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7 film di enorme successo che sono stati fatti con quattro soldi

Il successo al cinema non è sempre determinato dal costo. Certo, il denaro aiuta molto nell’aggiungere valore alla produzione, negli effetti speciali e nelle illimitate possibilità di ripresa e casting. Ma questo non si traduce automaticamente in un successo al botteghino. Ci sono, infatti, alcuni film famosi che hanno trovato un perfetto equilibrio tra budget ridotto e contenuti interessanti grazie all’ottima regia, recitazione e a una trama accattivante. È vero che richiedono ai registi una conoscenza approfondita del processo di realizzazione dei film, dovendo spesso ricoprire più ruoli, ma dimostrano che la cosa più importante nel cinema è la passione e la determinazione. I registi in erba, poi, possono trarre ispirazione dal fatto che alcuni lungometraggi a basso budget possono competere con i progetti multimilionari delle grandi case cinematografiche in termini di qualità.

I film famosi realizzati con quattro soldi sono molti di più di quanti non pensiamo. In questo pezzo ci sono solo 7 esempi, andiamo a vederli insieme.

1) The Blair Witch Project

Film famosi

The Blair Witch Project è la dimostrazione che si può fare un cult con pochi soldi: infatti, a disposizione dei due registi al tempo esordienti vi erano circa 60.000 dollari, lievitati fino a 200.000-750.000 (a seconda delle fonti) in fase di post-produzione. Ne hanno guadagnati circa 250 milioni, con 140 solo a livello nazionale, grazie a un’opera innovativa che ha introdotto un nuovo tipo di horror e impostato l’estetica per molti a seguire. Basti pensare al primo Saw oppure a Paranomal Activity: ad esempio quest’ultimo, partendo da soli 15.000 dollari, è riuscito a incassarne più di 193 milioni.

Tornando a The Blair Witch Project, la storia è molto semplice: cinque studenti si avventurano nella foresta di Black Hill per dare la caccia a una leggenda metropolitana, la strega di Blair. Strani fenomeni avvengono durante la notte e al loro risveglio l’attrezzatura tecnologica è completamente distrutta. Sfruttando il found footage, il lungometraggio fonde horror e mockumentary, concertando la componente terrificante sulla suspense piuttosto che sul sangue. Con un’intelligente campagna di marketing virale, la prima su Internet, ha fatto sì che alcuni spettatori si chiedessero se il tutto fosse, in effetti, fittizio.

In poche parole è l’emblema del “less is more”, diventando uno dei film famosi più importanti di sempre.

2) Le Iene

Se nella storia del cinema esiste un esordio perfetto, quello di Quentin Tarantino rientra ampiamente nella categoria. Le Iene, narrando le vicende di un gruppo di rapinatori prima e dopo che un lavoro è andato storto, introduce i temi principali della sua regia: l’ambigua moralità dei personaggi, i dialoghi brillanti connotati di black humor e oscenità, la violenza, la non sequenzialità cronologica degli avvenimenti raccontati.

Tarantino aveva a disposizione soli 30.000 dollari per Le Iene. Il produttore e nella prima stesura interprete di Eddie il Bello, Lawrence Bender, frequentava al tempo un corso di recitazione. La moglie del suo insegnante, venuta a sapere del film, lo mostrò ad Harvey Keitel che, da subito entusiasta, si offrì come co-produttore e portò il budget a $1.2 milioni. Sebbene fossero aumentati, i soldi a disposizione erano sempre pochi. Così gli attori spesso dovettero indossare i propri abiti e gran parte del denaro è stato speso per i vestiti dei sei rapinatori, come i jeans di Mr Pink e gli stivali di Mr Blonde.

Anche se inizialmente non ha avuto un enorme successo al botteghino, con l’aumento della popolarità di Tarantino (grazie soprattutto all’acclamato Pulp Fiction, altro film low budget che con soli $8 milioni ne guadagnò circa 214), Le Iene è entrato ufficialmente nella leggenda.

3) Eraserhead

Film famosi

Altro esordio, altro cult, altro capolavoro. Eraserhead, horror sperimentale del 1977, è il film più autobiografico di David Lynch: le vicende ricalcano in maniera oscura e sinistra il soggiorno del regista a Philadelphia e il suo essere per la prima volta padre (le cui paure potrebbero essere incarnate nel neonato mostruoso), oltre ad affrontare con grande profondità i temi della pittura a lui tanto cari. 

Come per Le Iene, anche Eraserhead ha stabilito lo stile di Lynch, continuato poi in tutti i suoi lavori futuri compresa Twin Peaks. Per questo film onirico e inquietante il regista non aveva molti soldi a disposizione. A seconda delle fonti, il suo budget variava tra i 10.000 e i 100.000 dollari: ad esempio IMDb stima la prima mentre il sito The Numbers la seconda. Nonostante una prima al Filmex Film Festival di Los Angeles con poca affluenza – sole 25 persone partecipanti – Eraserhead è diventa un successo commerciale incassando più di 7 milioni di dollari e rimanendo nelle sale della Città degli Angeli per 3 anni di fila, dal 1978 al 1981.

Un ulteriore riconoscimento Lynch l’ha ricevuto da Stanley Kubrick: si dice che il cineasta lo proiettasse ininterrottamente durante Shining, per mantenere l’inquietudine costante anche nei momenti vuoti.  

4) The Rocky Horror Picture Show

Tra i film famosi a basso budget c’è un musical intramontabile e l’opera che con tutta probabilità ha fatto nascere il termine cult.

The Rocky Horror Picture Show è una spinta provocatoria a sciogliere le catene delle proprie frustrazioni sessuali, in barba al perbenismo borghese, e a lasciarsi andare ai propri desideri per essere finalmente sé stessi. Lo farà la giovane coppia protagonista che cade nelle grinfie di quel folle scienziato, magistralmente interpretato da Tim Curry, che canta: “Don’t dream, be it” (“Non sognatelo, siatelo”). Tutti si trovano a fare i conti con chi sono veramente e nessuno in questa lotta vince o perde, ma ognuno capirà di essere semplicemente imperfetto per mirare in alto come vorrebbe, che sia umano o alieno.

Sia tributo che parodia di molti film di fantascienza e horror dagli anni ’30 ai ’70, il denaro a disposizione per questo lungometraggio del 1975 era di soli 1.2 milioni di dollari. Un po’ come successe per molte altre opere rivoluzionarie, inizialmente il suo rendimento al botteghino fu scarso. Col tempo però ha però guadagnato un seguito enorme, segnando quella generazione e tutte le successive, dando il via a moltissimi remake e influenze culturali e il cui look ha ispirato una vera e propria moda.

5) Get Out

Film famosi

Secondo horror presente in lista tra i film famosi realizzati con quattro soldi.

Get Out segue la storia di Chris Washington, un giovane uomo di colore che scopre segreti scioccanti quando incontra la famiglia della sua ragazza bianca, Rose Armitage. Uscito nel 2017, è l’opera di esordio alla regia di Jordan Peele, nome già noto nel cinema per aver lavorato in alcune commedie, e vede come attore protagonista quel Daniel Kaluuya protagonista di Quindici Milioni di Celebrità in Black Mirror. Poiché il film tratta di razzismo, Peele ha affermato che la storia è molto personale, anche se ha notato che “si allontana rapidamente da qualsiasi cosa autobiografica”.

Get Out ha ricevuto ampi consensi dalla critica per la sua scrittura, direzione e critiche sociali. Sono arrivate diverse nomination all’Oscar, anche se è stato rilasciato quasi un anno prima dell’annuncio, e la vittoria di Peele per la miglior sceneggiatura originale. E non solo. Partendo da un budget di soli 4,5 milioni di dollari, è riuscito a guadagnarne 50 volte di più, attestandosi sui 255 milioni in tutto il mondo, con un utile netto di circa 125 milioni: ciò l’ha reso il film più redditizio del 2017.

6) Rocky

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Rocky è un dramma sportivo che tocca il cuore del pubblico come pochi, raccontando il viaggio di un pugile della classe operaia al successo. Sylvester Stallone scrisse la sceneggiatura in soli tre giorni, ispirato dall’incontro di boxe tra Muhammad Ali e il lottatore semisconosciuto Chuck Wepner che, però, riuscì più volte a mettere in difficoltà il campione del mondo e a resistere fino al K.O. della quindicesima e ultima ripresa.

Veloce fu la scrittura quanto la realizzazione: in 28 giorni venne ultimato il film. Il budget di partenza era di poco più di un milione di dollari ma gli incassi furono notevolissimi, arrivando a guadagnare $225 milioni e risultando il film con il maggior incasso del 1976 e il secondo più alto del 1977 dopo Star Wars (anche quest’ultimo partito con poco denaro, circa $11 milioni, ne guadagnò 775 milioni). L’opera ha ricevuto 10 nomination agli Oscar, vincendone tre: film, regia e montaggio. Stallone divenne non solo uno dei volti più amati di Hollywood, ma il terzo uomo nella storia a essere nominato sia come sceneggiatore che come attore per lo stesso film dopo Charlie Chaplin e Orson Wells.

Rocky ha poi creato un intero franchising, con 5 sequel e due spin-off, il cui totale dei guadagni ammonta alla spaventosa cifra di 1,7 miliardi di dollari.

7) Halloween (1978)

Chiudiamo questo pezzo dei film famosi realizzati con pochi soldi con un altro horror, colui che è diventato il capofila di una lunga serie di opere del sottogenere slasher.

Ispirato a Psycho di Alfred Hitchcock e firmato da John Carpenter, è incentrato su Michael Myers che, dopo l’evasione, ritorna nella sua città natale alla ricerca della sua prossima vittima durante l’Halloween del 1978. Per realizzarlo il budget a disposizione era di circa 300.000 dollari. Così la maschera del killer era quella del Capitano Kirk da $2 dipinta di bianco, l’intero guardaroba di Jamie Lee Curtis venne acquistato per $100 e molte scene sono state girate in un’unica ripresa per risparmiare. Gran parte degli interpreti ricevettero piccoli compensi per il loro lavoro: il più pagato fu Donald Pleasence con 20.000 dollari, la Curtis ne ricevette 8.000 e Nick Castle (ovvero Michael Myers) solamente $25 al giorno.

L’incasso, però, ripagò gli sforzi perché Halloween guadagnò circa 70-80 milioni di dollari, 225.5 milioni in tutto il mondo, lanciando la Curtis come reginetta dell’urlo e attrice acclamata degli horror (e anche in tv principalmente con Scream Queens). Ha dato poi il via a un franchising che ancora oggi rilascia film, fumetti, romanzi, videogiochi e merchandising in generale.

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