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#ConsigliSeriali- Tyrant, il deserto della dittatura

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Tyrant è una Serie Tv drammatica molto coinvolgente e dalla straordinaria attualità, anche non basandosi su luoghi reali (la nazione araba di Abbudin è totalmente fittizia), tocca situazioni spinose attualissime, come la primavera araba ed il violento espandersi del Califfato dell’Isis. Non certo un prodotto perfetto, o un capolavoro ingiustamente sottovalutato ma sicuramente una Serie Tv ricca di colpi scena ed innovativa, che è ormai al suo terzo capitolo stagionale. Una buona lezione sugli aspetti contraddittori delle tirannie, dei califfati (Isis), dei dittatori (tyrant), degli estremisti e dei ribelli. Per gli amanti del genere (e non), il thriller di fantapoliticaTyrant”, rientra maledettamente di diritto nella categoria #ConsiglioSeriale.

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I fratelli Al Fayeed sono figli del dittatore che guida la pseudo nazione araba di Abbudin. Bassam e Jamal sono due fratelli separati dall’Oceano. Il fratello minore, Bassam, ha deciso di lasciare la sua potente famiglia originaria, vivendo nell’anonimato in America e costruendosi una nuova famiglia ; mentre Jamal, è il turbolento figlio primogenito del dittatore ed abusa del suo potere sconfinato in ogni modalità possibile.
Il tema cardine della Serie è la dittatura (come la stessa denominazione ‘Tyrant‘, rimarca) ed il rapporto di amore conflittuale tra questi due fratelli. Nati sotto lo sfarzo palazzesco e sotto lo stesso sole del deserto arabo, ma vissuti in Nazioni divergenti. Bassam e Jamal, si amano e si rispettano, ma l’improvvisa morte paterna turberà molto il rapporto tra i due fratelli. L’instabile primogenito ha in dote la pesante eredità del padre dittatore, e la scia di soprusi e violenze ad Abbudin è solo all’inizio.

TyrantUn’ altra figura ambigua è indubbiamente Leila (interpretata dall’israeliana Moran Atias), la moglie di Jamal dalla rara bellezza. Leila è audace, fredda, spietata; Leila è l’amore adolescenziale che Bassam decise di interrompere per andare negli U.s.a . Ora Leila è invece un’ ambiziosa ed affascinante donna, che deve provare a salvare il marito Jamal, prima da se stesso e poi dagli svariati e camaleontici nemici. Leila è il pomo della discordia.

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Jamal e Bassam nell’arco narrativo della serie, faranno indubbiamente appassionare e soffrire lo spettatore. Personalità in fieri, che non conoscono cosa sia la staticità di un soggetto. Bassam ha gli ideali più puri, Jamal ha il peso più ingombrante. Entrambi si spingeranno in azioni imprevedibili, entrambi capiranno il peso esistenziale che gravava sulla mente e sul cuore del loro vecchio padre.

Tra sangue, ritorsioni, abusi e vendetta, l’unica metafora per la dittatura in Tyrant, è data dal deserto. Il deserto arido ed inospitale in cui non cresce nulla e tutto muore. Un tiranno solitario, con le sue colpe e i suoi problemi.

Il deserto della solitudine di un Tiranno

Scritto da Davide Settembrini

Perdersi e riapprodare, confondersi in quelle maledette storie che vogliono provare a spiegare cos'è realmente l'uomo. Storie infinite, contraddizioni interiori ed agitato sentimento. La condivisione di quel dilemma eternamente irrisolto.

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