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10 tra i film biopic più emozionati degli ultimi 50 anni di cinema

3) La ragazza di Nashville

Una pensierosa Loretta Lynn in un film da vedere
Credits: Universal Pictures

Diretto da Michael Apted, La ragazza di Nashville (Coal Miner’s Daughter, 1980) racconta la straordinaria storia di Loretta Lynn, una delle più grandi star della musica country americana, partendo dalla sua infanzia povera nelle montagne del Kentucky fino al successo mondiale.
Una delle cose più affascinanti del film è proprio il suo realismo: non c’è niente di patinato o eccessivamente romanzato, tutto viene raccontato con una sincerità che colpisce. Vediamo Loretta passare dall’essere una ragazzina ingenua e innamorata, sposata a soli 15 anni con il carismatico ma problematico Doolittle “Doo” Lynn (un meraviglioso Tommy Lee Jones), fino a diventare una donna forte e indipendente, capace di trasformare le sue esperienze di vita in canzoni che parlano direttamente al cuore della gente,

Essendo un film incentrato sulla vita di una cantante a farla da padrona è la colonna sonora. Le canzoni di Loretta Lynn non sono solo un accompagnamento, ma il cuore pulsante del film. E il dettaglio che rende tutto ancora più speciale è il fatto che Sissy Spacek canta davvero tutti i brani, con un’interpretazione incredibilmente autentica. L’attrice, scelta personalmente da Loretta Lynn, interpreta la regina del country in maniera impressionante. La sua trasformazione è totale: non solo nell’aspetto e nella voce ma nella gestualità. La maniera con la quale incarna il passaggio dall’innocenza iniziale alla determinazione è qualcosa di straordinario ed emozionante. La sua performance le valse l’Oscar come Miglior attrice protagonista rendendo questo un film da vedere assolutamente

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4) Lincoln

Lincoln, pochi attimi prima di morire in un film da vedere
Credits: DreamWorks Pictures

Lincoln (2012) è un film di quelli che fanno vivere con una potenza straordinaria. Diretto da Steven Spielberg, è un ritratto intenso e profondamente umano di Abraham Lincoln, concentrato sugli ultimi mesi della sua vita, in un periodo cruciale per la storia degli Stati Uniti: l’abolizione della schiavitù e la fine della Guerra Civile.
La scelta di raccontare un preciso momento della vita del presidente americano risulta vincente perché capace di rendere il film una sorta di thriller politico, pieno di tensione, strategie e compromessi.

La regia di Spielberg è misurata, senza eccessi emotivi o momenti epici costruiti a tavolino. Ogni scena è girata con un’incredibile attenzione ai dettagli, dalle inquadrature agli ambienti, dalla fotografia cupa e terrosa di Janusz Kamiński, che dà al film un’atmosfera quasi pittorica, fino ai costumi e alle scenografie, che ricostruiscono perfettamente l’America del 1865. La colonna sonora di John Williams, invece, più contenuta rispetto ad altre sue celebri composizioni, riesce comunque a sottolineare i momenti più intensi con la giusta eleganza.

In questo film Daniel Day-Lewis offre una delle interpretazioni più straordinarie mai viste sullo schermo. Il suo Lincoln è magnetico, ma lontano dall’immagine stereotipata dell’eroe infallibile: è un uomo stanco, segnato dal peso della guerra e dalle responsabilità. Allo stesso tempo intelligente, ironico e capace di usare le parole come un’arma potentissima. L’attore si trasforma completamente nel personaggio e il risultato è un ritratto incredibilmente autentico. Non a caso, la sua performance gli ha fatto vincere il suo terzo Oscar come Miglior attore protagonista.

Lincoln è in film da vedere, al di là della regia e della prova attoriale di Daniel Day-Lewis. Perché parla di politica, di leadership e di quanto sia difficile il processo democratico per il progresso dell’umanità.

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