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5 documentari sulla natura che non sono i soliti documentari sulla natura

Gunda è uno dei documentari sulla natura più interessanti degli ultimi anni

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Ah, i documentari sulla natura. I più esperti potrebbero pensare immediatamente a Giorgio Celli, un influente etologo che per tanti anni raccontò con grande passione il mondo degli animali in tv. Celli, per intenderci, si esprimeva così:“Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l’apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni”. Beh, gli auguriamo di aver trovato quella dimensione ultraterrena. Comunque, stiamo divagando: prima di procedere, allora, rendiamo omaggio a una figura che ha contribuito significativamente alla diffusione dei documentari sugli animali in tv, Piero Angela.

Piero Angela guidò per tanti anni l’indimenticabile Superquark, nel quale il format trovò grandissimo spazio. La sua eredità è stata raccolta negli ultimi tempi dal figlio Alberto, ma fermiamoci qui: l’introduzione è funzionale per rimarcare la centralità dei documentari sulla natura nella cultura contemporanea, in tv e ora in streaming. Oggi, però, affronteremo un percorso alternativo: non abbiamo idea, infatti, di cosa avrebbe pensato Piero Angela dei prodotti di cui parleremo in questo articolo.

Non i soliti documentari sulla natura, genere tuttavia immortale e con una lunga tradizione che ancora oggi ricopre un ruolo importantissimo nelle programmazioni televisive e nelle varie piattaforme di streaming.

Meravigliarci di fronte alla natura e scoprirne ogni sfaccettatura, d’altronde, è importante per prendere coscienza dei disastri che stiamo combinando in un pianeta che è anche nostro, non solo nostro.

Non divaghiamo più, promesso: arriviamo al punto. Capiterà, infatti, una serata in cui avrete voglia di qualcosa di diverso. E in cui il vostro desiderio ricadrà su qualcosa di alternativo. Molto alternativo. E qui ci inseriamo noi: aspettatevi, allora, una selezione di docuserie e documentari sulla natura sui generis, talvolta bizzarri e talvolta poetici, comici o intimi, assurdi o comunque imprevedibili. La natura è di per sé ricca di continue sorprese: se poi gli autori esplorano nuovi linguaggi per raccontare storie o dinamiche così particolari, si creano i presupposti per una serata molto diversa.

Procediamo, allora: quelli di oggi sono incentrati totalmente sugli animali, ma non escludiamo di poter proporre altri contenuti del genere in futuro con una visione più ampia a proposito dei documentari incentrati sulla natura.

Underdogs

Un puccioso animale di Underdogs
Credits: Hulu
  • Disponibile su Disney+.
  • Trama – Gli animali più sottovalutati della natura hanno risorse inaspettate.
  • Cosa aspettarvi – Un documentario sulla natura ricco di ironia, divertente e coinvolgente, ma non per questo meno credibile sul piano scientifico.

Sentite nell’aria… l’Aria dalla Suite nº 3 in re maggiore BWV 1068 di Johann Sebastian Bach, vero? Stop: partono i Green Day. E la voce è molto meno rassicurante e intensa del solito, ma non per questo meno coinvolgente. E sì, è proprio lui: Ryan Reynolds. Sì, Deadpool. Quello che si è messo in testa di portare una squadra gallese decaduta in Premier League. Sì, lui: è sua la voce narrante che vi accompagna alla scoperta del mondo animale con una docuserie a suo modo unica.

L’obiettivo? Dare spazio agli animali più sottovalutabili della natura, capaci tuttavia di compiere imprese notevoli a nostra insaputa. In Underdogs non si parla di temibili leoni o maestose pantere: meglio puntare su animaletti solo apparentemente indifesi e talvolta fetentoni, o insetti con potenzialità veramente inesplorate dal mondo animale. Con un presupposto, fondamentale: la docuserie fa sì ridere parecchio e Reynolds è l’host ideale di cui non sapevamo d’avere bisogno, ma allo stesso tempo tutto ciò che si racconta è vero. Ed è interessantissimo, eccome.

Il nostro Gianpaolo Torchio ne ha parlato in un articolo recente, dispensando belle parole: “Underdogs è un esperimento riuscito: dissacrante, spettacolare, pop. Non sostituisce i grandi documentari del passato ma apre una nuova strada, parlando a un pubblico che di solito non guarda documentari e che qui trova un mix irresistibile di ironia e meraviglia. È la dimostrazione che la divulgazione scientifica può reinventarsi, anche a costo di sembrare irriverente. E che perfino un lamantino che galleggia grazie alle flatulenze può insegnarci qualcosa“. Mica male, eh.

Un documentario sulla natura veramente unico: Octopus!

Octopus!
Credits: Prime Video
  • Disponibile su Prime Video.
  • Trama –  Phoebe Waller-Bridge viaggia alla scoperta del misterioso mondo dei polpi.
  • Cosa aspettarvi – Una docuserie divertente, ricca di spunti inediti.

Per chi se lo stesse domandando, per qualche motivo: no, non ha niente a che vedere con la storica fiction Rai La Piovra. Questa è un’altra cosa, e ve l’avevamo già presentata in una delle guide settimanali dedicate alle serie tv in arrivo nei giorni successivi: Siete interessati ai polpi, soprattutto quelli giganti? Prime Video ha pensato a voi. Non lo siete? Va bene lo stesso. Tra le serie tv in arrivo questa settimana, una delle più particolari riguarda infatti il mondo degli octopus, affrontati in una docuserie in due puntate che vanterà un cast d’eccezione: oltre ai polpi, infatti, troveremo nientemeno che Phoebe Waller-Bridge, voce narrante della serie, e il comico Tracy Morgan, noto soprattutto per 30 Rock e appassionato, a quanto pare, di polpi. Una proposta curiosa, senza ombra di dubbio: aspettiamoci molta ironia e, ovviamente, i polpi“.

Ecco, il punto è uno: avreste mai pensato di potervi appassionare a una docuserie sui polpi in due puntate, presentata da un’artista eclettica? Forse sì, forse no: in ogni caso, è un documentario sulla natura che merita un’opportunità: divisa in due puntate, Octopus! racconta il ciclo di vita di un polpo gigante del Pacifico, soprannominato “Doris”, attraverso gli occhi di persone che lo amano, lo studiano e lo osservano con profonda passione. A partire dalla voce narrante della celebre Fleabag, personaggio del quale si sente più di un eco nel corso della serie. Un tocco di stand-up comedy fa il resto: Octopus! è realmente un buon modo per scoprire qualcosa in più sui polpi, ma anche per farsi due risate.

Un documentario sulla natura che commuove: The Elephant Queen

The Elephant Queen, uno dei migliori documentari sulla natura in circolazione
Credits: Apple TV+
  • Disponibile su Apple TV+.
  • Trama – Un’elefantessa anziana guida il suo branco attraverso il paesaggio africano per affrontare la siccità.
  • Cosa aspettarvi – Un documentario sulla natura con un approccio narrativo da romanzo d’avventura.

Ok, piccola pausa: i documentari sulla natura che vi abbiamo fin qui proposto sono troppo scanzonati e ironici? Siete già andati a fare un rewatch integrale di Superquark per rifarvi il palato? Nessun problema: questa selezione sui generis affronta anche momenti più seri. Dalle ironie di Reynolds e Waller-Bridge si passa allora a un documentario distribuito da Apple TV+ nel 2019, incentrato su un’elefantessa anziana che guida il suo branco attraverso il paesaggio africano per affrontare la siccità. The Elephant Queen, conosciuto in Italia col titolo La Madre degli Elefanti, è un racconto epico che combina l’azione con l’avventura, attraverso un linguaggio fiabesco che crea da subito una grande connessione empatica col pubblico.

La voce narrante, calda e intima, è di Chiwetel Ejiofor, e l’approccio narrativo è piuttosto intrigante per il genere. Trae forza da alcuni elementi tipici dei documentari sulla natura più tradizionali attraverso immagini evocative che raramente si sono viste sullo schermo, ma le confeziona con un approccio cinematografico che valorizza ritmi e linguaggi di un personaggio che sembra uscire da un romanzo. Un romanzo con un arco narrativo chiaro, colpi di scena che non mirano mai al sensazionalismo, momenti fortemente drammatici e un’emotività che fa presa anche sui cuori più duri. Ve lo assicuriamo: dopo aver visto The Elephant Queen, non guarderete più gli elefanti con gli occhi di prima.

Absurd Planet

Absurd Planet, documentario sulla natura disponibile su Netflix
Credits: Netflix
  • Disponibile su Netflix.
  • Trama – Le bizzarrie del mondo animale salgono sul palco di una stand-up comedy.
  • Cosa aspettarvi – Un documentario sugli animali prettamente comico e a tratti caotico, ma divertente.

Ok, siamo stati seri abbastanza a lungo. E lo dimostriamo passando al titolo più comico in assoluto tra i documentari sulla natura presentati oggi. Se dovessimo associarla a uno di essi, punteremmo indubbiamente su Underdogs: anche in questo caso, Absurd Planet scommette infatti su un approccio ironico nei confronti delle spiccate unicità del mondo animale, ma le porta a un altro livello, ancora più comico. Perché sembra a tratti che la ricerca dell’ironia sia la priorità assoluta del prodotto, anche a discapito dello storytelling dei protagonisti, qui gestiti come se ci si trovasse all’interno di una stand-up comedy. Una misura ancora più estrema, a tratti dispersiva: mentre Underdogs trova l’equilibrio ideale tra la vocazione alla divulgazione e quella all’ironia, qui si punta su un approccio sbilanciato a favore della seconda.

In ogni caso, le curiosità non mancano. E vi permetteranno di scoprire qualcosa in più sul mondo animale. Gli episodi sotto i 20 minuti, pensati per un binge watching rapido e leggero, quasi fossero sketch comici. I meme e le voci narranti stravaganti (ogni animale ha un “carattere” comico) rendono la visione simile a uno show di intrattenimento. Insomma: si cerca la risata a ogni costo, e spesso si trova. Vi perderete qua e là tra una battuta e l’altra, ma ne varrà comunque la pena.

Gunda

Gunda è uno dei documentari sulla natura più interessanti degli ultimi anni
Credits: Louverture Films
  • Disponibile su Prime Video.
  • Trama – La vita quotidiana della scrofa Gunda, senza filtri.
  • Cosa aspettarvi – Un’esperienza cinematografica sorprendente, senza voce narrante né colonna sonora.

Chiudiamo il nostro viaggio alla scoperta dei documentari sulla natura più particolari con un’esperienza che si presenta complessa nei presupposti: Gunda è infatti un film del 2020 in bianco e nero, senza voce narrante né colonna sonora. Posta in questi termini, potreste addirittura evocare gli spettri dei tragici cineforum d’essai di fantozziana memoria, e in parte è così: tuttavia, con l’approccio giusto e una buona soglia di concentrazione, viaggerete alla scoperta della storia di una scrofa e dei suoi cuccioli all’interno di una quotidianità caratterizzata anche dalla presenza di mucche e galline, senza filtri. Ve l’assicuriamo: ne vale la pena. Lo spunto è interessante per immergersi in una realtà alternativa con uno sguardo suggestivo, minimalista e con tanto sentimento.

Nessuna scrittura o sovrascrittura: il mondo animale prende il centro del palcoscenico senza filtri, mostrandosi così com’è. Diretto da Victor Kossakovsky, Gunda è un piccolo gioiello cinematografico che merita oggi una riscoperta, dopo aver ottenuto recensioni più che generose all’esordio. Invita all’empatia silenziosa con gli animali attraverso immagini evocative, senza spiegazioni: lo spettatore è costretto a guardare, interpretare e “sentire”, mettendosi da parte di fronte a vite che affrontano prove quotidiane complesse così come facciamo noi. L’influente portale RogerEbert.com lo approva a pieni voti, sottolineando quanto sia raro, ipnotico e sorprendentemente cinematografico. Una volta che lo inizierete, non avrete più voglia di ascoltare una partita di nascosto e chiedere a qualcuno chi abbia preso il palo. Promesso.

Antonio Casu