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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Ci sono personaggi che conquistano il pubblico perché rappresentano ciò che vorremmo essere e altri che ci affascinano proprio perché mostrano ciò che siamo quando smettiamo di essere all’altezza delle nostre aspettative: Hank Moody appartiene alla seconda categoria. Protagonista di Californication, Hank è uno scrittore brillante e tormentato, sarcastico, affascinante. Dietro questa immagine, tuttavia, si nasconde un uomo profondamente fragile, incapace di gestire le conseguenze delle proprie scelte e, soprattutto, incapace di salvarsi da se stesso.
È facile definire Hank Moody un antieroe.
In fondo, possiede molte delle caratteristiche che hanno reso popolare questa figura nella serialità contemporanea. È un personaggio moralmente ambiguo, spesso egoista, incline all’eccesso, allergico alle regole e lontano dall’immagine dell’eroe tradizionale. Eppure, Californication propone qualcosa di più complesso. Hank non è un uomo che sceglie deliberatamente di vivere contro le regole. Non sembra avere un progetto di ribellione e non vuole necessariamente distruggere ciò che lo circonda. Al contrario, molto spesso, Hank desidera esattamente le stesse cose che desidererebbe qualsiasi persona.

Il problema è che Hank sa cosa vuole, ma non sa come ottenerlo senza sabotarsi. È questa la contraddizione sulla quale si costruisce gran parte del fascino di Californication. Hank Moody è perfettamente consapevole dei propri difetti. Sa di bere troppo, sa di avere un rapporto distruttivo con il sesso, sa di ferire Karen, sa che le sue azioni hanno conseguenze su Becca e sa di essere spesso il principale responsabile dei propri fallimenti. Non gli manca, quindi, la consapevolezza. Gli manca la capacità di trasformare quella consapevolezza in cambiamento. Per comprendere Hank bisogna comprendere anche il mondo nel quale vive.
Californication non racconta semplicemente la vita di uno scrittore a Los Angeles: costruisce una vera e propria atmosfera, nella quale la California diventa quasi uno stato mentale.
La California di Californication è il luogo dell’eccesso e della possibilità. Tutto sembra possibile e tutto sembra immediatamente disponibile. Proprio questa abbondanza nasconde una forma di vuoto. Quando ogni possibilità è sempre a portata di mano, diventa difficile scegliere.
Hank vive esattamente questa condizione. La sua vita sembra non avere mai un punto definitivo. Ogni scelta può essere rimandata e ogni conseguenza può essere trasformata in un’altra occasione per ricominciare. La Californication diventa così molto più del titolo di una serie. Diventa la condizione esistenziale di Hank: vivere in un luogo che promette continuamente libertà e finire per essere prigioniero delle proprie pulsioni. Quando incontriamo Hank all’inizio di Californication, lo troviamo in una fase di crisi. È uno scrittore di successo che ha perso la propria ispirazione, mentre Karen, la donna che ama e con cui ha avuto Becca, sta costruendo una nuova vita. Il problema è che Hank non riesce ad accettare di averla persa. Da qui prende forma il movimento che caratterizza praticamente tutta Californication: Hank si avvicina a ciò che desidera, lo raggiunge e poi fa qualcosa che gli impedisce di conservarlo.

Karen è il centro di questo meccanismo.
Nonostante tutte le donne che attraversano la sua vita, Karen rimane la persona che Hank ama davvero. Le altre relazioni sono spesso fughe, distrazioni. Karen, invece, rappresenta qualcosa di molto più impegnativo: la possibilità di costruire una vita. Ed è proprio questo a rendere il loro rapporto così tormentato. Stare con lei significa essere responsabile, essere fedele, rinunciare a una parte della propria libertà e accettare che le proprie azioni abbiano conseguenze. Significa, in altre parole, diventare adulto. La stessa dinamica si ripete nel rapporto con Becca. Hank ama profondamente sua figlia e cerca di esserle vicino, ma anche in questo caso la sua irresponsabilità finisce spesso per interferire con il suo ruolo di padre. Becca rappresenta per lui un legame autentico. Ed è proprio per questo che il rapporto con lei mostra la parte più vulnerabile del personaggio.
Uno degli aspetti più interessanti del personaggio è che Hank Moody non è completamente privo di morale.
Se lo fosse, sarebbe molto più semplice da comprendere e anche molto meno interessante. Hank ha dei valori. Il problema è che spesso non riesce a vivere secondo quei valori. La tragedia di Hank sta proprio qui: non è un uomo che non sa distinguere il bene dal male. È un uomo che spesso sa perfettamente quale sarebbe la scelta giusta e sceglie comunque quella sbagliata.
Per questo definirlo semplicemente cattivo non avrebbe molto senso. Hank Moody è fallibile, e la sua fallibilità è precisamente ciò che permette allo spettatore di riconoscersi in lui.
Naturalmente, riconoscersi non significa giustificarlo. Californication non chiede necessariamente al pubblico di approvare Hank. Gli chiede piuttosto di comprenderne le contraddizioni. Il vero magnetismo di Hank in Californication nasce dalla contraddizione. Sembra un uomo completamente libero, ma è schiavo delle proprie abitudini. Sembra emotivamente invulnerabile, ma è profondamente sensibile. Pare sicuro di sé, ma continua a cercare conferme. Sembra non avere bisogno di nessuno, ma torna continuamente da Karen. Sembra voler vivere soltanto nel presente, ma tutto ciò che fa è condizionato dalla nostalgia per ciò che ha perso. La sua ironia contribuisce enormemente a costruire questo fascino. Hank ha sempre una battuta pronta, anche nei momenti più drammatici. Il sarcasmo è il suo modo di affrontare il dolore.

Il sesso è naturalmente uno degli elementi più riconoscibili di Californication, ma sarebbe riduttivo considerarlo soltanto come una componente trasgressiva della serie. Per Hank il sesso è spesso una forma di fuga. È una maniera per non pensare, per sentirsi desiderato, per riempire la solitudine e soprattutto per evitare la vulnerabilità che deriva da una relazione autentica. Con Karen è diverso. Lei conosce Hank veramente. Conosce il suo talento e le sue debolezze, il suo lato romantico e quello autodistruttivo. Con lei Hank non può nascondersi dietro il personaggio del seduttore. E forse è proprio questo che rende Karen così importante. Il comportamento di Hank può essere letto come una continua fuga dalla responsabilità. Non perché non sappia cosa significhi essere responsabile, ma perché la responsabilità implica una rinuncia.
Il pubblico di Californication conosce perfettamente Hank.
Sa che probabilmente ricadrà. Sa che la promessa di cambiare potrebbe durare poco. Eppure, continuiamo a seguirlo perché Hank non smette mai completamente di cercare una via d’uscita. Ogni volta che sembra definitivamente perduto, emerge una parte di lui capace di mostrare affetto, sensibilità e desiderio di cambiare. Californication è spesso una serie divertente, provocatoria e sopra le righe. Ma sotto la superficie della commedia esiste una storia profondamente malinconica. Alla fine, il vero paradosso di Hank Moody è molto semplice: vuole essere salvato, ma continua a comportarsi come se non volesse esserlo.
Hank Moody ci affascina perché è un uomo profondamente fallibile che non riesce a trasformare la consapevolezza in cambiamento. Non è perfetto, non è un modello e non è sempre una persona facile da difendere. Ma proprio per questo è impossibile liquidarlo come un semplice personaggio negativo. Perché Californication non racconta soltanto la storia di uno scrittore che vive a Los Angeles tra sesso, alcol e trasgressioni. Racconta la storia di un uomo che continua a trovarsi davanti alla possibilità di essere migliore e continua, quasi ostinatamente, a non riuscire a diventarlo.






