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Ozzy Osbourne: No Escape From Now – La Recensione del docufilm sul Principe delle Tenebre

Ozzy Osbourne
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10 ottobre 2024. Questa è la data da cui prende il via il docufilm Ozzy Osbourne: No Escape From Now e ad iniziare a dirci qualcosa è proprio la voce calda, rauca, inconfondibile del Principe delle Tenebre.

Distribuito da Paramount+ il 7 ottobre 2025, Ozzy Osbourne: No Escape From Now è un docufilm di due ore, che racconta gli ultimi sei anni di vita dell’icona del rock e dell’heavy metal. Diretto da Tania Alexander (regista vincitrice del Premio Bafta nel 2014 per la categoria Reality and constructed factual), la narrazione vede l’alternarsi delle voci dei figli di Ozzy (Aimee, Kelly, e Jack) e dell’amatissima moglie Sharon. Ad esse, si affiancano quelle di amici fraterni e musicisti che, come Ozzy, hanno fatto la storia della musica: Tony Iommi (Black Sabbath), Duff McKagan e Slash (Guns N’ Roses), Robert Trujillo e James Hetfield (Metallica), Billy Idol, Maynard James Keenan (Tool) e Chad Smith (Red Hot Chili Peppers).


Il docufilm (Se vi piace il genere, potreste anche vedere – Le 5 migliori docuserie italiane degli ultimi anni) era un progetto introdotto da anni, e non era stato concepito come postumo, tanto è vero che è lo stesso Ozzy a raccontarci delle sue avventure e disavventure. Purtroppo, negli ultimi anni, sono state più le seconde ad accompagnare la sua vita.

Ozzy Osbourne
Credits: Echo Velvet, Osbourne Media, MTV Entertainment

Tutto inizia del 2019, quando Ozzy cade nella sua abitazione di Los Angeles rompendosi rovinosamente il collo. Dopo quell’evento, il dolore cronico non abbandonerà più Ozzy, costretto a subire ulteriori interventi e a convivere con il morbo di Parkinson. Ozzy Osbourne: No Escape From Now mette in luce tutte le fragilità e le sofferenze del frontman, rendendolo più umano di quello che si possa credere.

È Sharon a stragli accanto ad ogni passo, confortandolo in ogni sofferenza. E Ozzy non manca mai un’occasione per dirle quanto la ami. Anche la sua famiglia gli è stata molto vicino e vivono il suo dolore come se fosse il loro. Il dispiacere più grande vissuto dalla famiglia, ma soprattutto dal rocker man, è quello di non poter più affrontare un tour ed esibirsi live. Un dolore immenso, che porta Ozzy a cadere in depressione. Sarà infatti costretto ad annullare il tour europeo programmato per il 2019. Tanto anche il dispiacere dei fan, e ve lo dice una di quelle che sperava di trovarsi proprio sotto quel palco.


A salvarlo, come sempre, sarà la musica. Nel 2022 esce il suo ultimo album Patient Number 9, che lo porterà per mesi a dedicarsi a ciò che ama di più. “Ozzy Osbourne non sa cantare di ragazzini che si innamorano, ma di manicomi”, e lo ha fatto così bene, da aggiudicarsi un Grammy Awards nel 2023, come migliore album rock e il premio come miglior interpretazione metal. È proprio da una traccia di questo album, che prende il titolo il docufilm.

Un’ulteriore rivalsa arriva nel 2024, con l’ingresso di Ozzy nella Rock and Roll Hall of Fame. Purtroppo, a causa del peggiorarsi delle sue condizioni fisiche, non riuscirà ad esibirsi. In sua sostituzione, mette insieme un gruppo con Keenan, Idol e Smith per eseguire diverse delle sue canzoni. Ozzy ammette che, per quanto felice del lavoro dei suoi colleghi, stare seduto a guardali gli ha spezzato il cuore. Pur di potersi esibire racconta, con la sua meravigliosa ironia, di aver considerato delle gambe bioniche, per esibirsi come un vero Iron Man!


Ozzy parla anche della sua infanzia difficile e molto povera vissuta a Birmingham. Quarto di sei figli in una famiglia di classe operaia, ebbe un’adolescenza turbolenta. Abbandonata la scuola, all’età di quindici anni cominciò a praticare vari lavori quali operaio, idraulico, attrezzista, operaio in una fabbrica di auto e macellaio. Ma ciò che lui desiderava era fare musica, così comprato un amplificatore, riuscì a mettere su una band: i futuri Black Sabbath.

Come raccontano i figli e la moglie, il licenziamento dai Black Sabbath era una ferita ancora aperta per Ozzy. Ciò non toglie, che anche da solista abbia avuto una carriera brillante.

Ozzy Osbourne
Credits: Echo Velvet, Osbourne Media, MTV Entertainment

Il filo conduttore di Ozzy Osbourne: No Escape From Now è sicuramente l’amore di Ozzy per il suo pubblico. Lui stesso dice: “Voglio dire ai miei fan: grazie per tutti questi anni. Non l’ho ancora fatto. È di questo che sto parlando”. Ed è sulla scia di questo che Ozzy e Sharon decidono di organizzare l’ultimo concerto, che non potrebbe essere in altro posto se non da dove tutto è iniziato, a Birmingham. Ozzy è particolarmente provato fisicamente dal Parkinson, ma è molto più grande la voglia di tornare sul palco e regalare Back to the Beginning ai fan che lo seguono da sempre.


Sharon si occupa di mettere insieme la band. E che band! Il suo invito è stato accolto dai più grandi artisti del panorama rock e heavy metal di tutti i tempi, felici di poter condividere il palco col The Wizard of Ozz. Dopo essere stato annunciato, il concerto registra in pochissimo tempo sold out. Ozzy non può essere più contento, quanto spaventato, poiché ha il terrore che il suo fisico non possa reggere. Ma sa bene, che il suo cuore lo farà e questo gli basterà per fare un ultimo regalo ai suoi amati fan.

Ozzy Osbourne: No Escape From Now ci restituisce l’immagine di un uomo fragile, di un uomo sofferente nel fisico e nell’anima. Ma sicuramente, circondato da un immenso amore. Il docufilm è un tributo all’Ozzy umano, all’Ozzy uomo, all’Ozzy padre e all’Ozzy rockstar.

A chiudere Ozzy Osbourne: No Escape From Now sono le immagini dell’ultimo live. Le immagini della forza di Ozzy, delle lacrime di Sharon, delle lacrime dei figli e delle lacrime di tutti i fan.


Ozzy muore il 22 luglio 2025, a soli 17 giorni da Back to the Biginning. È stato l’addio migliore che potesse dare a tutti noi. È innegabile come sia stato un’icona del panorama rock, e non solo. La sua voce ha accompagnato l’adolescenza di molti, e malgrado la sua dipartita, lo fa ancora. La sua luce continuerà a essere stella polare per le generazioni a venire.

“No More Tears” è il titolo del suo sesto album, ma oggi, dopo aver visto Ozzy Osbourne: No Escape From Now, probabilmente qualche lacrima ce la concederemo. Per l’ultimo saluto al Principe delle Tenebre.

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