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Le 10 scene più commoventi di Doctor Who

Il decimo dottore (Doctor Who)

3. Il sacrificio di Donna Noble (Stagione 4, ep. 13 “Journey’s End”)

Il sacrificio di Donna Noble
credits: BBC Wales

Donna non muore, ma perde sé stessa. Dopo essere diventata la “Donna Dottore”, un ibrido umano-Time Lord capace di salvare l’universo, la sua mente non regge la sovrapposizione di conoscenze. Il Dottore è costretto a cancellarle ogni ricordo. Una scelta difficile che fortunatamente verrà “risolta” molti anni dopo, ma che in quell’istante distrugge tutti i fan. Donna non è solo una companion, ma l’unica che fino ad allora era riuscita veramente a tenere testa al nostro amato protagonista. Vederla svuotata da tutto ciò che aveva vissuto e conquistato, capendo noi stessi di averla forse persa, fu una grande sofferenza per tutti.

Quando si sveglia, infatti, è di nuovo la vecchia Donna, quella che non ha mai viaggiato tra le stelle, che non ha mai incontrato Ood o Dalek. La vecchia Donna che non ha mai conosciuto, nel bene e nel male, il Dottore. È uno dei momenti più ingiusti e dolorosi di Doctor Who: ha salvato il mondo, ma non potrà mai sapere di averlo fatto.

Il Dottore osserva la sua casa da lontano, come un padre spezzato. E noi spettatori piangiamo per ciò che lei ignora. Catherine Tate regala un’interpretazione potentissima. Un’attrice che sembra uscire fuori dallo schermo, diventando così umana da destabilizzarci e farci riflettere. Un addio tragico, ma anche un monito: a volte, la perdita non è solo fisica: è anche la perdita di ciò che eravamo diventati. Doctor Who qui ci strappa via la gioia, e lo fa con maestria.

4. Il Dottore visita Vincent van Gogh (Stagione 5, ep. 10 “Vincent and the Doctor”)

Vincent Van Gogh in Doctor Who
credits: BBC Wales

Forse l’episodio più poetico dell’intera serie moderna di Doctor Who. Il viaggio di Amy e del Dottore nel tempo ci porta a conoscere Vincent Van Gogh, tormentato pittore olandese. Nel presente, decidono di portarlo in un museo per mostrargli quanto il mondo, un giorno, lo amerà. Il curatore lo definisce uno dei più grandi artisti della storia e Van Gogh, interpretato da Tony Curran, scoppia in lacrime.

Questo episodio, in qualsiasi modo la si voglia vedere, ha una potenza che trascende la semplice sofferenza o il rimpianto. Un reminder che ci ricorda come non esiste nulla a volte che possa salvarci da noi stessi. L’arte come mezzo per esplorare il tormento. Le pennellate di colore, che creano un ritratto della complessità dell’animo umano. È un momento intensissimo, dove l’arte incontra l’empatia. Un uomo che si sentiva inutile scopre di essere immortale, nel cuore della gente. Amy spera che questo possa salvarlo, ma il finale ci riporta alla dura realtà: nonostante il gesto, Vincent si toglierà comunque la vita. Doctor Who ci insegna che non sempre possiamo salvare tutti, ma possiamo almeno fare la differenza. Una puntata commovente, da manuale.

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