ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sui seguenti film citati: appena leggerete il titolo, saprete che seguiranno spoiler sul film in questione
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Si scrive Pixar. Si legge storia dell’animazione cinematografica. Lo studio, nato come una branca della Lucasfilm e acquisito dalla Disney nel 2006, ha sfornato negli anni dei veri e propri capolavori d’animazione (che trovate su Disney+). A partire dal suo primo lungometraggio, Toy Story, uscito nel 1995 e divenuto subito uno dei film animati più amati di sempre. Il lavoro della Pixar è poi andato avanti con estremo successo, passando per il connubio con la Disney e diventando sinonimo di qualità e di risultati eccezionali.
Oggi la filmografia della Pixar conta quasi 30 lungometraggi. Dal sopracitato Toy Story, che intanto è andato avanti per altri quattro capitoli e tornerà anche con un quinto, a Elio, ultima fatica dello studio, uscito di recente al cinema e di cui qui trovate la nostra recensione. Una filmografia ricca di gemme. Di film incredibili, entrati a pieno titoli nell’immaginario collettivo e nel cuore degli spettatori. Tra i segreti del successo della Pixar c’è, oltre alla sua eccezionale qualità artistica, la capacità di far emozionare. Un’infinità dolcezza che si accompagna a un apparato concettuale sempre molto sviluppato, che ha fatto sì che molti film fossero in grado di veicolare concetti estremamente profondi con un linguaggio diretto ed efficace.
I film della Pixar sono da vedere per tanti motivi. Molte volte perché sanno farci emozionare, fino a farci piangere tutte le nostre lacrime. Oggi parliamo, dunque, di sei lavori dello studio di proprietà della Disney che sono stati particolarmente efficaci nello stimolare la parte più emotiva dello spettatore. Sei capolavori, da ammirare e riammirare, che hanno segnato profondamente la storia del cinema d’animazione e hanno riempito i nostri cuori, svuotando al contempo i nostri occhi di tutte le lacrime possibili.
1. Up: il lutto e la riscoperta della vita

Negli anni la Pixar ha dimostrato di saper trattare temi anche molto complessi, riuscendo comunque a veicolarli a un pubblico ampio e soprattutto giovane, in virtù proprio della forma di rappresentazione scelta. Cioè l’animazione. Up è sicuramente uno dei film più densi mai realizzati dallo studio. Uscito nel 2009, rimane oggi uno dei punti più alti in assoluto della produzione Pixar, sicuramente tra i film da vedere per comprendere al meglio le enormi capacità artistiche e narrative dello studio.
Parlavamo di tematiche complesse, e infatti Up prova a ragionare su un tema davvero impegnativo: quello del lutto. Uno dei protagonisti della storia, Carl Fredricksen, è un anziano vedovo che, dopo aver condiviso una vita intera con la sua Ellie, si è ritrovato all’improvviso solo. Una condizione capace di far provare tantissime sensazioni, tra cui un senso di distacco dalla vita. È inevitabile, perché dopo anni e anni condivisi con un’altra persona, la solitudine può essere una forza travolgente, a cui è impossibile resistere. Col suo solito sguardo sognante e speranzoso, la Pixar prova a mostrarci che ci può essere vita oltre il lutto. Che l’avventura può continuare, usando proprio le parole di Ellie, basta saper ritrovare i giusti compagni.
Sono diversi i passaggi particolarmente emozionanti di Up. Spiccano sicuramente quelli dedicati alla vita di Carl ed Ellie, come lo sfoglio dell’album di ricordi della coppia. Oppure quelli in cui si esprime la massima vicinanza tra Carl e Russell, il bambino che si ritrova nella casa volante dell’anziano e diventa proprio quella ragione per cui vivere una nuova avventura. Up è un film meraviglioso, capace di spiegare il lutto ma anche di mostrare come questo sia una parte della vita. Non la sua conclusione. Un’opera magistrale, dall’impatto emotivo davvero fortissimo.
2. Coco, il film Pixar da vedere per entrare nel folklore messicano

Negli anni la Disney ci ha abituati a scoprire luoghi e culture lontani. Nel tempo e nello spazio. La Pixar anche ha assorbito quest’attitudine in diversi suoi film, tra cui Coco. Una delle migliori pellicole della storia recente dello studio d’animazione. Veniamo catapultati nel folklore messicano. Nel cuore di una delle festività più affascinanti e misteriose del mondo. El Día de Los Muertos. Il giorno dei morti. Una celebrazione che in Messico ha una valenza culturale e simbolica davvero molto forte.
Si parla ancora di vita e di morte. Un po’ come in Up. Ma qui la dimensione è molto diversa. Se prima avevamo un lutto personale, qui abbiamo una dimensione collettiva del rapporto che lega chi è ancora in vita con chi ormai non c’è più. E l’elemento che caratterizza questo rapporto è chiaramente la memoria. Al centro dell’apparato concettuale in Coco. La memoria assume un ruolo centrale nel conservare quei rapporti che in vita hanno legato gli affetti, tramandandoli poi anche dopo la morte. Il lutto assume una dimensione corale. Coniugata con l’amore e con la musica, gli altri grandi poli concettuali di Coco.
E sono proprio i passaggi che sottolineano questo ruolo cruciale della memoria a provocare maggiore commozione durante la visione del film Pixar. Quelli che la coniugano alla musica e all’amore. Su tutti lo splendido passaggio in cui Miguel, il giovane protagonista del film, canta Remember Me, alla sua bisnonna Coco. Un momento in cui si rivela la potenza della memoria che, stimolata dalla musica, riesce a salvare i legami familiari e quell’immenso amore che li ha plasmati in vita.
I passaggi che sanciscono questo ruolo salvifico della memoria sono sicuramente quelli di maggiore impatto nel film. E Coco è eccezionale nel veicolare l’idea che i ricordi possano sopravvivere alla morte stessa. È un concetto estremamente profondo, presentato con una dolcezza unica. In pienissimo stile Pixar.
Come in Coco, anche nel film Pixar Soul la musica e la morte ricoprono un ruolo di primo piano: scoprite la nostra recensione




