Alcuni giorni fa, Netflix ha annunciato un nuovo rinnovo di Black Mirror. La creatura di Charlie Brooker, in onda dal 2011, arriverà almeno all’ottava stagione. La ricezione è stata buona: dopo alcuni passaggi difficili che sembravano aver segnato il declino irreversibile dello sci-fi distopico, la settima stagione è stata accolta con ottime review, sia da parte della critica che del pubblico. Lunga vita a Black Mirror, allora. La circostanza, tuttavia, è un’opportunità per farsi una domanda che aleggia nell’aria da tempo: perché, oggi, fa meno paura di un tempo?
La risposta potrebbe essere semplice, secondo i detrattori: Black Mirror non è più quella delle origini.
Altrettanto potrebbe dire chi, invece, continua a sostenerla e ha apprezzato anche le ultime stagioni.
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