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6 film che avrebbero potuto anche non vincere l’Oscar (e sarebbe stato giusto così)

The Millionaire

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Ci sono film da Oscar che abbiamo dimenticato velocemente nonostante abbiano ottenuto premi prestigiosi. Ce ne sono altri che, invece, pur avendo vinto di meno o per nulla si sono impressi nella nostra memoria, tanto da ricordarli anche a distanza di tempo. Un’interpretazione attoriale particolarmente riuscita, una sequenza iconica, una colonna sonora da ascoltare e riascoltare: le motivazioni che stanno alla base del nostro legame con alcune pellicole sono molteplici e spesso istintive. Ed è l’arte, in fondo, a essere così. Pura e inconscia soggettività. Un’opera ci piace o non ci piace. Punto.

Se ragioniamo in questo senso qualsiasi riconoscimento diventa quindi superfluo, perché dare una valutazione significa annullare quella stessa soggettività. È anche vero però che quando una giuria stabilisce un merito, in teoria dovrebbe agire secondo criteri oggettivi e pertanto condivisi su di un livello più universale. Tuttavia non è sempre così.


Ecco quindi quali sono secondo noi i 6 film che avrebbero potuto anche non vincere l’Oscar (e sarebbe stato giusto così).

1) Anora

Anora
Credits: Imdb

La storia del matrimonio tra una giovane spogliarellista e il figlio di un magnate russo è riuscita a portarsi a casa più premi di qualunque altro film da Oscar uscito nel 2024. Per renderci conto dell’anomalia di questa situazione dobbiamo sbloccarvi un ricordo, ovvero che durante la cerimonia degli Oscar 2025 questa pellicola ha gareggiato accanto a quel colosso di The Brutalist (e a quel fuoriclasse di Adrien Brody, del quale potete leggere le migliori interpretazioni). Inoltre, se proprio dobbiamo mettere i puntini sulle I, anche gli altri candidati non erano da meno se consideriamo opere quali Dune – Parte due, A Complete Unknown, The Substance, Conclave, Emilia Peréz, Io sono ancora qui, Wicked e – per finire – I ragazzi della Nickel.

Tuttavia, nonostante questi virtuosissimi avversari, Anora ha vinto l’Oscar come miglior film insieme a quello come miglior regista, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura e miglior montaggio per un totale di cinque statuette. Ma non è tutto. Durante la 77° edizione del Festival di Cannes si è aggiudicato anche la Palma d’Oro (con una standing ovation di dieci minuti). Il regista Sean Baker in effetti ha mantenuto uno stile autoriale e personale, degno sicuramente di essere ricompensato. Un discorso diverso invece andrebbe fatto sulla vittoria a film dell’anno, data la ben superiore completezza artistica di alcune delle pellicole in gara.

2) The Millionaire

The Millionaire
Credits: Celador Films, Film4 Productions

Con otto statuette vinte su dieci questo film del 2008 merita certamente un elogio per gli argomenti trattati, ma forse averlo coperto di premi risulta un tantino eccessivo. Nell’edizione degli Oscar 2009 nella categoria miglior film concorrevano infatti altri due pezzi da novanta: Il curioso caso di Benjamin Button e Milk. Se il primo ha bisogno di poche presentazioni, il secondo è stato invece il lavoro che ha donato a Sean Penn il secondo Oscar della sua carriera. Questa pellicola diretta da Gus Van Sant è la biografia romanzata di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad aver ricoperto una carica politica negli Stati Uniti. Un tema quindi spigoloso ma che rientra perfettamente nelle corde del regista.

Accanto a queste due opere non vincitrici, in lista c’erano poi altri due film da Oscar finiti un po’ nel dimenticatoio, quali Frost\Nixon di Ron Howard e The Reader – A voce alta di Stephen Daldry. Come mai, dunque, The Millionaire è stato così tanto premiato? Probabilmente per la regia, la colonna sonora e i continui flashback che si incastrano alla perfezione con il presente della narrazione. A guardarlo più da lontano, però, il film pecca di eccessivo buonismo e prevedibilità di alcuni passaggi. Difetti che non abbiamo certamente riscontrato ne Il curioso caso di Benjamin Button, ad esempio. Pensate che quest’ultimo venne candidato addirittura a tredici statuette, vincendone però solamente (e scandalosamente) tre.

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