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I Borgia, quelli francesi

(L’ARTICOLO DI SEGUITO RIPORTATO FA RIFERIMENTO AD UNA SERIE TV FRANCESE DI CARATTERE STORICO, LA LETTURA E’ CONSIGLIATA AD UN PUBBLICO ADULTO SENZA PREGIUDIZI. GRAZIE E ARRIVEDERCI)

Ok, Roma rinascimentale. 

Uomini potenti avvolti nei loro drappi porporati comandano la città.
All’apice del potere lui: il Papa.
Anno 1492 viene conclamato il nuovo pontefice, Alessandro VI; inizia l’era dei Borgia.
La serie francese parte proprio da qui, dal 1492.
Anno dopo anno percorre tutta la storia di questa celebre famiglia e di tutti i suoi veleni.

« In Italia per trent’anni sotto i Borgia hanno avuto guerra, terrore, assassini e un bagno di sangue, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. »
(Felix Gilbert)

I BORGIA, di Tom Fontana, è un avvolgente racconto storico, capace di penetrare l’animo dello spettatore con dolcezza e vigore al tempo stesso.
Come la spada di Cesare – Il Principe di Machiavelli, Il Valentino per tutti – Fontana non sbaglia un colpo, scena dopo scena, episodio dopo episodio, la struttura narrativa si intreccia con veemenza, delineando fatti e personaggi complessi, costellati di sfumature tragiche e romantiche.
L’identità dei personaggi è il fulcro della serie; tutti, dai protagonisti alle comparse, subiscono una rappresentazione profonda, quasi violenta.
Da Rodrigo (Papa Alessandro) a Cesare, passando per Lucrezia e Vannozza, e finendo con Giulia, la messa a fuoco psicologica è d’impatto.
Ogni personaggio è dotato – volutamente- di una fortissima passionalità, ed è proprio la passione a muovere la storia.
Rodrigo, bramoso di potere e senza scrupoli.
Cesare, audace erede in perenne lotta con il suo lato oscuro.
Lucrezia, giovane donna vogliosa, farà della sua bellezza un’arma efficace per ogni conquista.
Ma si potrebbero scrivere – e sono stati scritti – trattati su ognuno di loro.
La serieTv si dirama in tre stagioni, 38 episodi in totale, sufficenti per raccontare con cura tutto.
E’ chiaro che il tutto segue una linea romanzanta e non sempre coerente con i fatti storici documentati, ma non per questo meno credibile; ad esempio la prima stagione è ambientata tutta tra l’agosto 1492 e il giugno 1493, e anticipa avvenimenti che in realtà accadranno anni dopo, oppure nel primo episodio Cesare dice di avere 18 anni, ma in realtà nel 1942 ne aveva appena 16.
Passione e forza, dunque, ci accompagnano durante tutta la serie, in cui – pur conoscendo la storia – non mancano colpi di scena e momenti di patos.
Fontana ci fa innamorare, ci fa sperare, ci fa commuovere, ci fa incazzare.
Ancora una volta i francesi – seppure strani- sono riusciti ad emozionare, lasciando in noi un sentimento diverso da tutte le altre serie tv.
Infatti, dopo averla vista e amata tutta, questa storia rimane indelebile.
Pervade l’animo, scava nel profondo.
Come il primo amore: forte, aggressivo, travolgente, doloroso, ma indimenticabile.
Sarà – forse- perchè la sartoria italiana ha concepito e creato costumi maestosi che ci hanno fatto sognare ed invidiare le nobil donne rinascimentali.
Sarà – forse- perchè molte scene sono state girate nei posti originali, vedi palazzo Farnese.
Sarà – forse- perchè il profumo degli intrighi della vita di corte si percepisce nitido, e sembra quasi di vivere ogni amore, ogni intrigo di potere, ogni stoico gesto.
Sarà – forse- perchè parla di noi, delle nostre origini, di quello che per l’Italia è stato il periodo d’oro.
Sarà – sicuramente- perchè quel Bel Paese forte e vigoroso è una triste e nostalgica visione di quello che eravamo, e non siamo più.

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