’anima (che è unica), e che per questo sono stati abbandonati nel sottosuolo per generazioni, dove imitavano come zombi le azioni dei loro originali.

È proprio questo che scatena i cloni e li spinge a salire in superficie, intenti in un atto che non molti di voi conosceranno. L’azione pubblica degli Incatenati fa riferimento a un evento chiamato Hands Across America, che si svolse nel 1986 e alla cui pubblicità Adelaide aveva assistito in tv da bambina (mentre ritagliava con le forbici delle figure di carta unite, simbolo dell’evento) in quella che è la prima scena del film, dopo la scritta sui tunnel sotterranei che attraversano gli Stati Uniti.

La scena a cui Adelaide assiste da piccola in tv, con le persone che si tengono per mano e formano una catena umana, è il suo ultimo ricordo del mondo di sopra (le bambine si scambiano quando sono piccole all’interno della casa degli specchi) ed è ovvio che quando progetta un’azione dimostrativa per la gente di sopra, si rifaccia a quello che le è rimasto impresso allora.

1) Hereditary – Le radici del male (2018)

Per gli amanti del genere horror disturbante, Ari Aster è un vero e proprio fuoriclasse, regista anche della recente Midsommar – Il Villaggio dei dannati.

Hereditary, al contrario degli altri horror già citati che solitamente presentavano un colpo di scena sul finale, ci sconvolge subito e talmente tanto che non riusciamo a pensare ad altro che a quale assurda e spaventosa conclusione possa avere un film del genere.

Dopo la morte di Ellen, la matriarca di famiglia, Annie inizia ad avere strane visioni e si rivolge ad un gruppo d’ascolto, confessando che la sua famiglia soffre da generazioni di malattie mentali che hanno pregiudicato la loro vita da generazioni. Mentre la donna lotta contro le inquietanti apparizioni, Steve viene informato che la tomba di sua suocera è stata profanata e il corpo trafugato.

Nel frattempo, Annie permette a Peter di recarsi ad una festa a patto che porti con sé la figlia minore Charlie. Nel bel mezzo della serata, Charlie ha un forte attacco di allergia e il fratello la trasporta con urgenza con la sua macchina.

Il colpo di scena avviene proprio subito, quando quella che abbiamo considerato un personaggio principale, sporgendosi dal finestrino per prendere aria, viene decapitata da un palo. Il ragazzo torna a casa e con ancora il cadavere decapitato della bambina in auto sul sedile si mette a dormire, fino a quando il giorno dopo, le struggenti urla della madre si imprimono nella nostra testa.

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