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10 tra i film biopic più emozionati degli ultimi 50 anni di cinema

7) Quei bravi ragazzi

Quei bravi ragazzi, un film da vedere
Credits: Warner Bros

Altro film da vedere, diretto da Martin Scorsese. Goodfellas, del 1990, è il gangster movie per eccellenza, capace di trascinare lo spettatore nel mondo della malavita facendogli provare l’adrenalina del potere e la paura della caduta. Quei bravi ragazzi è un’opera che ridefinisce il genere e lo porta a un livello di realismo, ritmo e intensità mai visti prima. Basato sul libro Wiseguy di Nicholas Pileggi, il film racconta l’ascesa e la caduta di Henry Hill, un piccolo criminale italo-irlandese che entra nel giro della mafia newyorkese e ne vede da vicino sia il fascino che la brutalità.

La regia di Scorsese è pura energia. Il film ha un ritmo vorticoso, con un montaggio serratissimo curato dalla leggendaria Thelma Schoonmaker. Piani sequenza iconici e una colonna sonora perfettamente integrata nella narrazione. Indimenticabile, ad esempio, il celebre piano sequenza del Copacabana, in cui la macchina da presa segue Henry e la sua ragazza Karen mentre entrano nel club da un ingresso secondario, attraversano la cucina e si accomodano a un tavolo in prima fila. Una scena che in pochi minuti sintetizza il fascino e il privilegio di vivere da gangster.


Ma un film è fatto per lo più di attori e qui parliamo di grandissimi che danno vita a personaggi memorabili. Ray Liotta, nei panni di Henry Hill, è magnetico: ci mostra il fascino della vita criminale ma anche il suo lato più paranoico e autodistruttivo. Robert De Niro, nel ruolo del carismatico e spietato Jimmy Conway, è come sempre straordinario, con uno sguardo che comunica più di mille parole. Ma il vero mattatore è Joe Pesci, che con il suo Tommy DeVito firma una delle performance più iconiche della storia del cinema: imprevedibile, violento, ma anche irresistibilmente carismatico. La scena in cui finge di offendersi per uno scherzo di Henry, è diventata leggendaria perché in parte improvvisata, con il vero terrore di Ray Liotta perfettamente catturato dalla cinepresa. Pesci vinse l’Oscar come Miglior attore non protagonista, e nessuno ebbe da ridire.

Nonostante fosse un film crudo e violento, Quei bravi ragazzi ottenne 6 nomination agli Oscar. Con il tempo è diventato un vero e proprio cult, spesso considerato il miglior film di mafia di sempre, perfino superiore a Il padrino per il suo realismo e la sua energia.

8) Oppenheimer

Il fisico Oppenheimer intento a riflettere sul suo progetto più ambizioso
Credits: Universal Pictures

Probabilmente, di questo decalogo è il biopic più controverso. Oppenheimer (2023) è un film monumentale. Diretto da Christopher Nolan, racconta la vita di J. Robert Oppenheimer, il fisico teorico che ha guidato il Progetto Manhattan, portando alla creazione della bomba atomica. Ma il film non si ferma alla scienza o alla guerra: esplora anche il peso morale della sua scoperta e la sua successiva caduta in disgrazia, in un racconto che mescola genialità, ambizione e tragedia.

Dal punto di vista visivo, Oppenheimer è un film straordinario. La fotografia di Hoyte van Hoytema utilizza colori intensi e contrasti netti per esaltare l’atmosfera tesa e carica di aspettativa. Le sequenze dell’esplosione del test Trinity sono da antologia: girate senza effetti digitali, trasmettono una potenza quasi ipnotica, alternando momenti di silenzio assoluto a un boato assordante che scuote lo spettatore.

Il cuore del film è Cillian Murphy, che offre un’interpretazione monumentale. Il suo Oppenheimer è un uomo brillante e tormentato, capace di visioni geniali ma anche fragile di fronte alle conseguenze delle sue scoperte. Murphy riesce a trasmettere con lo sguardo e la postura tutto il peso psicologico del suo personaggio, trasformandolo in una figura tanto affascinante quanto tragica. Il resto del cast è altrettanto eccezionale: Robert Downey Jr., nei panni di Strauss, offre una delle sue migliori performance in assoluto, mentre Emily Blunt (Kitty Oppenheimer) e Florence Pugh (Jean Tatlock) aggiungono ulteriore complessità alla dimensione personale del protagonista.

Il film è stato un successo clamoroso, sia di pubblico che di critica. Ha ricevuto 13 nomination agli Oscar, vincendone 7, tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista e Miglior attore non protagonista (assegnato a Robert Downey Jr). È diventato il biopic di maggior incasso della storia, superando il miliardo di dollari al botteghino, un risultato incredibile per una pellicoloa che non è un blockbuster d’azione, ma un dramma storico e psicologico. Un film da vedere, senz’ombra di dubbio.

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