5) Una lezione di dignità sulla terza età

Gli occhi di Derek non vedono la vecchiaia ma le persone dietro di essa. E noi spettatori non possiamo che indossare i suoi stessi occhi, metterli a fuoco e tramite essi rinnovare la nostra visione del mondo. In una cultura ossessionata dalla giovinezza e dall’estetica, questa serie compie un atto drasticamente necessario, puntando i riflettori sugli anziani e su chi si prende cura di loro. La casa di riposo Broad Hill diventa il palcoscenico dove viene restituita dignità a persone che il mondo esterno considera vecchie da sempre. Eppure ognuna di loro ha avuto un’infanzia, un passato, un amore grande e forse perduto, qualche rimpianto e qualche soddisfazione.
Ci pensate mai quando vi capita di incontrare gli anziani al supermercato o sul tram? Il loro bisogno di essere visti e ascoltati non differisce minimamente da quello dei più giovani. Attraverso Derek ogni anziano diviene un tesoro da proteggere, come un albero secolare che ha vissuto stagioni e tempeste ma che è ancora lì, solido e fragile allo stesso tempo.
Gervais inoltre rivolge una critica feroce, seppur sottile, a un sistema che definanzia l’assistenza sociale e che vede la vecchiaia come un peso invece che come una risorsa di memoria e saggezza. Questo messaggio arriva al pubblico forte e chiaro, spingendolo a riflettere sulla percezione del tempo che passa e sul suo valore. Vedere o rivedere Derek oggi è ancora più fondamentale per ricordarci che la dignità non ha data di scadenza e che ogni vita, fino all’ultimo respiro, merita di essere celebrata con gioia, rispetto e una buona dose di risate.
