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Cesare Borgia: la serie tv sul Principe di Machiavelli

A Subiaco, nel settembre dell’anno 1475, nasceva Cesare Borgia. Chiunque abbia studiato un po’ di letteratura al sentire di questo nome non resta indifferente. La figura di Cesare Borgia fu una delle più complesse del Rinascimento Italiano: fu vescovo, poi condottiero, infine politico; il tutto sotto l’ala protettrice del Papa Alessandro VI

A raccontar di ciò, ci pensò Machiavelli, che nel 1513 pubblicò De Principatibus tradotto letteralmente “Riguardo ai principati”. Quale miglior esempio di Cesare Borgia, per spiegare come tenere sotto controllo un esercito, e perchè no, un potere di portata quasi nazionale?

Di opere, dunque, a favore di Cesare Borgia non ne abbiamo avuto poche, un’altra, se vogliamo orientarci vicino alle Serie TV, l’abbiamo avuta dall’idea di Tom Fontana e dalla coproduzione francese, tedesca ed italiana per realizzare il telefilm I Borgia.

In questa Serie TV (composta da 3 stagioni, 38 episodi totali) possiamo notare la crescita di Cesare che passa dall’essere un ingenuo adolescente con la constante mancanza d’approvazione del padre, sino a diventare l’uomo di guerra più importante d’Italia e non solo.

Seppur la rappresentazione della Serie TV (Cesare Borgia viene interpretato da un ottimo Mark Ryder) sia piuttosto fedele, vogliamo analizzare meglio quelli che sono i fatti reali del personaggio di Cesare Borgia, ed il Cesare Borgia personaggio e dunque, un po’ più romanzato, che abbiamo tanto amato nel telefilm.

Nella prima stagione ad esempio, Cesare Borgia diventa padre per la prima volta con una certa pisana di nome Fiammetta. Nel telefilm, Cesare poi offrirà il figlio come “tributo” (dopo i suoi sensi di colpa) in cambio dell’elezione del padre Rodrigo al papato. Nella realtà Cesare, si narra, ha avuto diversi figli illegittimi (circa 14) ma questa Fiammetta era solo una semplice cortigiana come le altre. Nella serie TV non mancano le “avventure amorose” di Cesare, ma è raffigurato abbastanza coerentemente (anche se ambientato troppo presto rispetto alla realtà), tra cui l’attrazione incestuosa con la sorella Lucrezia.

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A livello familiare invece il personaggio presenta altre differenze che separano il Borgia personaggio dal Borgia reale: Papa Alessandro VI non riconoscerà mai ufficialmente i suoi figli, ma lo farà solo attraverso bolle papali. Nel finale della terza stagione, invece, Giuliano Della Rovere cercherà di convincere Borgia di essere suo padre in modo da farsi aiutare – e non ostacolare – verso il soglio pontificio, Cesare cadrà nel tranello e l’elezione di Della Rovere, acerrimo nemico dei Borgia e soprattutto di Rodrigo, porterà alla rovina del Valentino. Ma nella realtà questo inganno fu facilmente svelato.

Nonostante gli errori di riproducibilità, Cesare Borgia appare nella serialità come lo è stato nella realtà: crudele, ambizioso, potente.

Eppure i Borgia non erano sicuramente i peggiori di quel periodo storico e Cesare Borgia si differenzia da tutti nella costante ricerca della unificazione della penisola italiana. Probabilmente la serie lo rende un personaggio più “amabile” rispetto a quello della realtà, tant’è che, nonostante i fatti storici narrino chiaramente che il suo corpo è stato denudato e sfigurato, nel finale dell’ultimo episodio Cesare approda in America, dando allo spettatore un finale chiaramente irrealistico ed alternativo, a metà tra un lieto fine ed una sensibilità per tutti coloro che si erano affezionati al Cesare Borgia personaggio.

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