Ambientata tra le mura sbiadite di Broad Hill, una casa di riposo per anziani tanto modesta quanto colma di umanità, Derek è una serie in stile mockumentary creata, diretta e interpretata da Ricky Gervais. Nel corso degli anni l’attore e comico inglese ci ha abituati al sarcasmo più cinico e feroce dei suoi spettacoli di stand-up comedy accompagnati da un miscuglio di ateismo razionale, critiche alla società e all’uomo medio moderno e battute politicamente scorrette su qualsiasi categoria appartenente alla specie Homo Sapiens. Tuttavia esiste un angolo della sua carriera dove tutte queste armi sono state parzialmente deposte, per lasciare spazio a una vulnerabilità quasi insostenibile. E quell’angolo è proprio Derek.
Spesso oscurata dal successo planetario di After Life, questa serie disponibile su Netflix rimane la gemma più pura e controversa di Gervais. Un’opera che sfida lo spettatore a mettere da parte la cattiveria per riscoprire il valore della bontà e della tenerezza incondizionate. Che siate fan storici del comico britannico o spettatori in cerca di una storia che sappia riparare un po’ il cuore, questi sono 5 buoni motivi per vedere (o rivedere) Derek.
1) La celebrazione della gentilezza

Le tre stagioni di cui è composta Derek si distinguono per una caratteristica sopra le altre: quella di mettere al centro della storia la gentilezza, che nella serie viene considerata a tutti gli effetti una forma di intelligenza di gran lunga superiore a qualsiasi intelligenza accademica. Derek Noakes, il protagonista, vede il mondo attraverso una lente di empatia assoluta, ricordandoci che il valore di una persona non risiede nel suo successo sociale o nelle abilità intellettuali, quanto nella sua capacità di aiutare gli altri. Questo approccio così diretto e cristallino crea una sorta di incantesimo sullo spettatore, permettendogli di mettere in discussione i propri pregiudizi e di riformulare il concetto di gentilezza. Essa infatti, secondo il punto di vista di Gervais, rappresenta l’unico modo sensato di abitare un pianeta spesso indifferente alla condizione umana.
In un’epoca composta di leoni da tastiera, scontri digitali e reali, la semplicità disarmante di Derek funge così da antidoto da usare nella vita di tutti i giorni, perché lo show mette in scena proprio questo. La quotidianità ripetitiva, in cui sembra non accadere mai nulla, e in cui invece ogni gesto e comportamento può fare la differenza e permettere a una giornata come tante altre di accendersi ed elevarsi tra quelle da ricordare. Guardando Derek la frase“I’m kind, that’s more important than being clever” diviene un mantra irrinunciabile.
2) La trasformazione totale di Ricky Gervais

La metamorfosi fisica e psicologica di Ricky Gervais nell’impersonare Derek è probabilmente ciò che vi colpirà di più durante la visione della serie. Il maglione di lana, una gestualità tutta sua, lo stupore fanciullesco di fronte agli animali e ai grandi enigmi dell’esistenza, l’entusiasmo per le piccole cose, la totale assenza di malizia: Derek è Derek dalla testa ai piedi. Perfettamente distinguibile tra decine di persone. Eppure la performance di Gervais non è e non vuole essere né caricaturale, né comica, né tantomeno denigratoria. La sua prova attoriale è colma di amore e di rispetto per il personaggio, la cui ricchezza emotiva è preponderante. Derek parla poco ma comunica molto attraverso il linguaggio del corpo, il tono di voce e la micro-mimica facciale.
E Ricky è un mago nel trasmettere un intero universo di emozioni solo attraverso il modo in cui stringe le spalle, cammina o guarda i suoi amici anziani. La sua è un’interpretazione che fa venire gli occhi lucidi per l’onestà e la spontaneità, dimostrando che dietro l’umorista graffiante si cela un attore capace di una delicatezza e di una dolcezza infinite. La sola presenza del personaggio di Derek vale l’intera visione dello show, ma non dimenticate i fazzoletti.
