3) Mr. Harrigan’s Phone

Torniamo nel mondo del thriller psicologico con Mr. Harrigan’s Phone, altro prodotto tratto dalla penna di Stephen King completamente passato inosservato. Il problema? Spesso i prodotti tratti dalla sua penna non hanno retto bene il paragone, finendo per deludere il pubblico.
Ma come dimostrano It: Welcome to Derry, 22.11.63 e Shining, le trasposizioni di King sono ancora qualcosa di cui possiamo ancora fidarci. E lo dimostra anche Mr. Harrigan’s Phone, la pellicola Netflix che racconta lo strano legame tra un anziano, oramai defunto, e un diciassettenne. Il tutto, attraverso un telefono.
Dopo la morte di Mr. Harrigan – anziano signore a cui Craig leggeva i libri e con cui condivideva uno splendido rapporto – il ragazzo gli scrive messaggi lamentandosi di persone che lo stanno facendo soffrire. Lo fa per trovare conforto, per cercare di mantenere una vita un filo diretto anche oltre la morte. Ma quando Mr. Harrigan comincerà a rispondere ai messaggi, quella che sembrava una corrispondenza miracolosa diventerà presto un incubo. Mr. Harrigan sembra infatti nascondere un lato oscuro, e dall’altra parte del telefono l’orrore avrà inizio quando tutte le persone che feriscono Craig cominceranno a morire. Ma c’è davvero Harrigan dietro a tutto questo?
4) His House

Distribuito nel 2020 e con diversi premi e candidature alla mano, His House è un altro film da vedere su Netflix da sempre rimasto nascosto all’interno del catalogo. Anche in questo caso torniamo nel mondo dell’horror con la storia di due migranti che, finalmente dopo un lungo viaggio, riescono a ottenere una casa. La nuova dimora non si presenta nel migliore dei modi. Rovinata, senza beni primari e quasi a pezzi, per loro rappresenta tutto, ma le cose cominceranno presto a farsi difficili quando una presenza comincerà a manifestarsi mettendo di nuovo in difficoltà la loro tranquillità. Grandi nomi anche in questo cast che vede tra i suoi protagonisti il talentuoso Matt Smith, Wunmi Mosaku e Sope Dirisu.




